Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 33-septies c.p.p. – Inosservanza dichiarata nel dibattimento di primo grado

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

1. Nel dibattimento di primo grado instaurato a seguito dell’udienza preliminare, il giudice, se ritiene che il reato appartiene alla cognizione del tribunale in composizione diversa, trasmette gli atti, con ordinanza, al giudice competente a decidere sul reato contestato.

2. Fuori dai casi previsti dal comma 1 se il giudice monocratico ritiene che il reato appartiene alla cognizione dei collegio, dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

3. Si applica la disposizione dell’articolo 420-ter, comma 4

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In sintesi

  • Se reato appartiene composizione diversa, trasmissione atti a giudice competente con ordinanza
  • Se giudice monocratico scopre reato collegio, trasmette a PM per ulteriore azione
  • Eccezione: rimedi specifici se vizio è stato tempestivamente eccepito
  • Applicazione art. 420-ter comma 4 su prosieguo procedimento
Indice dei contenuti

Se nel dibattito primo grado giudice rileva inosservanza composizione, trasmette atti a giudice competente o dispone trasmissione a PM per correzione.

Ratio

Art. 33-septies c.p.p. affronta il vizio di composizione scoperto in fase già avanzata (dibattimento di primo grado). A differenza art. 33-sexies (scoperto in preliminare), qui procedimento è già in corso dibattimentale. Ratio è salvare quello che si può: se reato va a giudice diverso (monocratico vs. collegio), trasmettere ordinanza; se scoperto in monocratico che doveva essere collegio, rinviare a PM per corrective action, evitando trial radicale.

Analisi

Comma 1: se nel dibattimento il giudice scopre che reato appartiene a composizione diversa (collegio se lui è monocratico, o vice versa), emette ordinanza trasmissione atti «al giudice competente a decidere». Comma 2: fuori casi comma 1 (cioè se giudice è già competente per composizione, ma altri vizi), se giudice monocratico ritiene che reato appartiene collegio, dispone trasmissione atti a PM (non direttamente a collegio), affinché PM adotti azioni correttive. Comma 3: applica art. 420-ter comma 4 (disposizioni prosieguo procedimento in caso di inidoneità atti).

Quando si applica

Dibattimento iniziato davanti monocratico per frode. In dibattito emerge connessione a peculato (reato più grave, collegio obbligatorio). Giudice monocratico dichiara incompetenza e trasmette atti a collegio competente. Opposizione: dibattimento davanti collegio per omicidio. Giudice collegio scopre elemento che fa ricadere reato in monocratico (es. imputato è minore, regole speciali). Trasmette ordinanza a PM per valutazione correzione.

Connessioni

Art. 33-septies c.p.p. rimanda a art. 420-ter comma 4 (prosieguo dibattimento post-trasmissione), a art. 33-quinquies e art. 33-sexies per contesto vizi composizione. Cfr. artt. 4-10 c.p.p. su competenza materia. Presuppone che giudice rilevi vizio senza interruzione immediata del dibattito (diversamente art. 33-sexies in preliminare che consente salto diritto).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio è giudicato da tribunale monocratico per appropriazione indebita (reato minore). Nel dibattimento durante cross-examination, emerge che Tizio è stato condannato per omicidio (aggravante qualità delinquente, reato grave). Monocratico dichiara sua incompetenza: comma 1, emette ordinanza trasmissione atti a tribunale collegiale (competente per reato grave). Collegio assume cognizione, riparte dibattimento da zero o dal punto atto.

Caso 2: Caio è giudicato da collegio per frode bancaria

In dibattimento scopre che presum uomo d'affari è in realtà minore (giudice minorile competente per reati minori con sconto). Collegio scopre vizio (composizione: doveva essere giudice minorile, non collegio adulti). Comma 2: trasmette ordinanza a PM per valutazione azioni: PM può fare ricorso, chiedere riesame idoneità atti (art. 420-ter), o concordare riunione procedimenti se necessario.

Domande frequenti

Se giudice scopre inosservanza composizione in dibattito, che cosa fa?

Comma 1: se reato appartiene composizione diversa, emette ordinanza trasmissione atti a giudice competente. Comma 2: se monocratico rileva reato deve collegio, trasmette a PM per azioni correttive.

La trasmissione a PM significa fine dibattito?

In pratica sì. PM valuta se proseguire, desistere, o fare ricorso. Giudice non continua a giudicare. Art. 420-ter comma 4 disciplina prosieguo dopo trasmissione.

Se giudice trasmette atti a collegiale, il dibattimento ricomincia?

Sì, il collegio assume cognizione da zero o dal punto atto (dipende da disposizioni). Imputato ha nuove diritti di cross-examination davanti collegio diverso.

C'è differenza tra trasmissione a PM e trasmissione a giudice?

Sì: trasmissione giudice (comma 1) = atti vanno direttamente giudice competente, che prosegue. Trasmissione PM (comma 2) = PM decide se citare davanti giudice corretto, o contestare ordinanza.

Se vizio composizione era stato eccepito in preliminare, cambia qualcosa?

Sì, art. 33-septies presuppone che eccezione non sia stata tempestivamente presentata (altrimenti art. 33-sexies). Se era stata eccepita e respinta, applicare rimedi art. 33-septies è ulteriore opportunità.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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