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Art. 643 c.c. Amministrazione in caso di eredi nascituri
In vigore
Le disposizioni dei due precedenti articoli si applicano anche nel caso in cui sia chiamato a succedere un non concepito, figlio di una determinata persona vivente. A questa spetta la rappresentanza del nascituro, per la tutela dei suoi diritti successori, anche quando l’amministratore dell’eredità è una persona diversa. Se è chiamato un concepito, l’amministrazione spetta al padre e alla madre (1).
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In sintesi
Tutela dei nascituri nella successione
L'art. 643 c.c. estende la disciplina dell'amministrazione dell'eredità condizionale al caso particolare in cui sia chiamato a succedere un nascituro, ossia un soggetto non ancora venuto alla luce. La capacità giuridica delle persone fisiche, ai sensi dell'art. 1 c.c., si acquista al momento della nascita; tuttavia il legislatore riconosce e protegge l'aspettativa successoria dei nascituri ai sensi degli artt. 462 e 715 c.c.
Distinzione tra concepito e non concepito
La norma distingue due ipotesi: (a) concepito (nascituro conceptus): è il soggetto già concepito al momento dell'apertura della successione, la cui esistenza biologica è certa ma la cui personalità giuridica è subordinata alla nascita. La sua chiamata è ammessa pacificamente dall'art. 462, 1° comma, c.c.; (b) non concepito: è il futuro figlio di una determinata persona vivente, la cui esistenza è ipotetica. La chiamata è ammessa, in via eccezionale, solo per testamento, ex art. 462, 3° comma, c.c.
Amministrazione per nascituro non concepito
Quando è chiamato un non concepito, si applicano gli artt. 641 e 642 c.c.: si crea una pendenza con condizione sospensiva implicita (la nascita), e i beni ereditari sono affidati a un amministratore individuato secondo l'ordine dell'art. 642 (sostituito, coeredi accrescenti, presunto erede legittimo). Al genitore vivente indicato dal testatore (la persona di cui il nascituro sarà figlio) spetta la rappresentanza del nascituro per la tutela dei suoi diritti successori, anche quando l'amministrazione è affidata ad altro soggetto.
Amministrazione per concepito
Quando è chiamato un concepito, l'amministrazione spetta congiuntamente al padre e alla madre. La soluzione si giustifica con la prossimità biologica e affettiva dei genitori e con l'interesse comune alla tutela del nascituro. La gestione congiunta richiede consenso unanime per gli atti di straordinaria amministrazione. La norma deve essere oggi letta alla luce della parità tra coniugi e della disciplina della filiazione (riforma 2012-2013).
Coordinamento con la rappresentanza legale
Una volta nato, il nascituro acquista la capacità giuridica retroattivamente al momento dell'apertura della successione (art. 462 c.c.). La rappresentanza legale passa quindi ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale (artt. 320 ss. c.c.). Se il nascituro non viene alla luce, la chiamata è inefficace e si applica la devoluzione ai sostituti o agli eredi legittimi, con cessazione dell'amministrazione condizionale.
Casi pratici e applicazioni
L'istituto trova applicazione nelle disposizioni testamentarie che individuano come erede un futuro nipote ("erede il primogenito di mio figlio Tizio") oppure nei testamenti olografi in cui il testatore dispone in favore di figli ancora da nascere. La pratica notarile italiana richiede particolare attenzione nella redazione di tali clausole per evitare nullità per indeterminatezza del beneficiario.
Domande frequenti
Un nascituro può essere chiamato all'eredità?
Sì, l'art. 462 c.c. ammette che siano chiamati alla successione i concepiti al momento dell'apertura e, per testamento, anche i non concepiti figli di persona vivente al tempo della morte del testatore.
Chi rappresenta il nascituro non concepito durante la pendenza?
La rappresentanza per la tutela dei diritti successori spetta al genitore vivente indicato dal testatore (la persona di cui il nascituro sarà figlio), anche se l'amministrazione dei beni è affidata a un altro soggetto.
Chi amministra l'eredità destinata a un concepito?
L'amministrazione spetta congiuntamente al padre e alla madre del concepito, che gestiscono i beni nell'interesse del nascituro fino alla nascita.
Cosa succede se il nascituro non viene alla luce?
La chiamata diventa inefficace e i beni sono devoluti secondo le previsioni del testatore (sostituti) o, in mancanza, secondo le regole della successione legittima. L'amministrazione condizionale cessa.
Quando il nascituro nasce, da quando si considera erede?
L'acquisto della qualità di erede si ricollega retroattivamente al momento dell'apertura della successione, ai sensi dell'art. 462 c.c., come se il nascituro fosse stato in vita fin dal momento della morte del de cuius.