Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 804 c.c. – Termine per l’azione
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
L’azione di revocazione per sopravvenienza di figli deve essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio nato nel matrimonio o discendente …
ovvero della notizia dell’esistenza del figlio o discendente, ovvero dell’avvenuto riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio .
Il donante non può proporre o proseguire l’azione dopo la morte del figlio o del discendente.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 803 - Articolo 803 Codice Civile: Revocazione per sopravvenienza di fig…→Cod. civ. art. 805 - Articolo 805 Codice Civile: Donazioni irrevocabili→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 802 Codice Civile: Termini e legittimazione ad agire→Articolo 806 Codice Civile: Inammissibilità della rinunzia preventiva→Articolo 801 Codice Civile: Revocazione per ingratitudine→Articolo 807 Codice Civile: Effetti della revocazione→Articolo 800 Codice Civile: Cause di revocazione→Articolo 808 Codice Civile: Effetti nei riguardi dei terzi→Art. 799 c.c.: Conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nu
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
La struttura del termine e la sua natura
L'art. 804 c.c. completa la disciplina della revocazione per sopravvenienza di figli (art. 803 c.c.) fissando il termine entro cui l'azione può essere esercitata. La scelta del legislatore e' quella di un termine più lungo rispetto alla revocazione per ingratitudine: cinque anni, anziche' uno. La ratio e' chiara: in caso di sopravvenienza di figli, le valutazioni del donante sono complesse, possono richiedere riassetti familiari, accertamenti di paternita', adempimenti formali; non e' opportuno costringere il donante a una scelta affrettata.
Anche il termine quinquennale, come quello annuale dell'art. 802 c.c., e' di decadenza: non e' soggetto a sospensione o interruzione e si interrompe solo con la proposizione della domanda giudiziale. La sua brevita' relativa (cinque anni in materia successoria e di rapporti familiari non sono molti) impone comunque al donante di organizzare con tempestivita' la propria azione, raccogliendo prove e pianificando la strategia processuale.
I dies a quo: tre possibili momenti di decorrenza
L'art. 804 c.c. individua tre momenti diversi di decorrenza, a seconda della causa che ha attivato la revocazione. Il primo e' il giorno della nascita dell'ultimo figlio nato nel matrimonio (o del discendente): se il donante ha più figli sopravvenuti, il termine si calcola dall'ultimo, in modo da consentire una valutazione complessiva della situazione familiare modificata. Il secondo e' il giorno della notizia dell'esistenza del figlio o discendente prima ignorato: qui rileva la conoscenza, in coerenza con la ratio dell'art. 803 c.c.
Il terzo e' il giorno dell'avvenuto riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio. Il riconoscimento può essere volontario o giudiziale; in entrambi i casi, l'effetto giuridico decorre dal momento in cui esso e' stato formalmente compiuto. La precisazione e' importante: prima del riconoscimento, il rapporto di filiazione non e' giuridicamente accertato e dunque la sopravvenienza non e' ancora rilevante ai fini dell'art. 803 c.c.
Il limite della morte del figlio o del discendente
L'art. 804 c.c. introduce una limitazione significativa: il donante non può proporre o proseguire l'azione dopo la morte del figlio o del discendente. La ratio e' coerente con il fondamento dell'istituto: la revocazione e' concessa per tutelare la nuova realtà familiare e il nuovo nato; venuta meno questa realtà, viene meno la ragione stessa dell'azione. Il donante non può utilizzare la revocazione come strumento patrimoniale slegato dalla finalità di tutela familiare.
La regola opera sia quando il figlio muore prima della proposizione della domanda (l'azione non può più essere iniziata), sia quando muore in corso di giudizio (il giudizio si estingue per sopravvenuto difetto di interesse o di legittimazione). È una regola severa, che impone al donante di valutare con attenzione la tempistica e di agire senza ritardo se vuole utilmente esercitare il diritto.
Caso pratico: la nascita tardiva e il calcolo del termine
Sempronio, single, dona al cugino Caio un immobile per 300.000 euro. Tre anni dopo, sposatosi, ha il primo figlio (anno 2023), poi un secondo (anno 2025). Sempronio decide di chiedere la revocazione per sopravvenienza di figli ai sensi dell'art. 803 c.c.: il termine quinquennale dell'art. 804 c.c. decorre dalla nascita dell'ultimo figlio (2025) e scade nel 2030. Sempronio dispone quindi di un orizzonte temporale ragionevole per organizzare l'azione.
Diverso il caso di Tizio, che apprende nel 2024 di avere un figlio nato vent'anni prima, frutto di una relazione mai conosciuta. Tizio acquisisce notizia dell'esistenza del figlio nel marzo 2024; da quella data decorrono i cinque anni. Se Tizio attendesse oltre il marzo 2029, il diritto si estinguerebbe. Se invece il figlio decedesse nel 2026, Tizio non potrebbe più proporre l'azione: la ratio di tutela della filiazione viene meno con la morte del figlio.
Profili operativi e strategici
Pur essendo il termine quinquennale più generoso di quello annuale per l'ingratitudine, e' opportuno agire tempestivamente. Le ragioni sono molteplici: il valore del bene donato può variare nel tempo (rivalutazioni, deprezzamenti, alienazioni a terzi); il donatario può compiere atti dispositivi che riducono la garanzia patrimoniale; possono insorgere ulteriori complicazioni successorie. La trascrizione della domanda di revocazione nei registri immobiliari, per i beni immobili, e' essenziale per rendere l'azione opponibile ai terzi che acquistino successivamente.
È utile, in caso di scoperta di un figlio, raccogliere subito documentazione probatoria della data di acquisizione della notizia: comunicazioni scritte, esito di test genetici, sentenze di accertamento della paternita'. Sarà su questa data che si misurera' la tempestivita' dell'azione. Eventuali transazioni o accordi tra le parti possono evitare il contenzioso, ma vanno gestite con la consapevolezza che la rinunzia preventiva all'azione e' invalida (art. 806 c.c.) e che ogni accordo deve essere successivo al verificarsi della causa di revocazione.
Domande frequenti
Quanto tempo c'e' per chiedere la revocazione per sopravvenienza di figli?
Cinque anni di decadenza, ai sensi dell'art. 804 c.c., a partire dal giorno della nascita dell'ultimo figlio, della notizia dell'esistenza del figlio prima ignorato o dell'avvenuto riconoscimento.
Da quando decorre esattamente il termine?
Dipende dalla causa: nascita dell'ultimo figlio; data della notizia di un figlio prima ignorato; data del riconoscimento, anche giudiziale, del figlio nato fuori del matrimonio.
Il termine si può sospendere o interrompere?
No, e' un termine di decadenza: solo la proposizione della domanda giudiziale impedisce la perdita del diritto. Diffide e trattative non hanno effetto sul termine.
Cosa accade se il figlio muore?
Il donante non può più proporre l'azione e, se già iniziata, deve interromperla. La revocazione tutela la nuova realtà familiare; venuta meno questa, decade la ragione dell'azione.
Perché il termine e' più lungo di quello per ingratitudine?
Perché la sopravvenienza di figli implica valutazioni più complesse e mutamenti familiari rilevanti: il legislatore concede tempo maggiore rispetto all'anno previsto dall'art. 802 c.c. per l'ingratitudine.