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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2680 c.c. Tenuta del registro generale d’ordine

In vigore dal 19/04/1942

Il registro generale deve essere vidimato in ogni foglio dal presidente o da un giudice del tribunale nella cui circoscrizione è stabilito l’ufficio, indicando nel relativo processo verbale il numero dei fogli e il giorno in cui sono stati vidimati.

Questo registro deve essere scritto di seguito, senza spazi in bianco o interlinee e senza aggiunte. Le cancellature di parole devono essere approvate dal conservatore in fine di ciascun foglio con la sua firma e con l’indicazione del numero delle parole cancellate.

Il registro, alla fine di ciascun giorno, deve essere chiuso con l’indicazione del numero dei titoli annotati e firmato dal conservatore.

n esso si deve rigorosamente osservare la serie delle date, dei fogli e dei numeri d’ordine.

In sintesi

  • Il registro generale d'ordine deve essere vidimato foglio per foglio dal presidente o da un giudice del tribunale.
  • Il processo verbale di vidimazione indica numero di fogli e data della vidimazione.
  • La scrittura è continua, senza spazi bianchi, interlinee o aggiunte.
  • Le cancellature vanno approvate dal conservatore con firma e indicazione del numero di parole cancellate.
  • A fine giornata il registro è chiuso con il numero dei titoli annotati e firmato dal conservatore.
  • Devono essere rispettati rigorosamente la serie delle date, dei fogli e dei numeri d'ordine.

La funzione di garanzia del registro generale d'ordine

L'articolo 2680 del Codice Civile disciplina le modalita' formali di tenuta del registro generale d'ordine, vero e proprio protocollo cronologico di tutti i titoli presentati alla conservatoria. La norma ha una funzione di garanzia: assicurare che la sequenza delle formalita' sia inalterabile, opponibile e ricostruibile a posteriori, tutelando cosi' il principio di priorita' temporale che regge l'intero sistema della pubblicita' immobiliare.

La vidimazione e la sua importanza

La vidimazione preventiva da parte del presidente del tribunale (o di un giudice delegato) costituisce il primo presidio antifrode. Ogni foglio del registro reca un timbro o sigla autenticante e il verbale iniziale documenta numero di fogli e data. Questo impedisce sostituzioni, inserimenti postumi o manipolazioni materiali del registro. Lo stesso principio era ben noto al diritto commerciale dell'epoca: i libri contabili obbligatori condividevano analoghe formalita' di bollatura.

Le regole di scrittura

Il legislatore impone tre divieti precisi: niente spazi bianchi, niente interlinee, niente aggiunte successive. La scrittura deve procedere di seguito, in modo che ogni annotazione abbia data e numero d'ordine certi. Le eventuali cancellature non sono vietate ma devono essere autenticate dal conservatore con la propria firma e l'indicazione esatta del numero di parole barrate. Cio' permette di distinguere una correzione legittima da un'alterazione fraudolenta.

Esempio pratico

Si supponga che Tizio depositi alle ore 10.00 di un certo giorno un atto di compravendita e che Caio, mezz'ora dopo, presenti una sentenza di accoglimento di una domanda giudiziale relativa allo stesso immobile. Il rispetto rigoroso della serie delle date e dei numeri d'ordine consente di stabilire con certezza che la formalita' di Tizio precede quella di Caio. In caso di conflitto tra piu' aventi causa, il giudice potra' ricostruire l'esatta cronologia consultando il registro generale, che fa prova della priorita' temporale.

La chiusura giornaliera

Ogni giornata si chiude con l'indicazione del numero complessivo di titoli annotati e con la firma del conservatore. Questa chiusura cronologica consolida la sequenza e impedisce l'inserimento di nuovi titoli con effetto retroattivo. La firma del conservatore assume valore di certificazione pubblica: il funzionario assume responsabilita' personale per quanto annotato in quella giornata.

Il rispetto della serie come perno del sistema

La parte finale della norma, che impone di osservare rigorosamente la serie delle date, dei fogli e dei numeri d'ordine, e' il vero cuore del sistema. La priorita' della formalita' determina la prevalenza tra piu' acquirenti, tra creditori ipotecari e nei conflitti tra parti. Oggi la digitalizzazione dei registri presso l'Agenzia delle Entrate ha trasferito queste garanzie in ambiente informatico, ma i principi sostanziali restano: cronologia inalterabile, tracciabilita' completa, certezza della sequenza. La conoscenza dell'articolo 2680 c.c. rimane quindi utile per comprendere la logica di fondo del sistema attuale.

Domande frequenti

Cos'e' il registro generale d'ordine dell'art. 2680 c.c.?

E' il protocollo cronologico in cui il conservatore annota tutti i titoli presentati per la pubblicita' immobiliare, garantendo la priorita' temporale delle formalita'.

Chi deve vidimare il registro generale?

La vidimazione spetta al presidente o a un giudice del tribunale nella cui circoscrizione e' stabilito l'ufficio, con verbale che indica il numero dei fogli e la data.

Cosa succede se vi sono cancellature nel registro?

Le cancellature sono ammesse ma devono essere approvate dal conservatore in fondo a ciascun foglio con firma e indicazione del numero di parole cancellate, per evitare alterazioni.

Perche' e' vietato lasciare spazi bianchi?

Il divieto impedisce inserimenti postumi e garantisce che la sequenza cronologica delle annotazioni sia continua, inalterabile e non manipolabile.

I principi dell'articolo 2680 valgono ancora oggi con i registri informatizzati?

Si: la digitalizzazione dei registri presso l'Agenzia delle Entrate replica in ambiente informatico le garanzie di cronologia, tracciabilita' e priorita' previste dalla norma.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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