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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La regola in sintesi

Il compenso dell’amministratore è deducibile per la società nell’esercizio in cui è effettivamente corrisposto, secondo il principio di cassa (art. 95, comma 5, TUIR). Questo lo distingue dalla maggior parte degli altri costi d’impresa, che seguono il principio di competenza. In pratica, non basta che il compenso sia stato deliberato o maturato: per dedurlo serve il pagamento.

Esiste però un’estensione importante, la cosiddetta cassa allargata: per gli amministratori il cui compenso è assimilato al reddito di lavoro dipendente, le somme pagate entro il 12 gennaio dell’anno successivo si considerano percepite (e quindi deducibili) nel periodo d’imposta precedente. C’è infine una disciplina a parte per il TFM (trattamento di fine mandato), che può essere dedotto per competenza solo se documentato con atto a data certa anteriore all’inizio del rapporto.

Il principio di cassa: perché il compenso fa eccezione

La quasi totalità dei costi d’impresa concorre alla formazione del reddito per competenza, cioè nell’esercizio in cui il costo matura, a prescindere dal momento del pagamento. Il compenso dell’amministratore segue invece una logica diversa. L’art. 95, comma 5, del TUIR stabilisce che i compensi spettanti agli amministratori sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti.

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La conseguenza operativa è netta: se la società delibera un compenso per il 2025 ma lo paga nel 2026, in linea generale quel costo è deducibile nel 2026 e non nel 2025. La maturazione contabile non è sufficiente; conta l’uscita finanziaria. Questa simmetria allinea il momento della deduzione per la società con quello della tassazione in capo all’amministratore persona fisica, che dichiara il compenso quando lo incassa.

La cassa allargata e l’effetto sulla chiusura d’anno

Per gli amministratori il cui compenso è assimilato al reddito di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c-bis, TUIR) opera la cassa allargata, prevista dall’art. 51, comma 1, TUIR. La regola: le somme corrisposte entro il 12 gennaio dell’anno successivo si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente.

Tradotto in pratica: un compenso riferito al 2025 che viene pagato entro il 12 gennaio 2026 si considera percepito dall’amministratore nel 2025 e, specularmente, è deducibile per la società nel 2025. Si tratta di una leva di pianificazione di fine anno: consente di far ricadere la deduzione nell’esercizio precedente anche quando l’effettivo bonifico avviene nei primi giorni di gennaio.

Esempio illustrativo (ipotesi)

I numeri che seguono sono un’ipotesi semplificata, con valori tondi, a soli fini esplicativi.

Ipotizziamo una società che ha deliberato un compenso amministratore di 30.000 euro per l’anno 2025 a favore di un amministratore il cui compenso è assimilato a lavoro dipendente.

Data del pagamento Anno di percezione per l’amministratore Anno di deduzione per la società
Entro il 12 gennaio 2026 2025 (cassa allargata) 2025
Dal 13 gennaio 2026 in poi 2026 2026

Lo stesso compenso, a parità di importo, cambia esercizio di deduzione a seconda che il pagamento avvenga prima o dopo il 12 gennaio. Da qui l’importanza di programmare la data dei bonifici.

L’eccezione: l’amministratore-professionista

La cassa allargata non si applica all’amministratore che svolge l’incarico nell’ambito della propria attività di lavoro autonomo o professione. In questo caso il compenso non è assimilato al lavoro dipendente ma costituisce reddito di lavoro autonomo, e si applica la cassa semplice.

Significa che non opera l’estensione al 12 gennaio: rileva esclusivamente la data effettiva del pagamento. Un compenso pagato il 5 gennaio 2026 a un amministratore-professionista è percepito e deducibile nel 2026, non nel 2025. La qualificazione del rapporto (assimilato a dipendente oppure lavoro autonomo professionale) è quindi decisiva per stabilire l’esercizio corretto di deduzione.

Il TFM: competenza o cassa

Il trattamento di fine mandato è l’indennità che la società può riconoscere all’amministratore alla cessazione dell’incarico. Il regime di deducibilità degli accantonamenti annuali dipende dalla presenza, o meno, di requisiti formali precisi.

Deduzione per competenza

La quota di TFM accantonata anno per anno è deducibile per competenza (art. 105, comma 1, e art. 17, comma 1, lett. c, TUIR) solo se il diritto al TFM risulta da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto. In presenza di questo requisito la società deduce l’accantonamento man mano che matura, senza attendere l’erogazione.

Deduzione per cassa

Se mancano i requisiti formali (atto scritto, data certa anteriore all’inizio del rapporto, importo determinato), il TFM non è deducibile per competenza: torna applicabile la regola generale dell’art. 95, comma 5, TUIR e l’indennità è deducibile solo per cassa, al momento dell’effettiva erogazione.

La tassazione in capo al beneficiario

Per la persona fisica che riceve il TFM, l’indennità erogata in forma di capitale può accedere alla tassazione separata (art. 17 TUIR) se sussiste un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto. La data certa, dunque, rileva su due fronti: la deduzione per competenza lato società e la tassazione separata lato amministratore.

Situazione Deduzione per la società Beneficiario persona fisica
Atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto Per competenza (accantonamento annuale) Possibile tassazione separata sul capitale
Senza i requisiti formali Solo per cassa, all’erogazione Regola ordinaria

Avvertenze pratiche

Domande frequenti

Posso dedurre nel 2025 un compenso pagato a gennaio 2026?

Sì, se l’amministratore ha un compenso assimilato al lavoro dipendente e il pagamento avviene entro il 12 gennaio 2026: per la cassa allargata la somma si considera percepita nel 2025 e la società la deduce nel 2025. Oltre quella data, la deduzione slitta al 2026.

La cassa allargata vale anche per l’amministratore con partita IVA professionale?

No. Se l’incarico rientra nell’attività di lavoro autonomo o professione, il compenso è reddito di lavoro autonomo e si applica la cassa semplice: conta la data effettiva del pagamento, senza estensione al 12 gennaio.

Quando posso dedurre il TFM per competenza?

Solo se il diritto al TFM risulta da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto. In quel caso deduci l’accantonamento anno per anno. In mancanza dei requisiti formali, il TFM è deducibile solo per cassa, al momento dell’erogazione.

Il TFM percepito dall’amministratore come viene tassato?

Se erogato in capitale, può accedere alla tassazione separata (art. 17 TUIR) quando esiste un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto. La presenza della data certa è quindi rilevante sia per la società sia per il beneficiario.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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