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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 45 c.p.p. – Casi di rimessione

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l’incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell’imputato, rimette il processo ad altro giudice, designato a norma dell’articolo 11.

In sintesi

  • La rimessione è uno strumento eccezionale per garantire la regolarità processuale in situazioni di grave turbamento locale
  • Ricorre quando gravi situazioni impediscono lo svolgimento ordinario del processo
  • Comporta compromissione della libera determinazione delle persone che partecipano al processo o della sicurezza pubblica
  • Genera motivi di legittimo sospetto sulla gestione del processo nell'ufficio originario
  • È decisa dalla Corte di Cassazione su richiesta del procuratore generale, pubblico ministero o imputato
  • Il nuovo giudice è designato secondo l'articolo 11 per materia

La Corte di Cassazione rimette il procedimento a giudice diverso se gravi situazioni locali turbano lo svolgimento del processo, compromettono la libera determinazione delle parti o ledono la sicurezza pubblica.

Ratio

L'articolo 45 codice di procedura penale introduce la rimessione straordinaria del procedimento, strumento eccezionale per preservare l'imparzialità processuale quando il contesto locale è deteriorato da situazioni che compromettono il fair trial. A differenza dell'astensione (conflitto del singolo giudice) e della ricusazione (contestazione della terzietà di un magistrato), la rimessione affronta il problema della sfiducia nel potere giudiziario territoriale dovuta a fattori ambientali: criminalità organizzata, tumulti pubblici, pressioni locali, situazioni di terrore che impediscono il funzionamento ordinario della giustizia. La norma tutela non solo l'imparzialità formale ma la credibilità dell'intero sistema di giustizia in una determinata circoscrizione.

La decisione di rimessione è prerogativa della Corte di Cassazione (non del tribunale o corte appello), conferendo a questo atto rilievo nazionale e non locale. Questo impedisce che uffici giudiziari inferiori e corrotti da pressioni esterne blocchino autonomamente i procedimenti; la cassazione interviene quando le circostanze obiettive lo rendono necessario.

Analisi

Il comma 1 prescrive: «In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice, designato a norma dell'articolo 11».

Elemento soggettivo: «gravi situazioni locali», si tratta di circostanze obiettive legate al territorio (criminalità mafiosa, tumulti, minacce collettive) non a conflitti interpersonali tra parti. Elemento oggettivo: «tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili», la situazione deve rendere il processo impossibile ordinariamente e deve essere tale che nessuno altro rimedio (cambiamento di giudice singolo, ordinanze di protezione) sia sufficiente. Effetti: «pregiudicano la libera determinazione delle persone» (testimoni intimoriti a dire il falso, giudici sotto pressione, imputato privato della difesa effettiva) oppure «compromettono la sicurezza o l'incolumità pubblica» (procedimento che attrae tensioni sociali, minacce di esplosione di violenza). Alternativa: «determinano motivi di legittimo sospetto» (la comunità locale perde fiducia nel processo perché contaminato da pressioni criminali).

Soggetti richedenti: procuratore generale presso la corte di appello (magistrato dell'ordine), pubblico ministero presso il giudice che procede (pubblico ministero di primo grado o appello), imputato (tramite richiesta scritta). Procedura: richiesta motivata alla cassazione, decisione della cassazione. Nuovo giudice: designato a norma dell'articolo 11 c.p.p., ubicato in circondario diverso (per materia di competenza).

Quando si applica

Tizio è imputato di associazione mafiosa. Il processo è aperto a Palermo. Emergono circostanze che la 'ndrangheta ha minacciato testimoni a Palermo, esercita controllo del territorio giudiziario, i giudici del tribunale di Palermo ricevono intimidazioni. Il procuratore generale della corte di appello di Palermo richiede alla cassazione la rimessione del procedimento. La cassazione accoglie, rimette il processo a tribunale di un'altra città (es. Napoli, Bologna), il quale designa un giudice specializzato in mafia non sotto pressione dalla criminalità organizzata.

Caio è imputato di corruzione. Il processo è a corso in un comune di provincia dove una della famiglia del sindaco è imputato in un procedimento parallelo e controlla la stampa locale attraverso minacce. Il pubblico ministero richiede rimessione alla cassazione perché le pressioni locali rendono impossibile la libertà di testimonianza. La cassazione rimette il procedimento a un'altra provincia, garantendo imparzialità. Sempronio è imputato di reato grave. Nel periodo del suo processo scoppia una rivolta pubblica nel comune dove il processo è in corso, minacciando la sicurezza del tribunale e dei testimoni. L'imputato richiede rimessione. La cassazione accoglie per situazione locale insostenibile e rimette a provincia diversa.

Connessioni

L'articolo 45 è parte eccezionale del sistema di garanzie sulla competenza giudiziale. Rimanda all'articolo 11 c.p.p. (competenza per materia), agli articoli 36-43 (astensione ricusazione, rimedi ordinari), al principio costituzionale del giudice naturale (articolo 25 Cost.) e del fair trial (articolo 111 Cost.). La rimessione straordinaria è stata utilizzata storicamente in Italia per procedimenti mafiosi ad alta tensione (processi antimafia trasferiti da Palermo a Roma, L'Aquila, etc.).

Domande frequenti

Chi può chiedere la rimessione del procedimento?

Tre soggetti: il procuratore generale presso la corte di appello, il pubblico ministero presso il giudice che procede (magistrato di primo grado o appello), l'imputato stesso. La richiesta deve essere motivata, cioè documentare le gravi situazioni locali che turbano il processo. Non è sufficiente una generica lamentela sulla provincia; la richiesta deve allegare fatti concreti (intimidazioni, minacce, tumulti, articoli stampa ostili, rapporti di forze dell'ordine).

Chi decide la rimessione?

Esclusivamente la Corte di Cassazione, mediante collegio deciditore. Non è il tribunale ordinario a decidere la rimessione, ma la cassazione, che è il vertice dell'ordinamento e ha visione nazionale. Questo previene che uffici giudiziari corrotti decidano in proprio la rimessione di procedimenti sgradevoli.

Quali sono esempi di «gravi situazioni locali»?

Criminalità organizzata che controlla il territorio e intimorisce giudici e testimoni. Tumulti pubblici massicci durante il processo. Pressioni politiche e mediatiche coordinate contro il magistrato giudicante. Minacce esplicite a testimoni. Situazioni di sicurezza deteriorata che rendono pericoloso l'accesso al tribunale. Fenomeni di corruzione locale diffusa che compromettono la fiducia nel potere giudiziario territoriale. NON ricadono sotto la norma: semplici dissapori tra il giudice e la comunità, antipatia del pubblico verso un imputato noto, discussioni politiche ordinarie sul processo.

Dove viene rimesso il procedimento?

A giudice di diversa circoscrizione territoriale, designato secondo l'articolo 11 c.p.p. per competenza per materia. Se il procedimento era presso tribunale di Napoli per reato di corruzione, può essere rimesso a tribunale di Roma, Bologna, Bari, etc., a seconda della disponibilità e della competenza per materia. La cassazione coordina il trasferimento del fascicolo e la notifica alle parti.

La rimessione è ricorribile?

La decisione di rimessione della cassazione non è ricorribile in cassazione (la cassazione è il giudice di ultima istanza). Tuttavia, la rimessione è un atto processuale e un vizio grave nella motivazione della decisione di rimessione potrebbe essere dedotto in ricorso per cassazione nel procedimento principale come violazione del diritto di difesa. In pratica, le decisioni di rimessione della cassazione sono rarissime e difficilmente impugnate.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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