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Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2118 c.c. Recesso dal contratto a tempo indeterminato

In vigore

indeterminato Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti [dalle norme corporative] (1), dagli usi o secondo equità. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l’altra parte a un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Liberta di recesso con preavviso: nel contratto a tempo indeterminato, ciascuna parte puo recedere liberamente rispettando i termini di preavviso stabiliti dalla legge, dai contratti collettivi o dagli usi.
  • Indennita sostitutiva: chi recede senza preavviso deve corrispondere all'altra parte un'indennita equivalente alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato.
  • Morte del lavoratore: l'indennita sostitutiva del preavviso e dovuta dal datore anche in caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.
  • Fonti del preavviso: i termini sono fissati dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) in base a categoria, qualifica e anzianita di servizio.
  • Applicabilita: la norma si applica a entrambe le parti: il lavoratore che si dimette e il datore che licenzia devono entrambi rispettare il preavviso o pagare l'indennita.

Il recesso dal contratto a tempo indeterminato: struttura della norma

L'art. 2118 c.c. disciplina il recesso unilaterale dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, sancendo la liberta di entrambe le parti di sciogliere il rapporto con il solo obbligo del preavviso. La norma si inserisce in un sistema piu ampio che, con l'evoluzione legislativa (Statuto dei Lavoratori del 1970, L. 604/1966, Jobs Act del 2015), ha progressivamente limitato il potere di recesso del datore di lavoro, richiedendo una giusta causa o un giustificato motivo per il licenziamento.

Il preavviso: funzione e determinazione

Il preavviso svolge una duplice funzione: consente alla parte che riceve il recesso di organizzarsi (il lavoratore per trovare un nuovo impiego, il datore per reperire un sostituto) e rappresenta la corrispettivita del vincolo contrattuale fino alla sua naturale cessazione. I termini di preavviso sono oggi quasi universalmente fissati dai CCNL di categoria, che li modulano in base alla qualifica (operaio, impiegato, quadro, dirigente) e all'anzianita di servizio. In assenza di contrattazione collettiva, si fa riferimento agli usi o, in ultima istanza, all'equita.

L'indennita sostitutiva del preavviso

Chi recede senza rispettare il preavviso deve corrispondere all'altra parte un'indennita equivalente alla retribuzione che sarebbe spettata per l'intero periodo. Cosi, se il CCNL prevede tre mesi di preavviso per un quadro con dieci anni di anzianita, e il datore Caio licenzia il dipendente Tizio con effetto immediato, dovra versargli tre mensilita di retribuzione globale di fatto come indennita sostitutiva. Questa indennita e soggetta a contribuzione previdenziale e a tassazione IRPEF con le stesse modalita della retribuzione ordinaria.

La peculiare ipotesi della morte del lavoratore

Il terzo comma estende l'obbligo dell'indennita al caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro. In questa ipotesi, il datore di lavoro e tenuto a corrispondere agli aventi diritto (eredi o soggetti indicati dall'art. 2122 c.c.) l'indennita corrispondente al periodo di preavviso. La ratio e quella di garantire alla famiglia del lavoratore deceduto una tutela economica immediata, analoga a quella che il lavoratore avrebbe percepito se avesse continuato a lavorare durante il preavviso.

Rapporto con la normativa limitativa del licenziamento

E fondamentale distinguere tra il piano del recesso ex art. 2118 e quello delle tutele contro il licenziamento illegittimo. L'art. 2118 regola le modalita formali del recesso e l'obbligo di preavviso, ma non incide sulla legittimita sostanziale del licenziamento. Un licenziamento con regolare preavviso puo essere comunque illegittimo per mancanza di giusta causa o giustificato motivo, con le conseguenti tutele reintegratorie o indennitarie previste dalla legge.

Domande frequenti

Cosa si intende per preavviso nel contratto di lavoro a tempo indeterminato?

Il preavviso e il periodo di tempo che deve intercorrere tra la comunicazione del recesso e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro, durante il quale entrambe le parti continuano ad adempiere le loro obbligazioni contrattuali.

Quanto dura il periodo di preavviso?

La durata e stabilita dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile, e varia in base alla qualifica (operaio, impiegato, dirigente) e all'anzianita di servizio del lavoratore.

Cosa succede se il datore licenzia senza rispettare il preavviso?

Il datore e tenuto a pagare al lavoratore un'indennita sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe spettata per l'intero periodo di preavviso non goduto.

Il lavoratore che si dimette senza preavviso deve pagare qualcosa?

Si. Anche il lavoratore che recede senza rispettare il preavviso deve al datore un'indennita equivalente alla retribuzione del periodo non lavorato, salvo accordo tra le parti.

Gli eredi del lavoratore deceduto hanno diritto all'indennita di preavviso?

Si. L'art. 2118 c.c. prevede che l'indennita sostitutiva del preavviso spetti agli aventi diritto anche in caso di morte del lavoratore, come forma di tutela economica immediata per la famiglia.

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A cura di
Redazione Legge in Chiaro
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