Testo dell'articoloVigente
Art. 311 c.p.p. – Ricorso per cassazione
Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Ricorso per cassazione
1. Contro le decisioni emesse a norma degli articoli 309 e 310, il pubblico ministero che ha richiesto l’applicazione della misura, l’imputato e il suo difensore possono proporre ricorso per cassazione entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell’avviso di deposito del provvedimento. Il ricorso può essere proposto anche dal pubblico ministero presso il tribunale indicato nel comma 7 dell’articolo 309.
2. Entro i termini previsti dall’articolo 309 commi 1, 2 e 3, l’imputato e il suo difensore possono proporre direttamente ricorso per cassazione per violazione di legge contro le ordinanze che dispongono una misura coercitiva. La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.
3. Il ricorso è presentato nella cancelleria del giudice che ha emesso la decisione ovvero, nel caso previsto dal comma 2, in quella del giudice che ha emesso l’ordinanza. Si osservano le forme previste dall’articolo 582.
Il giudice cura che sia dato immediato avviso all’autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette gli atti alla corte di cassazione.
4. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, i motivi devono essere enunciati contestualmente al ricorso, ma il ricorrente ha facoltà di enunciare nuovi motivi davanti alla corte di cassazione, prima dell’inizio della discussione.
5. La Corte di cassazione decide entro trenta giorni dalla ricezione degli atti osservando le forme previste dall’articolo 127.
5-bis. Se è stata annullata con rinvio, su ricorso dell’imputato, un’ordinanza che ha disposto o confermato la misura coercitiva ai sensi dell’articolo 309, comma 9, il giudice decide entro dieci giorni dalla ricezione degli atti e l’ordinanza è depositata in cancelleria entro trenta giorni dalla decisione. Se la decisione ovvero il deposito dell’ordinanza non intervengono entro i termini prescritti, l’ordinanza che ha disposto la misura coercitiva perde efficacia, salvo che l’esecuzione sia sospesa ai sensi dell’articolo 310, comma 3, e, salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate, non può essere rinnovata.
In sintesi
Indice dei contenuti
Contro le decisioni di riesame e appello, il PM e l'imputato possono ricorrere in cassazione entro 10 giorni dalla notificazione.
Ratio
Il ricorso per cassazione è il presidio ultimo contro decisioni cautelari affette da violazione di legge: la Corte di Cassazione non rivaluta il merito della misura (quello è compito del riesame/appello) ma controlla la legittimità della procedura e l'interpretazione normativa applicata. Assicura uniformità della jurisprudenza e tutela dei diritti fondamentali in materia cautelare.
Analisi
Il comma 1 riconosce diritto di ricorso al PM che ha richiesto la misura, all'imputato e difensore entro 10 giorni dalla comunicazione/notificazione della decisione di riesame o appello. Il comma 1-bis (aggiunto successivamente) chiarisce competenza: Cassazione del capoluogo di provincia dove sede l'ufficio autore del provvedimento. Il comma 2 consente ricorso diretto in cassazione per violazione di legge contro l'ordinanza cautelare iniziale, saltando riesame/appello, entro i soliti 10 giorni. Tale ricorso rende inammissibile il riesame (scelta alternativa). Il comma 4 prevede enunciazione motivi contestualmente al ricorso, con facoltà di nuovi motivi davanti alla Corte. Il comma 5 fissa termine decisione 30 giorni.
Quando si applica
Dopo riesame/appello sfavorevole se si ritiene violazione di legge (es. giudice ha applicato norma abrogata, non ha considerato elemento dirimente, procedura difettosa). O direttamente contro ordinanza iniziale se motivi sono solo violazione di legge (non merito). Esempio: il tribunale respinge il riesame confermando custodia in base a valutazione del merito corretta; se il ricorrente ritiene procedura difettosa o violazione normativa, ricorre in cassazione.
Connessioni
Rimandi a artt. 309 (riesame), 310 (appello), 127 (forme camera consiglio), 273-286 (presupposti misure). Procedure analoghe alle decisioni nel merito: vedi artt. 581-591 su ricorsi cassazione ordinari.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio subisce riesame in tribunale, che respinge la richiesta e conferma la custodia cautelare. L'ordinanza del tribunale, secondo il difensore di Tizio, contiene violazione di legge: il giudice ha scartato un documento decisivo di innocenza sulla base di una norma che non è più in vigore. Tizio ricorre in cassazione entro 10 giorni dalla notificazione. La Corte di Cassazione, in camera consiglio, entro 30 giorni annulla il provvedimento per violazione di legge, rimettendo la causa al tribunale che dovrà riesaminare correttamente.
Caso 2: Caso 2
Caio ha subito appello del PM (che ha ottenuto custodia più severa) ed è in ricorso diretto in cassazione per violazione di legge. Sostiene che il tribunale ha male applicato l'art. 274 (esigenze cautelari) non considerando le sue prove di legittima attività. Ricorre in cassazione entro 10 giorni. La Cassazione esamina se veramente il tribunale ha violato la legge. Se sì, annulla; se no, rigetta il ricorso e la misura cautelare resta in vigore.
Domande frequenti
Posso ricorrere in cassazione subito dopo l'ordinanza cautelare iniziale?
Sì, ma solo per violazione di legge. Se ricorri direttamente in cassazione, non puoi più chiedere riesame o appello.
Quanto ho di tempo per ricorrere in cassazione?
10 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'avviso di deposito della decisione (riesame, appello, o ordinanza iniziale).
La Cassazione rivaluta la misura cautelare nel merito come il tribunale?
No. La Cassazione controlla solo se c'è violazione di legge (interpretazione norma, procedura). Non rivaluta i fatti come il tribunale di riesame.
Quanto tempo impiega la Cassazione a decidere?
Entro 30 giorni dalla ricezione degli atti, osservando le forme della camera consiglio (senza pubblico).
Se la Cassazione annulla, cosa succede?
La Cassazione annulla il provvedimento e rimette la causa al giudice inferiore (GIP o tribunale) perché riesamini correttamente la misura secondo la giusta interpretazione di legge.