Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 488 c.p.c. – Fascicolo dell’esecuzione

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Il cancelliere forma per ogni procedimento d’espropriazione un fascicolo informatico , nel quale sono inseriti tutti gli atti compiuti dal giudice, dal cancelliere e dall’ufficiale giudiziario, e gli atti e documenti depositati dalle parti e dagli eventuali interessati.

Il creditore è obbligato a presentare l’originale del titolo esecutivo nella sua disponibilità, il duplicato informatico o la copia attestata conforme all’originale a ogni richiesta del giudice.

In sintesi

  • Il cancelliere forma un fascicolo per ogni procedimento d'espropriazione
  • Nel fascicolo confluiscono tutti gli atti del giudice, cancelliere e ufficiale giudiziario
  • Il cancelliere autorizza deposito di copia autentica del titolo esecutivo al creditore
  • Il debitore può depositare copia autentica del titolo anziché l'originale
Indice dei contenuti

Per ogni procedimento d'espropriazione il cancelliere forma un fascicolo con gli atti del giudice, dell'ufficiale giudiziario e delle parti.

Ratio

L'articolo 488 disciplina l'aspetto organizzativo e documentale del procedimento esecutivo mediante la costituzione di un fascicolo centrale. Questo principio serve molteplici funzioni: raccogliere la documentazione, garantire la trasparenza del procedimento, permettere a tutte le parti di accedere ai documenti, e facilità l'amministrazione del procedimento stesso. La possibilità per il debitore di depositare copia autentica anziché originale del titolo esecutivo concilia l'esigenza di certezza documentale con la praticità operativa.

Analisi

L'articolo contiene due disposizioni fondamentali. Nel primo comma, il cancelliere formato un fascicolo unico per ogni procedimento d'espropriazione nel quale vengono inseriti: gli atti compiuti dal giudice dell'esecuzione (ordinanze, decreti), gli atti del cancelliere (avvisi, note, comunicazioni), gli atti dell'ufficiale giudiziario (precetti, verbali di notificazione, verbali di pignoramento), e gli atti e i documenti depositati dalle parti e dai terzi interessati (istanze, memorie, documenti probatori). Nel secondo comma si prevede che il cancelliere, sentito il pretore, il presidente del tribunale o il giudice dell'esecuzione, possa autorizzare il creditore a depositare copia autentica del titolo esecutivo anziché l'originale, con obbligo di esibire l'originale a ogni richiesta del giudice.

Quando si applica

L'articolo si applica a tutti i procedimenti di espropriazione presso il giudice ordinario, indipendentemente dal tipo di espropriazione (mobiliare, immobiliare, presso terzi). Il fascicolo è formato contestualmente all'avvio del procedimento e continua ad accogliere atti durante tutto il procedimento, fino alla conclusione (vendita dei beni, assegnazione, estinzione per pagamento). La pratica di depositare copia autentica anziché originale è particolarmente diffusa nei procedimenti ad alto volume dove la ripetuta esibizione dell'originale comporterebbe inconvenienti logistici e conservativi.

Connessioni

L'articolo si collega all'articolo 475 c.p.c. (competenza territoriale) e all'articolo 492 e seguenti (pignoramento). Rimanda indirettamente agli articoli 176-186 c.p.c. per la disciplina generale degli atti dei cancellieri. La disciplina del fascicolo è elemento imprescindibile per il funzionamento degli articoli 543 e seguenti (notificazione di atti a terzi debitori), 555 (immobili), e in generale di tutti gli adempimenti organizzativi della procedura.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio creditore promuove esecuzione contro il debitore Caio per una somma di 30.000 euro. Al momento della richiesta al giudice, è il cancelliere che crea il fascicolo dell'esecuzione nel quale verranno inseriti: il precetto dell'ufficiale giudiziario, il verbale del pignoramento dei beni di Caio, l'ordinanza del giudice che nomina un perito per la stima dei beni, eventuali memorie depositate da Caio in difesa. Mesi dopo, quando Caio contesta il valore stimato dal perito, il suo avvocato avrà accesso a tutti gli atti del fascicolo per la difesa.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, creditore documentato, domanda l'esecuzione esibendo il credito mediante un titolo esecutivo in forma di assegno bancario certificato. Anziché depositare l'originale dell'assegno al fascicolo (esponendolo a rischi di deterioramento durante gli anni che la procedura potrebbe durare), il creditore chiede al cancelliere di depositare una copia autentica dell'assegno. Il giudice autorizza questa pratica, e l'assegno originale resta in possesso del creditore, esibibile al giudice qualora richiesto a sorpresa durante il procedimento.

Domande frequenti

Chi forma il fascicolo dell'esecuzione e quando?

Il cancelliere del giudice competente forma il fascicolo al momento della richiesta di avvio del procedimento d'espropriazione. Il fascicolo rimane aperto per l'intera durata del procedimento e vi confluiscono tutti gli atti successivamente compiuti.

Quali documenti vanno inseriti nel fascicolo dell'esecuzione?

Nel fascicolo vanno inseriti tutti gli atti del giudice (ordinanze, decreti), del cancelliere (avvisi, comunicazioni), dell'ufficiale giudiziario (precetto, verbali), e i documenti depositati dalle parti e da soggetti terzi interessati al procedimento (memorie, istanze, documenti probatori).

Posso ottenere una copia di un documento contenuto nel fascicolo?

Sì. Ogni parte ha diritto di accedere ai documenti del fascicolo e di ottenerne copia presso la cancelleria del giudice dell'esecuzione, previo pagamento delle spese di copia se non sono in formato digitale.

Se deposito copia autentica del titolo esecutivo anziché originale, corro rischi legali?

No, a condizione che il giudice abbia autorizzato questa pratica e che l'originale sia disponibile per l'esibizione al giudice su sua richiesta. La copia autentica ha piena efficacia probatoria e legale nel procedimento esecutivo.

Il fascicolo rimane accessibile dopo che il procedimento è concluso?

Sì. Anche dopo la conclusione del procedimento (vendita dei beni, pagamento, archiviazione), il fascicolo rimane presso la cancelleria ed è consultabile dalle parti per verificare lo stato della procedura e le modalità di conclusione, anche ai fini di eventuali controversie successive.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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