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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Hai aperto un conto estero a metà anno, oppure lo hai chiuso e trasferito tutto in Italia, e ora non sai se e come metterlo nel quadro RW? È uno dei dubbi più comuni e più sottovalutati, perché molti pensano che un conto chiuso “non esista più” e non vada dichiarato: sbagliato. Il monitoraggio guarda alla detenzione durante l’anno, non alla situazione al 31 dicembre. Quindi un conto aperto e poi chiuso nello stesso anno va comunque indicato, con i giorni di possesso. E la soglia dei 15.000 euro si misura sul valore massimo raggiunto nell’anno, non sul saldo finale (che magari è zero). Questa guida spiega come compilare il quadro nei movimenti infrannuali, senza dimenticanze che costano.

Il principio: conta la detenzione nell’anno

Il monitoraggio fiscale fotografa ciò che hai detenuto all’estero nel corso del periodo d’imposta, non solo ciò che possiedi a fine anno. Per questo un conto aperto a marzo e chiuso a settembre rientra pienamente nell’obbligo: per quei mesi lo hai detenuto, e questo basta. Lo stesso vale per i titoli comprati e rivenduti, o per un immobile acquistato e ceduto nello stesso anno.

Conto aperto in corso d’anno

Se apri il conto durante l’anno, lo indichi nel quadro RW specificando il periodo di possesso (i giorni dalla data di apertura) e il valore dell’attività. Per i conti, la verifica della soglia dei 15.000 euro si fa sul valore massimo raggiunto nel periodo; l’eventuale IVAFE si rapporta ai giorni di detenzione. Tutto si dichiara nell’anno in cui il conto è stato detenuto.

Conto chiuso in corso d’anno: va dichiarato lo stesso

È l’errore più frequente. Anche se il conto è stato chiuso e svuotato prima del 31 dicembre, va indicato nel quadro RW per i giorni in cui è stato detenuto nell’anno. Il fatto che il saldo finale sia zero non esonera: ciò che conta è che il conto è esistito ed è stato nella tua disponibilità in quel periodo. Saltare la dichiarazione di un conto chiuso è un’omissione a tutti gli effetti, sanzionabile.

La soglia dei 15.000 si misura sul massimo, non sul saldo finale

Per i conti correnti, la soglia di monitoraggio dei 15.000 euro si valuta sul valore massimo complessivo raggiunto nel corso dell’anno. Quindi un conto che ha toccato i 20.000 euro a giugno e poi è stato svuotato e chiuso va monitorato, anche se a fine anno il saldo è zero: ha superato la soglia nel suo punto massimo. Guardare solo al saldo del 31 dicembre porta a omissioni.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio chiude il conto estero a ottobre. Tizio rimpatria i soldi e chiude il conto, che durante l’anno aveva superato i 15.000 euro. Deve indicarlo nel quadro RW per i giorni di possesso (gennaio-ottobre), anche se al 31 dicembre quel conto non esiste più.

Caso 2 – Caia apre un conto a settembre. Caia apre un conto estero a settembre con 18.000 euro. Lo dichiara per il periodo da settembre a dicembre, verificando la soglia sul valore massimo e rapportando l’eventuale IVAFE ai giorni di detenzione.

Gli errori che costano caro

Non dichiarare un conto chiuso. Va indicato per i giorni di detenzione nell’anno.
Guardare al saldo del 31 dicembre. La soglia si misura sul valore massimo raggiunto.
Dimenticare il periodo di possesso. Vanno indicati i giorni di detenzione.
Pensare che il saldo zero esoneri. Conta l’esistenza del conto nell’anno, non il saldo finale.
Trascurare l’IVAFE pro rata. Si rapporta ai giorni di detenzione.

Domande frequenti

Ho chiuso il conto estero: devo comunque dichiararlo?

Sì. Il conto va indicato nel quadro RW per i giorni in cui è stato detenuto nell’anno, anche se a fine anno è chiuso e il saldo è zero. Conta la detenzione nel periodo, non la situazione al 31 dicembre.

La soglia dei 15.000 si guarda a fine anno?

No. Si valuta sul valore massimo complessivo raggiunto nel corso dell’anno. Un conto che ha superato la soglia in un qualsiasi momento va monitorato, anche se poi è stato svuotato.

Come dichiaro un conto aperto in corso d’anno?

Lo indichi specificando il periodo di possesso (i giorni dalla data di apertura) e il valore; l’eventuale IVAFE si rapporta ai giorni di detenzione.

Vale anche per titoli comprati e rivenduti nell’anno?

Sì. Il principio è lo stesso: si monitora ciò che è stato detenuto nel periodo d’imposta, indicando i giorni di possesso, anche se l’attività è stata poi ceduta.

Fonti normative

• D.L. 167/1990, art. 4 — monitoraggio delle attività detenute nel periodo d’imposta
• Disciplina del quadro RW — periodo di possesso, valore massimo e soglia 15.000 euro per i conti
• D.L. 201/2011, art. 19 — IVAFE rapportata ai giorni di detenzione
• Istruzioni dell’Agenzia delle Entrate al quadro RW

Guida aggiornata a giugno 2026. La compilazione per i movimenti infrannuali va verificata sul caso concreto: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.

In sintesi

Un conto estero aperto o chiuso in corso d'anno va comunque dichiarato per i giorni di possesso: conta la detenzione nel periodo, non il saldo al 31/12. La soglia 15.000 si misura sul valore massimo raggiunto.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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