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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi: ON (Oltre Nuove imprese a tasso zero) è l’incentivo gestito da Invitalia per il MIMIT a favore delle micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi (o ancora da costituire) con la maggioranza dei soci E delle quote in mano a under 35 (18-35 anni) oppure a donne di qualsiasi età. Mette insieme un finanziamento a tasso zero e una quota a fondo perduto fino al 20%, coprendo nel complesso fino al 90% delle spese ammissibili. Il tetto d’investimento è 1,5 milioni di euro per le imprese costituite da meno di 36 mesi e 3 milioni per quelle tra 36 e 60 mesi.

Che cos’è ON e a chi si rivolge

ON è la misura prevista dal Titolo I del DM 4 dicembre 2020 (già nota come Nuove imprese a tasso zero) e gestita da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Serve a sostenere la nascita e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalenza giovanile o femminile, finanziando i progetti d’investimento con una combinazione di prestito agevolato e contributo a fondo perduto.

Si rivolge a micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda. Possono partecipare anche le imprese non ancora costituite: in questo caso la costituzione dovrà avvenire dopo l’eventuale ammissione, rispettando comunque i requisiti di compagine. Il vincolo dei 60 mesi delimita il perimetro: ON non è pensato per imprese già mature, ma per realtà giovani nei primi anni di attività.

Il requisito della compagine: oltre metà numerica E di quote

È il cuore della misura e l’errore più frequente. Per accedere a ON la compagine deve essere a prevalenza giovanile o femminile secondo un doppio test che deve essere superato contemporaneamente:

Non basta quindi che le persone giovani o donne siano la maggioranza in numero: devono anche detenere insieme più della metà del capitale. Allo stesso modo, non basta che possiedano la maggioranza delle quote se in testa restano una minoranza dei soci. Entrambe le condizioni vanno rispettate. Vediamo con esempi di fantasia.

Compagini che rientrano

Compagini che NON rientrano

La regola operativa: conta i soggetti ammissibili (under 35 o donne) e verifica che siano più della metà del totale dei soci; poi somma le loro quote e verifica che superino il 50%. Una compagine al 50/50 non rispetta il requisito, perché serve oltre la metà.

Quanto copre: fondo perduto e tasso zero

ON combina due forme di sostegno che, sommate, coprono fino al 90% delle spese ammissibili del progetto. La parte restante resta a carico dell’impresa.

Componente Copertura Caratteristiche
Fondo perduto Fino al 20% delle spese Contributo non rimborsabile
Finanziamento a tasso zero Quota restante fino al complessivo 90% Rimborsabile in 10 anni, senza interessi
Copertura totale Fino al 90% delle spese Il resto a carico dell’impresa

In pratica: una parte dell’agevolazione è un contributo che non va restituito (fino al 20%), mentre il grosso del sostegno è un prestito a tasso zero da restituire in 10 anni. L’assenza di interessi e la presenza del fondo perduto rendono ON particolarmente conveniente per chi avvia un’attività con risorse proprie limitate.

Il tetto d’investimento: 1,5 o 3 milioni di euro

L’importo massimo del progetto d’investimento ammissibile dipende da quanto è “vecchia” l’impresa al momento della domanda:

Anzianità dell’impresa Investimento massimo
Costituita da meno di 36 mesi Fino a 1,5 milioni di euro
Costituita tra 36 e 60 mesi Fino a 3 milioni di euro

La logica è che le imprese più giovani (sotto i 36 mesi) accedono a progetti più contenuti, mentre quelle con un percorso un po’ più lungo (36-60 mesi) possono presentare investimenti più ambiziosi. In entrambi i casi resta fermo il limite dei 60 mesi per partecipare. La dotazione complessiva della misura è di 80 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

ON o Smart&Start: quale scegliere

ON e Smart&Start sono due misure diverse e non vanno confuse. La scelta dipende dalla natura dell’impresa.

Aspetto ON Smart&Start
A chi si rivolge Micro e piccole imprese giovanili o femminili in generale Startup innovative
Requisito chiave Compagine a prevalenza under 35 o donne Iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative
Vocazione Generalista, ampia gamma di attività Progetti a contenuto innovativo/tecnologico

Scegli ON se la tua è una micro o piccola impresa giovane a prevalenza di under 35 o di donne, con un’attività “generica” (commercio, servizi, artigianato, manifattura) che non rientra nel perimetro delle startup innovative. Scegli Smart&Start se la tua impresa è una startup innovativa iscritta alla relativa sezione speciale del Registro delle imprese: in quel caso la misura dedicata è Smart&Start, costruita proprio sul carattere innovativo del progetto.

Come si fa domanda

La domanda si presenta a Invitalia, che gestisce l’intera procedura per conto del MIMIT, attraverso la piattaforma online dedicata alla misura. Le fasi tipiche sono:

  1. Verifica dei requisiti: controlla anzianità (entro 60 mesi o impresa da costituire), dimensione (micro o piccola) e soprattutto la compagine (doppio test soci e quote).
  2. Predisposizione del progetto: definisci il piano d’investimento e le spese ammissibili, restando entro il tetto di 1,5 o 3 milioni in base all’anzianità.
  3. Accesso alla piattaforma: registrati ai servizi online di Invitalia con identità digitale e compila la domanda con i dati dell’impresa e del progetto.
  4. Invio e istruttoria: trasmetti la domanda; Invitalia valuta i requisiti e il merito del progetto.
  5. Esito e costituzione (se necessaria): in caso di ammissione, le imprese non ancora costituite procedono alla costituzione rispettando i requisiti di compagine.

Prima di inviare, conviene formalizzare bene l’assetto societario, perché è sulla compagine che si gioca buona parte dell’ammissibilità.

Gli errori più comuni sulla compagine

Caso pratico

Esempio di fantasia. Tre amiche under 35 vogliono avviare un laboratorio di pasticceria artigianale, la Mandorla Lucente Srls. Sono tre socie, tutte donne (3 su 3: maggioranza numerica superata) e si dividono le quote 40-30-30, detenendo quindi il 100% del capitale (maggioranza delle quote superata). L’impresa è ancora da costituire e rientra quindi nel perimetro temporale.

Il loro piano d’investimento prevede l’acquisto di attrezzature e l’allestimento del locale. Poiché l’impresa sarà di nuova costituzione (meno di 36 mesi), il progetto può arrivare fino a 1,5 milioni di euro di spese ammissibili. Tra fondo perduto (fino al 20%) e finanziamento a tasso zero, ON può coprire fino al 90% dell’investimento, lasciando alle socie la quota restante. La parte a prestito andrà restituita in 10 anni senza interessi.

Se invece nella compagine fosse entrato un quarto socio uomo di 50 anni con il 55% delle quote, la Mandorla Lucente avrebbe perso il requisito sulle quote e sarebbe stata esclusa: un esempio di come l’assetto societario vada definito con attenzione prima della domanda.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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