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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 542 c.p.p. – Condanna del querelante alle spese e ai danni

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Nel caso di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso, quando si tratta di reato perseguibile a querela, si applicano le disposizioni dell’art. 427 per ciò che concerne la condanna del querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato nonché alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno in favore dell’imputato e del responsabile civile.

2. L’avviso del deposito della sentenza è notificato al querelante.

In sintesi

  • Nei reati di azione privata (querela), l'assoluzione per inesistenza del fatto o mancanza di commissione comporta condanna del querelante alle spese
  • Il querelante rimborsa le spese del procedimento anticipate dallo Stato
  • Il querelante è condannato a rifondere spese e risarcimento danni all'imputato e responsabile civile
  • L'avviso di deposito sentenza è notificato al querelante

Se assoluzione perché fatto non sussiste o imputato non l'ha commesso (reato a querela), il querelante paga spese e rifusione danni all'imputato e responsabile civile.

Ratio

L'articolo applica il principio di responsabilità procedurale al querelante in reati di azione privata (diffamazione, ingiuria, violazione di domicilio, molestie, ecc.). Se la querela è priva di fondamento (fatto non sussiste o imputato non lo ha commesso), chi ha messo in moto il procedimento deve sopportare le conseguenze economiche, sia come rimborso delle spese pubbliche che come compenso dei danni causati al querelato e al responsabile civile.

La regola incentiva il ricorso responsabile all'azione privata, scoraggiando querele temerarie o strumentali.

Analisi

La norma si applica solo ai reati perseguibili a querela (azione privata). "Fatto non sussiste" significa il fatto-reato è provato inesistente; "imputato non l'ha commesso" significa il fatto sussiste ma non è riconducibile all'imputato (è stata un'altra persona, p.es.). In questi casi di assoluzione, il giudice applica l'art. 427 c.p.p. per la condanna del querelante.

Art. 427 c.p.p. prevede: (a) pagamento spese del procedimento anticipate dallo Stato (costi della struttura giudiziaria, cancelleria, ecc.), (b) rifusione spese sostenute da imputato e responsabile civile (onorari difensori, perizie, costi di notificazione), (c) risarcimento danno all'imputato (danno da querela temeraria, danno reputazionale, danni morali).

Quando si applica

Si applica esclusivamente nei reati di azione privata (art. 50 c.p.): diffamazione, ingiuria, violazione di domicilio, violazione della privacy, molestie, abuso d'ufficio su querela, false dichiarazioni presso ufficiale pubblico. Non si applica a reati di azione pubblica (es. furto, violenza, truffa), dove il PM è promotore e non il danneggiato.

Condizione: assoluzione del querelando per inesistenza fatto o sua non-commissione. Se assoluzione per altri motivi (es. scusante, causa scriminante), art. 427 non si applica.

Connessioni

Art. 427 c.p.p. (condanna spese rito sommario, applicata qui), art. 50 c.p. (reati azione privata), art. 74-90 c.p.p. (costituzione parte civile e querelante), art. 185-188 c.p. (responsabilità civile da reato), art. 2043 c.c. (responsabilità civile generale). La sentenza deve notificarsi al querelante entro termini ordinari.

Domande frequenti

Se quero e perdo, devo pagare sempre?

Dipende dal motivo dell'assoluzione. Se è assoluzione per inesistenza del fatto o non commissione dell'imputato, sì, devi pagare spese e risarcimento (art. 542). Se è assoluzione per scusante legittima (es. legittima difesa, scambio di persona), la condanna è meno probabile.

Quanto ammonta il risarcimento danno da querela temeraria?

Varia a seconda della gravità della querela, del danno reputazionale causato e della situazione economica del querelante. Generalmente da 1000 a 10000 euro. È valutazione discrezionale del giudice basata sul caso concreto.

Se il fatto è provato ma l'imputato si dimostra non responsabile, devo pagare?

Art. 542 parla di assoluzione per "non commissione dell'imputato" (il fatto fu commesso da altri). In questo caso, sì, devi pagare. Se invece il fatto è provato ma l'imputato ha una scusante legittima, la regola è diversa.

Posso avere un avvocato d'ufficio nella querela se non ho soldi?

Sì, se sei indigente, hai diritto a avvocato d'ufficio per la querela. Tuttavia, se perdi e sei condannato al risarcimento, rimane tuo obbligo pagare (il giudice può distribuire nel tempo la condanna).

Se quero per diffamazione e il fatto è vero, posso evitare la condanna?

La verità della dichiarazione è causa di esclusione del reato di diffamazione (art. 137 c.p.). Se provi la verità di ciò che hai dichiarato, non sei processato. Se non la provi e sei assolto comunque, la causa probabile è l'assoluzione diversa (inesistenza fatto) e rimane la condanna alle spese.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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