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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Hai ricevuto la proposta di concordato preventivo biennale (CPB) e devi decidere entro il 30 settembre se aderire? È una scelta che vale due anni di tasse e che non va presa “a sensazione”. In sintesi: il CPB è un patto con l’Agenzia delle Entrate riservato ai soggetti ISA, in cui concordi in anticipo il reddito su cui pagherai le imposte per il biennio 2025-2026. Se guadagni di più, l’eccedenza non viene tassata in più (e sull’incremento si applica una flat tax dal 10% al 15%); se guadagni di meno, paghi comunque sul concordato. In cambio ottieni protezione dagli accertamenti. I forfettari, invece, dal 2025 ne sono esclusi. Questa guida spiega come funziona e quando conviene davvero.

Cos’è il concordato preventivo biennale

Il CPB è uno strumento di “compliance” introdotto per i titolari di partita IVA che applicano gli ISA (gli indici sintetici di affidabilità fiscale): imprese e professionisti. Funziona così: l’Agenzia delle Entrate, sulla base dei tuoi dati, propone un reddito per i due anni successivi; tu decidi se accettarlo. Se aderisci, pagherai imposte e contributi su quel reddito concordato, a prescindere da quanto effettivamente guadagnerai.

È un patto volontario e a “doppio taglio”: dai la certezza al Fisco di un imponibile minimo, e in cambio ottieni prevedibilità e una serie di protezioni.

Se guadagni di più (o di meno): il cuore della convenienza

È il meccanismo che spiazza tutti, ed è il punto su cui si decide.

Guadagni più del concordato. L’eccedenza rispetto al reddito concordato non viene tassata in più: paghi sempre sul reddito patteggiato. È qui che il CPB può convenire a chi prevede una crescita.

Guadagni meno del concordato. Paghi comunque sul reddito concordato, anche se quello reale è inferiore. È il rischio del patto: se l’anno va male, hai promesso un imponibile che dovrai onorare.

Sulla parte di reddito concordato che eccede quello dichiarato in precedenza (il “reddito incrementale”) si può applicare una flat tax sostitutiva, più bassa dell’IRPEF ordinaria.

La flat tax sull’incremento: 10%, 12% o 15%

L’aliquota dell’imposta sostitutiva sul reddito incrementale dipende dal tuo punteggio ISA:

Punteggio ISA Flat tax sull’incremento
Superiore a 8 10%
Tra 6 e 8 12%
Inferiore a 6 15%

Attenzione a una novità introdotta dal decreto correttivo (D.Lgs. 81/2025): la flat tax si applica fino a un’eccedenza massima di 85.000 euro tra reddito concordato e reddito dichiarato l’anno prima. Oltre quella soglia, sulla parte eccedente si torna alla tassazione ordinaria (fino al 43% IRPEF o 24% IRES, più addizionali).

I vantaggi: protezione dagli accertamenti

Aderire al CPB non è solo questione di aliquote. Chi entra nel concordato ottiene benefici concreti sul fronte dei controlli:

• l’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici;
• la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento;
• l’esclusione dalla determinazione sintetica del reddito (il cosiddetto redditometro).

Per chi cerca tranquillità e prevedibilità, è un valore in sé, oltre al puro calcolo fiscale.

Forfettari: esclusi dal 2025

Una precisazione che evita perdite di tempo: dal 2025 i contribuenti in regime forfettario sono esclusi dal concordato preventivo biennale. Era stato previsto un CPB sperimentale di durata annuale per il solo 2024, ma non è stato confermato. I forfettari restano quindi sul proprio regime, senza la possibilità di concordare il reddito.

Quando conviene (e quando no)

Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dai numeri. In linea generale:

Può convenire a chi prevede di crescere (l’eccedenza non tassata premia chi guadagnerà di più), a chi ha un punteggio ISA alto (flat tax al 10%) e a chi dà valore alla protezione dagli accertamenti.
Può non convenire a chi si attende un calo di fatturato (pagheresti su un reddito che non realizzi) o a chi ha una proposta di reddito concordato sproporzionata rispetto alla realtà dell’attività.

La decisione va presa sui numeri concreti, confrontando la proposta dell’Agenzia con le tue previsioni reali: è esattamente il tipo di valutazione su cui conviene un confronto con un professionista, entro la scadenza del 30 settembre.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, professionista in crescita con ISA alto. Tizio ha un punteggio ISA superiore a 8 e prevede un anno migliore del precedente. Aderendo, blocca l’imponibile, paga il 10% di flat tax sull’incremento e non viene tassato sull’eventuale extra-guadagno. Per lui il concordato è appetibile.

Caso 2 – Caia, attività in flessione. Caia prevede un calo dei ricavi. Se aderisse, pagherebbe su un reddito concordato superiore a quello reale: per lei il CPB rischia di essere uno svantaggio. Meglio valutare con attenzione prima di firmare.

Gli errori che costano caro

Aderire senza fare i conti. Il CPB conviene o no a seconda delle tue previsioni: va calcolato.
Dimenticare che paghi anche se guadagni meno. Il reddito concordato è un impegno.
Ignorare il punteggio ISA. Determina l’aliquota della flat tax (10, 12 o 15%).
Pensare che valga per i forfettari. Dal 2025 sono esclusi.
Lasciar scadere il 30 settembre. È il termine per aderire al biennio.

Domande frequenti

Che cos’è il concordato preventivo biennale?

È un accordo tra il contribuente ISA e l’Agenzia delle Entrate per concordare in anticipo il reddito imponibile del biennio. Si pagano imposte e contributi sul reddito concordato, a prescindere da quanto si guadagna realmente.

Se guadagno più del concordato, pago di più?

No. L’eccedenza rispetto al reddito concordato non è tassata in più: continui a pagare sul reddito patteggiato. Sull’incremento concordato si applica una flat tax dal 10% al 15%.

E se guadagno meno?

Paghi comunque sul reddito concordato, anche se quello effettivo è inferiore. È il principale rischio del patto: va valutato se prevedi un calo.

Quanto vale la flat tax sull’incremento?

Dipende dal punteggio ISA: 10% se superiore a 8, 12% tra 6 e 8, 15% sotto 6. La flat tax si applica fino a 85.000 euro di eccedenza; oltre, tassazione ordinaria.

I forfettari possono aderire?

No. Dal 2025 i forfettari sono esclusi dal concordato preventivo biennale. Il CPB sperimentale annuale previsto per il 2024 non è stato confermato.

Quali vantaggi ottengo aderendo?

L’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici, la riduzione di un anno dei termini di accertamento e l’esclusione dal redditometro.

Fonti normative

• D.Lgs. 13/2024 — istituzione del concordato preventivo biennale
• D.Lgs. 81/2025 (decreto correttivo) — flat tax sull’incremento e limite di 85.000 euro
• Disciplina ISA — indici sintetici di affidabilità fiscale
• Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità e i termini di adesione

Guida aggiornata a giugno 2026. La convenienza del concordato dipende dai numeri specifici e dalla proposta ricevuta: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.

In sintesi

Il concordato preventivo biennale (CPB) e' un accordo tra contribuente ISA e Agenzia delle Entrate per concordare in anticipo il reddito del biennio 2025-2026. Se guadagni di piu' l'eccedenza non e' tassata in piu' (flat tax 10-12-15% sull'incremento secondo l'ISA, fino a 85.000 euro); se guadagni di meno paghi comunque sul concordato. In cambio, protezione dagli accertamenti. I forfettari sono esclusi dal 2025. Adesione entro il 30 settembre.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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