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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Hai una casa all’estero, un conto o un portafoglio titoli fuori dall’Italia, e ti sei accorto che oltre al quadro RW devi pagare anche due imposte con nomi strani: IVIE e IVAFE? Sono le “patrimoniali” sugli asset esteri, e molti le scoprono troppo tardi. In sintesi: l’IVIE colpisce gli immobili esteri con un’aliquota dell’1,06% sul valore; l’IVAFE colpisce le attività finanziarie estere con lo 0,2% annuo, che raddoppia per i Paesi a fiscalità privilegiata. Per i conti correnti c’è una regola a parte: 34,20 euro fissi a conto. E attenzione: monitoraggio (RW) e patrimoniale non coincidono, con soglie diverse che generano errori. Questa guida mette ordine, con le cifre del 2026.

IVIE: la patrimoniale sugli immobili esteri

L’IVIE è l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, dovuta dalle persone fisiche residenti in Italia che ne sono proprietarie o titolari di diritti reali. L’aliquota è l’1,06% del valore dell’immobile.

La base imponibile cambia a seconda del Paese: per gli immobili in UE/SEE si assume di norma il valore catastale usato nello Stato estero per le proprie imposte patrimoniali; altrimenti si fa riferimento al costo d’acquisto o, in mancanza, al valore di mercato. L’imposta non è dovuta se l’importo complessivo risulta inferiore a 200 euro: è una soglia di esenzione, non una franchigia. Per evitare la doppia imposizione patrimoniale, dall’imposta italiana si scomputa l’eventuale tassa patrimoniale già pagata nello Stato estero sullo stesso immobile.

IVAFE: la patrimoniale sulle attività finanziarie estere

L’IVAFE colpisce le attività finanziarie detenute all’estero (azioni, obbligazioni, fondi, polizze, partecipazioni). L’aliquota ordinaria è lo 0,2% (2 per mille) sul valore di mercato rilevato a fine anno. Per le attività detenute in Stati o territori a fiscalità privilegiata, l’aliquota raddoppia allo 0,4% (4 per mille).

La regola speciale dei conti correnti

È il punto che più spesso si sbaglia. Per i conti correnti e i libretti di risparmio esteri, l’IVAFE non si applica in percentuale ma in misura fissa: 34,20 euro all’anno per ciascun conto, dovuti solo se la giacenza media annua presso lo stesso intermediario supera 5.000 euro. Sotto quella giacenza media, l’imposta fissa non è dovuta. È una regola distinta da quella sulle altre attività finanziarie, e va applicata conto per conto.

L’errore più comune: confondere monitoraggio e imposta

Monitoraggio (quadro RW) e patrimoniale viaggiano su soglie diverse, e qui si annidano gli sbagli:

• l’obbligo di monitoraggio dei depositi e conti correnti esteri non scatta se il loro valore massimo complessivo nell’anno non supera 15.000 euro;
• ma se è dovuta l’IVAFE (giacenza media oltre 5.000 euro), il quadro va comunque compilato per liquidarla.

In altre parole, puoi essere sotto la soglia di monitoraggio dei 15.000 e dover comunque pagare e dichiarare l’IVAFE perché la giacenza media ha superato i 5.000. Due soglie, due logiche: trattarle come una sola è l’errore tipico.

Chi paga e come si versa

IVIE e IVAFE sono dovute dalle persone fisiche residenti in Italia (oltre che da alcuni enti), in proporzione alla quota di possesso e ai mesi di detenzione nell’anno. Si liquidano nel quadro dedicato della dichiarazione (il quadro RW, o quadro W nel modello 730) e si versano con le stesse modalità e scadenze delle imposte sui redditi. Per gli immobili e le attività tassati anche all’estero, si applicano i meccanismi per evitare la doppia imposizione patrimoniale.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, appartamento in Spagna e conto locale. Tizio paga l’IVIE all’1,06% sul valore catastale spagnolo dell’immobile, scomputando l’eventuale imposta patrimoniale spagnola. Sul conto, se la giacenza media supera 5.000 euro, versa 34,20 euro di IVAFE fissa e compila il quadro anche se sotto i 15.000 di monitoraggio.

Caso 2 – Caia, portafoglio titoli su broker estero. Caia detiene azioni e fondi su un conto titoli estero: paga l’IVAFE allo 0,2% sul valore di fine anno. Se il broker fosse in un Paese a fiscalità privilegiata, l’aliquota salirebbe allo 0,4%. Tutto va riportato nel quadro RW.

Gli errori che costano caro

Pensare che basti il quadro RW. Il monitoraggio è cosa diversa dalle imposte IVIE e IVAFE.
Confondere le soglie. Monitoraggio conti a 15.000; IVAFE fissa sui conti a 5.000 di giacenza media.
Dimenticare il raddoppio black list. L’IVAFE passa dallo 0,2% allo 0,4% per le attività in paradisi fiscali.
Sbagliare la base IVIE. UE/SEE valore catastale, fuori UE costo o valore di mercato.
Non scomputare le imposte estere. Le patrimoniali già pagate all’estero riducono l’imposta italiana.

Domande frequenti

Quanto si paga di IVIE sulla casa all’estero?

L’1,06% del valore dell’immobile: valore catastale per gli immobili UE/SEE, costo d’acquisto o valore di mercato altrove. Non è dovuta se l’importo è inferiore a 200 euro; si scomputa l’eventuale patrimoniale estera.

Quanto si paga di IVAFE?

Lo 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie estere a fine anno, che raddoppia allo 0,4% per i Paesi a fiscalità privilegiata. Per i conti correnti vale invece la misura fissa.

Come funziona l’IVAFE sui conti correnti?

È fissa: 34,20 euro all’anno per ciascun conto o libretto, dovuti solo se la giacenza media annua presso lo stesso intermediario supera 5.000 euro.

Se il conto è sotto i 15.000 euro devo dichiararlo?

Per il solo monitoraggio no, se il valore massimo non supera 15.000 euro. Ma se è dovuta l’IVAFE (giacenza media oltre 5.000 euro), il quadro va comunque compilato per liquidarla.

Chi deve pagare IVIE e IVAFE?

Le persone fisiche residenti in Italia titolari di immobili o attività finanziarie all’estero, in proporzione alla quota e ai mesi di possesso. Si liquidano nel quadro RW (o quadro W del 730).

Fonti normative

• D.L. 201/2011, art. 19 — istituzione di IVIE e IVAFE
• Disciplina IVIE — aliquota 1,06%, base imponibile (catastale UE/SEE, costo/valore di mercato altrove), soglia 200 euro
• Disciplina IVAFE — aliquota 0,2% (0,4% paesi a fiscalità privilegiata); conti correnti 34,20 euro fissi oltre 5.000 euro di giacenza media
• D.L. 167/1990 — monitoraggio fiscale, quadro RW e soglia 15.000 euro per i conti

Guida aggiornata a giugno 2026. Aliquote, basi e soglie vanno applicate al caso concreto e al Paese di detenzione: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.

In sintesi

IVIE 1,06% sugli immobili esteri (soglia 200 euro); IVAFE 0,2% sulle attivita' finanziarie (0,4% paesi privilegiati), 34,20 euro fissi a conto oltre 5.000 di giacenza media. Monitoraggio RW conti soglia 15.000.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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