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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 472 c.p. Uso e detenzione di misure o pesi con falsa impronta

In vigore dal 1° luglio 1931

Chiunque fa uso, a danno altrui, di misure o di pesi con la impronta legale contraffatta o alterata, o comunque alterati, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire un milione.

La stessa pena si applica a chi nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, detiene misure o pesi con l’impronta legale contraffatta o alterata, ovvero comunque alterati.

Agli effetti della legge penale, nella denominazione di “misure” o di “pesi” è compreso qualsiasi strumento per misurare o pesare.

In sintesi

  • Protezione della lealtà dei commerci attraverso integrità di misure e pesi
  • Riguarda sia l'uso fraudolento che la mera detenzione in contesto commerciale
  • Impronta legale = marcatura di metrologia legale (controllo ufficiale Camere Commercio)
  • Pena: reclusione fino a 6 mesi, multa fino a 1 milione lire

Chiunque usa o detiene misure o pesi con impronta legale contraffatta o alterata, a danno altrui, è punito con reclusione fino a sei mesi o multa.

Ratio

L'art. 472 tutela la lealtà del commercio attraverso la garanzia di misure e pesi autentici. In passato, le bilance, le gradazioni e i misuratori erano sottoposti a «taratura metrologica» e marchiati con impronta ufficiale dalla Camera di Commercio locale. Un negoziante disonesto potrebbe alterare quest'impronta per mascherare una bilancia truccata (modificata per pesare meno di quanto dichiarato). Art. 472 punisce sia l'uso fraudolento (pesar mele a 5 kg quando sono 4 kg) che la mera detenzione in contesto commerciale (avere bilancia truccata esposta in negozio, non importa se usata). L'offesa è ai consumatori e alla concorrenza leale tra commercianti.

Analisi

Il primo comma punisce: (a) chi «fa uso» di misure/pesi con impronta legale contraffatta/alterata «a danno altrui»; (b) pena: reclusione fino a 6 mesi o multa fino a 1 milione lire. Il secondo comma estende la responsabilità a chi «nell'esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, detiene misure o pesi con l'impronta legale contraffatta/alterata»-qui non serve neanche l'uso effettivo, basta la detenzione. Logica: se sei un commerciante e hai in negozio una bilancia con impronta truccata, il legislatore presume dolo (intendevi usarla, altrimenti non averla in negozio). Il terzo comma specifica che «misure» e «pesi» includono qualsiasi strumento per misurare o pesare (bilancia, metro, litro, ecc.).

Quando si applica

Scenario concreto: un fruttivendolo (Tizio) possiede una bilancia digitale cui ha alterato l'impronta di taratura ufficiale grattando e ridisegnando il numero di certificazione. Usa la bilancia quotidianamente per vendere frutta: pesa 800 grammi ma la bilancia mostra 1 kg falso. Clienti sono ingannati. Commette art. 472, primo comma (uso di misura con impronta contraffatta a danno altrui): reclusione fino a 6 mesi. Altro caso: la Finanza fa ispezione in una macelleria e trova una bilancia con impronta di taratura visibilmente alterata, anche se al momento dell'ispezione non è usata. Il macellaio commette art. 472, secondo comma (detenzione in spaccio aperto al pubblico).

Connessioni

Art. 472 è parte della Sezione II (Monete, valori, bolli pubblici, misure e pesi-titolo XIII). Si correla con artt. 468-471 (contraffazione e uso abusivo di sigilli). Rilevanti anche le norme di metrologia legale (D.L. 2016/N. 102-metrologia) e Codice del Consumo (D.L. 2005/N. 206). Se la bilancia truccata causa danno economico quantificabile, può concorrere con art. 640 c.p. (truffa). Importante per controlli ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi) e GdF nel settore agroalimentare.

Domande frequenti

Art. 472 richiede che la bilancia sia effettivamente usata in frode, o basta la detenzione?

Il primo comma richiede l'uso effettivo «a danno altrui». Il secondo comma no: basta che il commerciante detiene in negozio una bilancia con impronta alterata, anche se non la usa al momento dell'ispezione. La detenzione in contesto commerciale presume l'intento fraudolento (altrimenti perché avere una bilancia truccata in negozio?).

Cosa significa «impronta legale» nel contesto dell'art. 472?

È la marcatura ufficiale apposta da metrologi della Camera di Commercio locale dopo taratura (controllo di accuratezza). Include: numero di serie, data di taratura, timbro ufficiale. Garantisce che la bilancia/misura è stato testato e corrisponde agli standard internazionali. Alterare quest'impronta è falsificazione di documento ufficiale.

Un consumatore che scopre la bilancia truccata può citare il commerciante in giudizio?

Sì, simultaneamente: (1) denuncia penale per art. 472 alla Finanza/Carabinieri; (2) azione civile per danno patrimoniale (art. 1218 c.c.) o per truffa (art. 640 c.p.-risarcimento danni). Il commerciante può essere condannato penalmente e civilmente a ripagare i consumi fraudolenti.

Se una bilancia ha impronta legale falsificata ma non è mai stata usata in commercio, è reato?

Secondo comma: sì, se è in possesso di un commerciante e ritenuta in spaccio aperto al pubblico. Non occorre l'uso effettivo. Primo comma: no, se non è mai stata usata. Il dolo della detenzione in contesto commerciale è presunto; la detenzione privata (in casa) di una bilancia truccata potrebbe non essere reato.

Qual è la differenza tra arte. 472 (misure/pesi) e art. 468 (sigilli di enti pubblici)?

Art. 472 tutela lealtà commerciale attraverso integrità di strumenti (bilance, misuratori). Art. 468 tutela fede pubblica attraverso integrità di sigilli amministrativi (timbri di Comuni, Regioni). Art. 472 è specifico al settore commerciale/metrologia; art. 468 è generale per pubblica amministrazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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