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Art. 585 c.c. Successione del coniuge separato
In vigore
Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Nel caso in cui al coniuge sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, si applicano le disposizioni del secondo comma dell’articolo 548. CAPO III – Della successione dello Stato
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Ratio della distinzione
L'art. 585 c.c. riconosce che la separazione personale dei coniugi non scioglie il matrimonio, ma ne sospende alcuni effetti. Sul piano successorio, il legislatore distingue tra separazione «innocente» (consensuale o giudiziale senza addebito) e separazione con addebito, quest'ultima conseguenza di violazioni gravi dei doveri coniugali. Solo nel secondo caso l'effetto sanzionatorio si estende alla successione.
Equiparazione del separato senza addebito
Il coniuge separato senza addebito conserva integralmente i diritti successori del coniuge non separato. Concorre alla successione legittima ex artt. 581-583 c.c., gode dei diritti di legittima ex art. 540 c.c., dei prelegati di abitazione e uso, e puo agire in riduzione delle disposizioni testamentarie lesive. La sentenza di separazione, ancorche definitiva, non incide sulla qualita di erede.
Coniuge separato con addebito: l'assegno vitalizio
Diverso il regime del coniuge con addebito: ai sensi del rinvio all'art. 548, 2° comma c.c., a costui spetta soltanto un assegno vitalizio a carico dell'eredita, se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge defunto. L'assegno e' commisurato agli alimenti percepiti e cessa con la morte dell'avente diritto o con il venir meno dello stato di bisogno. Non si tratta di vocazione ereditaria, ma di un diritto di credito.
L'addebito: requisito formale
L'addebito deve risultare da sentenza passata in giudicato: non bastano comportamenti scorretti o l'attribuzione di responsabilita in altre sedi. La sentenza di separazione giudiziale, ai sensi dell'art. 151, 2° comma c.c., puo dichiarare l'addebito a uno o entrambi i coniugi quando ne ricorrono le condizioni. La separazione consensuale, omologata dal tribunale, di regola non contiene addebito.
Separazione di fatto e divorzio
La separazione di fatto, anche prolungata, non priva il coniuge dei diritti successori: occorre una pronuncia formale. Il divorzio, invece, scioglie il matrimonio: l'ex coniuge non e' chiamato alla successione, salvo l'eventuale assegno divorzile in capitale o gli effetti dell'art. 9-bis L. 898/1970 (assegno periodico a carico dell'eredita).
Caso pratico
Tizio e Caia sono separati giudizialmente da cinque anni; la sentenza addebita la separazione a Caia per condotte ingiuriose. Tizio muore senza testamento, lasciando un figlio Sempronio. Caia non e' chiamata alla successione; Sempronio eredita interamente. Tuttavia, se Caia, gia in stato di bisogno, percepiva da Tizio un assegno alimentare, puo chiedere all'eredita un assegno vitalizio ex art. 548, 2° comma c.c., commisurato a quanto riceveva. Se invece l'addebito non vi fosse stato, Caia avrebbe ereditato 1/3 (concorso con un figlio).
Domande frequenti
Il coniuge separato eredita?
Si, se la separazione e' senza addebito. L'art. 585 c.c. equipara il coniuge separato senza addebito al coniuge non separato: conserva integralmente i diritti successori, di legittima e di abitazione sulla casa familiare.
Cosa cambia se la separazione e' con addebito?
Il coniuge con addebito perde i diritti successori. Ha diritto solo a un assegno vitalizio a carico dell'eredita, ai sensi dell'art. 548, 2° comma c.c., e solo se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del defunto.
La separazione di fatto influisce sulla successione?
No. Solo la separazione legale con sentenza passata in giudicato che dichiara l'addebito incide sui diritti successori. La semplice separazione di fatto, anche pluriennale, lascia integri i diritti ereditari del coniuge.
Il coniuge separato senza addebito ha diritto all'abitazione sulla casa familiare?
Si. Conservando tutti i diritti del coniuge non separato, mantiene anche i diritti reali di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili (art. 540, 2° comma c.c.), oltre alla quota di legittima.
Cosa succede in caso di divorzio?
Il divorzio scioglie il matrimonio: l'ex coniuge non e' chiamato alla successione legittima ne legittimaria. Puo solo avere diritto, alle condizioni di legge, all'assegno periodico a carico dell'eredita ex art. 9-bis L. 898/1970.