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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2425 c.c. Contenuto del conto economico

In vigore

Il conto economico deve essere redatto in conformità al seguente schema: A) Valore della produzione: 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni; 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione; 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; 5) altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio. Totale. B) Costi della produzione: 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci; 7) per servizi; 8) per godimento di beni di terzi; 9) per il personale: a) salari e stipendi; b) oneri sociali; c) trattamento di fine rapporto; d) trattamento di quiescenza e simili; e) altri costi; 10) ammortamenti e svalutazioni: a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali; b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali; c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni; d) svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide; 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci; 12) accantonamenti per rischi; 13) altri accantonamenti; 14) oneri diversi di gestione. Totale. Differenza tra valore e costi della produzione (A – B). C) Proventi e oneri finanziari: 15) proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate e di quelli relativi a controllanti e a imprese sottoposte al controllo di queste ultime (1); 16) altri proventi finanziari: a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti e da imprese sottoposte al controllo di queste ultime (2); b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni; c) da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni; d) proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti e da imprese sottoposte al controllo di queste ultime (3); 17) interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti; 17-bis) utili e perdite su cambi. Totale (15 + 16 – 17+ – 17 bis). D) Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie (4): 18) rivalutazioni: a) di partecipazioni; b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni; c) di titoli iscritti all’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni; d) di strumenti finanziari derivati; (5) 19) svalutazioni: a) di partecipazioni; b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni; c) di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni; d) di strumenti finanziari derivati; (6) Totale delle rettifiche (18 – 19). Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D); 20) imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate; 21) utile (perdite) dell’esercizio.(7)

In sintesi

  • Il conto economico segue uno schema scalare a sezioni contrapposte: valore della produzione (A) meno costi della produzione (B).
  • La sezione C accoglie proventi e oneri finanziari, inclusi utili e perdite su cambi.
  • La sezione D riporta le rettifiche di valore di attività e passività finanziarie (rivalutazioni e svalutazioni).
  • Il risultato prima delle imposte è ottenuto sommando algebricamente A-B±C±D.
  • Il risultato netto d'esercizio è ottenuto dopo deduzione delle imposte correnti, differite e anticipate.
Ratio

L'art. 2425 c.c. impone uno schema scalare di conto economico che consente di misurare progressivamente la formazione del risultato d'esercizio. La struttura per aree gestionali, caratteristica, finanziaria, rettifiche di valore, permette ai lettori del bilancio di isolare la profittabilità operativa dall'influenza delle scelte finanziarie e delle politiche di valutazione. Rispetto ad uno schema a sezioni contrapposte, lo schema scalare facilita l'analisi per margini intermedi (valore aggiunto, MOL, EBIT, EBT) che costituiscono i principali indicatori di performance aziendale. La struttura obbligatoria garantisce comparabilità tra esercizi e tra imprese diverse.

Analisi

La sezione A (Valore della produzione) include i ricavi delle vendite, le variazioni delle rimanenze di prodotti e semilavorati, le variazioni dei lavori in corso su ordinazione, gli incrementi di immobilizzazioni per lavori interni e gli altri ricavi. La sezione B (Costi della produzione) comprende gli acquisti di materie, i servizi, il godimento di beni di terzi, i costi del personale (voci 9a-9e), gli ammortamenti e svalutazioni (10a-10d), le variazioni delle rimanenze di materie e i diversi accantonamenti. La sezione C (Proventi e oneri finanziari) riflette i proventi da partecipazioni, gli altri proventi finanziari, gli interessi passivi e il risultato netto su cambi (17-bis). La sezione D accoglie le rivalutazioni (18) e svalutazioni (19) di partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie, titoli circolanti e derivati. Il risultato d'esercizio (riga 21) si ottiene sottraendo le imposte (riga 20) dal risultato prima delle imposte.

Quando si applica

Lo schema si applica alle stesse società soggette allo schema di stato patrimoniale ex art. 2424 c.c. Le società che redigono il bilancio abbreviato (art. 2435-bis) possono raggruppare alcune voci; le micro-imprese (art. 2435-ter) hanno ulteriori semplificazioni. Le società IAS/IFRS adopter adottano schemi differenti ma sostanzialmente equivalenti. La voce 17-bis (utili e perdite su cambi) è divenuta obbligatoria dal D.Lgs. 139/2015; la sezione D è stata riformulata per includere i derivati (voce 18d e 19d).

Connessioni

L'art. 2425 è strettamente connesso all'art. 2425-bis (ricavi, proventi, costi e oneri in valuta estera), all'art. 2426 (criteri di valutazione che determinano ammortamenti e svalutazioni), all'art. 2427 (nota integrativa, che richiede informazioni su ricavi per categorie e aree geografiche, suddivisione degli interessi e dettaglio degli oneri eccezionali). L'OIC 12 fornisce le istruzioni operative per la compilazione. La struttura scalare si presta all'elaborazione degli indicatori di cui all'art. 2428 (relazione sulla gestione).

Domande frequenti

Qual è la struttura del conto economico prevista dall'art. 2425 c.c.?

Lo schema è scalare e si articola in quattro sezioni: A (Valore della produzione), B (Costi della produzione), C (Proventi e oneri finanziari), D (Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie). Il risultato prima delle imposte è A-B±C±D; sottraendo le imposte si ottiene l'utile o la perdita dell'esercizio.

Dove si classificano i proventi da dividendi?

I dividendi ricevuti da partecipazioni sono iscritti nella voce C15 (proventi da partecipazioni), con separata indicazione di quelli da controllate e collegate, da controllanti e da imprese soggette al controllo di queste ultime. Non rientrano nel valore della produzione salvo che costituiscano l'attività caratteristica dell'impresa.

Cosa sono le rettifiche di valore della sezione D?

La sezione D accoglie le rivalutazioni (18) e svalutazioni (19) di partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie, titoli iscritti nell'attivo circolante e strumenti finanziari derivati. Non riguardano le svalutazioni di crediti commerciali, che rientrano invece nella voce B10d.

Come si trattano le perdite su cambi nel conto economico?

Gli utili e le perdite su cambi derivanti da operazioni in valuta estera confluiscono nella voce 17-bis della sezione C. L'art. 2426 n. 8-bis prevede che le attività e passività monetarie in valuta siano valutate al cambio di chiusura, con imputazione a conto economico degli utili e perdite; l'utile netto va poi accantonato a riserva non distribuibile fino al realizzo.

Qual è la differenza tra variazione delle rimanenze di prodotti (A2) e variazione delle rimanenze di materie (B11)?

La voce A2 rettifica il valore della produzione: un aumento delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati aumenta il valore della produzione (produzione non ancora venduta ma eseguita). La voce B11 rettifica invece i costi: una diminuzione delle rimanenze di materie prime aumenta il costo effettivamente consumato nell'esercizio.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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