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In sintesi: per il 2026 la comunicazione è già chiusa
Mettiamo subito in chiaro il punto più importante. Il credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) esiste per le annualità 2026, 2027 e 2028 ed è gestito dall’Agenzia delle Entrate. Per il 2026, però, la finestra per inviare la comunicazione iniziale dell’ammontare delle spese ammissibili si è aperta il 31 marzo 2026 e si è chiusa il 30 maggio 2026. Chi non ha inviato quella comunicazione entro il termine non può più accedere al credito per gli investimenti del 2026.
Allora a cosa serve questa guida? A due categorie di imprese ben precise:
- Chi ha già comunicato entro il 30 maggio 2026 e ora deve presentare la comunicazione integrativa con i dati definitivi degli investimenti effettivamente realizzati, prevista dal 3 al 17 gennaio 2027.
- Chi ha perso la finestra 2026 o vuole pianificare con anticipo l’annualità 2027, per arrivare pronto alla prossima apertura senza commettere gli errori di chi si è mosso in ritardo.
Nel seguito spieghiamo cos’è una ZLS, quali aree e quali investimenti rientrano, come funziona il meccanismo a due fasi e perché il credito che spetta davvero può risultare inferiore a quello richiesto.
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Cos’è una ZLS e in cosa differisce dalla ZES Unica
La Zona Logistica Semplificata (ZLS) è un’area geografica delimitata, istituita con un apposito DPCM, in cui le imprese che investono possono beneficiare di semplificazioni amministrative e, per le annualità in questione, di un credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali. L’obiettivo è rafforzare i poli logistici e produttivi collegati a porti e infrastrutture.
È importante non confondere la ZLS con la ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno). Sono due strumenti distinti, con perimetri territoriali diversi. In particolare, i territori di Marche e Umbria sono ricompresi nella ZES Unica e quindi non rientrano nel credito d’imposta ZLS. Verificare a quale dei due regimi appartiene il proprio territorio è il primo controllo da fare prima di impostare qualsiasi calcolo.
Quali aree e quali investimenti rientrano
Le aree ammesse
Il credito riguarda le imprese che effettuano investimenti nelle zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), così come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, all’interno delle ZLS già attive o da attivare. Restano esclusi, come detto, i territori di Marche e Umbria.
Il periodo degli investimenti
Per l’annualità 2026, le spese ammissibili sono quelle sostenute dal 1 gennaio 2026 (oppure dalla data del DPCM istitutivo della ZLS, se successiva) fino al 31 dicembre 2026. Questo significa che anche un investimento avviato a inizio anno deve comunque rientrare nel perimetro temporale e territoriale corretto per essere agevolabile.
Il meccanismo a due fasi
Il funzionamento dell’agevolazione si articola in due passaggi successivi. Conoscerli è essenziale per chi ha già comunicato nel 2026 e per chi pianifica il 2027.
- Comunicazione iniziale. L’impresa comunica all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili. Per il 2026 questa fase si è svolta dal 31 marzo al 30 maggio 2026 ed è conclusa.
- Comunicazione integrativa. Successivamente, l’impresa trasmette i dati definitivi degli investimenti effettivamente realizzati. Per il 2026 questa finestra è prevista dal 3 al 17 gennaio 2027. È il passaggio che consolida l’importo su cui si calcola il credito spettante.
Il rischio del riparto proporzionale
La dotazione è un limite di spesa di 100 milioni di euro per ciascuna annualità (2026, 2027 e 2028). Si tratta di un plafond chiuso. Dopo la chiusura della finestra, l’Agenzia delle Entrate calcola la capienza e comunica la quota effettivamente spettante. Se le richieste complessive superano i 100 milioni, il credito di ciascuna impresa viene ridotto proporzionalmente. In altre parole, il credito teorico calcolato sull’investimento non è mai garantito al 100 per cento finché non arriva il riparto finale.
Esempio illustrativo (ipotesi, non un dato ufficiale): se le richieste totali valessero 200 milioni a fronte di un plafond di 100 milioni, la percentuale di copertura sarebbe pari a circa il 50 per cento e ogni credito teorico verrebbe ridotto della metà. I numeri reali dipendono esclusivamente dal riparto comunicato dall’Agenzia.
Le percentuali del credito: perché qui non troverai numeri
Su questo punto serve onestà. La misura del credito (l’intensità dell’aiuto) non è un valore unico: dipende dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, e quindi dall’area in cui si trova l’investimento, e dalla dimensione dell’impresa (in genere piccole, medie e grandi imprese hanno intensità diverse).
Alcune fonti professionali indicano percentuali base con maggiorazioni per le imprese di minori dimensioni e ipotizzano un importo minimo di investimento, ma questi valori non sono qui confermati come ufficiali. Per conoscere le percentuali puntuali applicabili al tuo caso e l’eventuale soglia minima di spesa, fai riferimento esclusivamente alla scheda ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata al credito ZLS e al relativo provvedimento. Costruire un piano di investimento su percentuali non verificate è il primo errore da evitare.
Come prepararsi all’annualità 2027
Chi vuole accedere al credito per il 2027 ha il vantaggio del tempo. Ecco i passaggi concreti da impostare con anticipo:
- Verifica la collocazione territoriale. Controlla che la sede dell’investimento ricada in una ZLS attiva e in area ammissibile ex art. 107.3 lett. c), e non nella ZES Unica.
- Mappa gli investimenti agevolabili. Individua i beni strumentali e il periodo in cui sosterrai le spese, coerente con l’annualità 2027.
- Monitora le scadenze. La struttura a due fasi (comunicazione iniziale e poi integrativa con i dati definitivi) si ripete: segna in agenda l’apertura della finestra 2027 non appena l’Agenzia pubblica le date.
- Tieni traccia della documentazione di spesa. Fatture, contratti e prove del periodo di sostenimento sono ciò che regge la comunicazione integrativa.
- Considera l’effetto plafond. Anche per il 2027 il limite è di 100 milioni: pianifica sapendo che il credito potrebbe essere ridotto dal riparto.
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Domande frequenti
Posso ancora accedere al credito ZLS per il 2026?
No, se non hai inviato la comunicazione iniziale entro il 30 maggio 2026. Quella finestra è chiusa. Se invece hai già comunicato, devi presentare la comunicazione integrativa con i dati definitivi dal 3 al 17 gennaio 2027.
Marche e Umbria rientrano nel credito ZLS?
No. Questi territori sono ricompresi nella ZES Unica, che è uno strumento diverso. Non rientrano quindi nel credito d’imposta ZLS.
Il credito che ho richiesto mi spetta tutto?
Non necessariamente. Il plafond è di 100 milioni per anno. Se le richieste complessive superano la dotazione, l’Agenzia delle Entrate riduce proporzionalmente il credito di ogni impresa. L’importo definitivo si conosce solo dopo il riparto.
Dove trovo le percentuali esatte del credito?
Sulla scheda ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata al credito ZLS e sul relativo provvedimento. Le intensità dipendono dall’area (Carta degli aiuti a finalità regionale) e dalla dimensione dell’impresa, perciò non esiste un numero unico valido per tutti.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.