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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 249 c.p.p. – Perquisizioni personali

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Prima di procedere alla perquisizione personale è consegnata una copia del decreto all’interessato, con l’avviso della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia, purché questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell’art. 120.

2. La perquisizione è eseguita nel rispetto della dignità e, nei limiti del possibile, del pudore di chi vi è sottoposto (79 att.).

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In sintesi

  • Copia del decreto deve essere consegnata prima della perquisizione personale con avviso del diritto di assistenza
  • La persona può farsi assistere da persona di fiducia prontamente reperibile e idonea (art. 120 c.p.p.)
  • Obbligo di eseguire la perquisizione nel rispetto della dignità e del pudore
  • Tutela specifica della sfera intima e della riservatezza personale

Perquisizioni personali: consegna decreto con avviso di assistenza, rispetto della dignità e pudore del soggetto durante l'operazione.

Ratio

L'articolo 249 rappresenta l'evoluzione della disciplina dell'ispezione personale verso una sempre maggiore protezione della dignità umana. Se l'art. 245 introduce principi generali di rispetto, l'art. 249 ne specifica l'applicazione nel contesto della perquisizione, atto più invasivo dell'ispezione. La consegna anticipata del decreto consente al soggetto di organizzare la propria difesa e di comprendere le ragioni dell'atto. Il diritto all'assistenza, anche in questo contesto, rappresenta una forma di protezione procedurale e una garanzia di trasparenza delle operazioni.

Analisi

Il comma 1 impone: (a) consegna della copia del decreto prima di procedere (non contemporaneamente); (b) avviso della facoltà (non obbligo) di farsi assistere; (c) idoneità della persona di assistenza secondo l'art. 120 c.p.p. (avvocato, familiare, persona di fiducia tecnica). L'avviso deve essere chiaro e comprensibile. Il comma 2 reitera l'obbligo di rispetto della dignità e del pudore, mantenendo il medesimo linguaggio dell'art. 245. In una perquisizione personale, il pudore assume rilievo particolare: non possono esservi palpamenti intimi senza necessità assoluta, visioni del corpo senza protezione, o atteggiamenti umilianti. La norma implica il diritto a vestirsi dopo l'operazione, a una stanza privata, a personale dello stesso sesso quando biologicamente rilevante.

Quando si applica

Perquisizioni personali in contesto di criminalità diffusa ricorrono per: droga (ricerca di stupefacenti nelle tasche, nei capi, in cavità corporee), armi (porto abusivo), documenti (falsificazione, frode). Frequenti nei controlli in strada (identificazione su fondato motivo), in stazioni, aeroporti, confini. La norma si applica a chiunque sia sottoposto a perquisizione personale, indipendentemente da status processuale (imputato, indagato, testimone, terzo). La previsione dell'avviso di assistenza si applica sempre, salvo urgenza e comprovata impossibilità.

Connessioni

L'articolo 249 si collega a art. 245 c.p.p. (ispezione personale), art. 247 c.p.p. (perquisizioni), art. 120 c.p.p. (requisiti del difensore), art. 13 Cost. (libertà personale), art. 3 Cost. (dignità), art. 79 att. c.p.p. (divieto di sevizie e trattamenti disumani). Rilevante anche art. 27 comma 4 Cost. (pena non può consistere in trattamento contrario al senso di umanità). In ambito internazionale: art. 3 CEDU (divieto di tortura e di trattamenti disumani), art. 8 CEDU (vita privata).

Domande frequenti

Devo consentire a una perquisizione personale se il magistrato non consegna il decreto?

Formalmente no. La mancata consegna del decreto è un vizio procedurale che invalida l'operazione. Puoi contestare e rifiutare la perquisizione, sebbene gli ufficiali possono ricorrere alla coercizione.

Che tipo di persona posso farmi assistere durante la perquisizione?

Un avvocato (preferibilmente), un familiare, o una persona di fiducia tecnica (medico, commercialista). Deve essere prontamente reperibile e idonea secondo criteri specifici dell'art. 120 c.p.p.

Se i perquisitori mi trattano in modo indecoroso, cosa posso fare?

Puoi denunciare gli ufficiali per eccesso di potere, abuso d'autorità, o sevizie (artt. 333-335 c.p.). Inoltre, le prove acquisite in violazione della dignità possono essere escluse dal processo.

Possono perquisirmi intimamente durante una perquisizione personale?

Solo se assolutamente necessario (fondato sospetto che nasconda il corpo del reato in cavità corporee). Deve esserci motivazione specifica e il massimo rispetto della dignità. Normalmente queste operazioni richiedono un medico.

Se mi rifiuto di farmi perquisire, cosa accade?

Il rifiuto non ostacola la perquisizione se regolarmente disposta. Gli ufficiali possono usare la forza necessaria, ma sempre rispettando la dignità e il pudore della persona.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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