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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Cosa succede se l’impresa smette di pagare i canoni del leasing? Per anni la materia è stata regolata solo dai contratti, spesso a sfavore dell’utilizzatore. Dal 2017 la legge fissa una soglia precisa per la risoluzione e un meccanismo che impedisce al concedente di guadagnarci due volte. Ecco le regole, comma per comma.

Quando c’è grave inadempimento (comma 137)

Costituisce grave inadempimento dell’utilizzatore il mancato pagamento di almeno (art. 1, comma 137, L. 124/2017):

Sotto queste soglie, il concedente non può risolvere per inadempimento: è una tutela contro le risoluzioni per ritardi minimi.

Cosa accade dopo la risoluzione (comma 138)

In caso di risoluzione per l’inadempimento dell’utilizzatore, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a corrispondere all’utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del bene (a valori di mercato), dedotti:

In altre parole: il concedente trattiene quanto gli spetta e restituisce l’eventuale eccedenza; se il ricavato non basta, l’utilizzatore resta debitore della differenza (comma 138).

La vendita “trasparente” (comma 139)

Obbligo del concedente Finalità
Vendere a valori di mercato Evitare svendite a danno dell’utilizzatore
Procedure competitive / stima indipendente Garantire la congruità del prezzo (comma 139)
Informare l’utilizzatore Trasparenza sul ricavato e sui conteggi

Il concedente deve attenersi a criteri di trasparenza e pubblicità verso l’utilizzatore nella rivendita; deve ricollocare il bene secondo valori di mercato facendo riferimento a pubbliche rilevazioni o, in mancanza, a una stima di un perito indipendente (comma 139).

Differenza con il vecchio regime

Prima del 2017 si distingueva tra leasing “di godimento” e “traslativo”, con applicazione analogica di regole diverse (artt. 1526 e 1458 c.c.). Oggi la L. 124/2017 detta una disciplina unitaria e imperativa per la risoluzione, superando gran parte di quei contrasti per i contratti che vi rientrano.

Spunti pratici

Esempio pratico

Un’impresa salta cinque canoni di un leasing immobiliare: sotto la soglia dei sei, il concedente non può ancora risolvere (comma 137). Al sesto canone non pagato risolve, riprende l’immobile e lo rivende a valori di mercato con perizia (comma 139). Dal ricavato deduce canoni scaduti, capitale a scadere, riscatto e spese: l’eccedenza viene restituita all’impresa (comma 138).

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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