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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1750 c.c. Durata del contratto o recesso

In vigore

Il contratto di agenzia a tempo determinato che continui ad essere eseguito dalle parti successivamente alla scadenza del termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Se il contratto di agenzia è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto stesso dandone preavviso all’altra entro un termine stabilito. Il termine di preavviso non può comunque essere inferiore ad un mese per il primo anno di durata del contratto, a due mesi per il secondo anno iniziato, a tre mesi per il terzo anno iniziato, a quattro mesi per il quarto anno, a cinque mesi per il quinto anno e a sei mesi per il sesto anno e per tutti gli anni successivi. Le parti possono concordare termini di preavviso di maggiore durata, ma il preponente non può osservare un termine inferiore a quello posto a carico dell’agente. Salvo diverso accordo tra le parti, la scadenza del termine di preavviso deve coincidere con l’ultimo giorno del mese di calendario.

In sintesi

  • Il contratto a tempo determinato si trasforma in indeterminato se le parti continuano ad eseguirlo dopo la scadenza.
  • Per il contratto a tempo indeterminato è obbligatorio il preavviso minimo: 1 mese (1° anno), 2 mesi (2° anno), fino a 6 mesi dal 6° anno in poi.
  • Le parti possono concordare preavvisi più lunghi, ma il preponente non può osservare un termine inferiore a quello dell'agente.
  • Salvo accordo contrario, il preavviso scade l'ultimo giorno del mese di calendario.
  • La norma attua la Dir. 86/653/CEE e si integra con gli AEC di categoria.

Durata del contratto di agenzia e disciplina del recesso

L'art. 1750 c.c. regola due profili distinti ma complementari del contratto di agenzia: la durata e il recesso. La disposizione, nella formulazione vigente introdotta dal D.Lgs. 65/1999 di recepimento della Direttiva 86/653/CEE, mira a tutelare la stabilità del rapporto e a bilanciare gli interessi del preponente e dell'agente.

Proroga tacita del contratto a tempo determinato

Il primo comma prevede la conversione automatica del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato quando le parti continuano a eseguirlo dopo la scadenza. La ratio è evitare che il preponente eluda le tutele previste per il contratto a tempo indeterminato stipulando ripetuti contratti a termine. La continuazione di fatto, anche per un solo giorno, è sufficiente a produrre la conversione.

Preavviso minimo legale

Per il contratto a tempo indeterminato, la norma fissa un preavviso minimo crescente in funzione della durata del rapporto: da 1 mese per il primo anno sino a 6 mesi per il sesto anno e oltre. Questo schema progressivo riconosce che l'agente di lunga data ha costruito una rete commerciale difficilmente ricollocabile a breve. Gli AEC (accordi economici collettivi) di settore, commercio, industria, artigianato, possono stabilire termini diversi, ma mai inferiori al minimo legale a svantaggio dell'agente.

Asimmetria a tutela dell'agente

Il quarto comma introduce un vincolo di simmetria a vantaggio dell'agente: il preponente non può osservare un preavviso inferiore a quello posto a carico dell'agente. Ciò impedisce al preponente di accordarsi con l'agente per un preavviso breve (ad esempio 15 giorni) e poi invocarlo solo a proprio vantaggio. Se l'accordo prevede un preavviso più lungo solo per l'agente, la clausola è nulla nella parte eccedente.

Scadenza al termine del mese

La scadenza al termine del mese di calendario è la regola suppletiva. Le parti possono concordare un termine diverso (ad esempio l'ultimo giorno del trimestre), ma in assenza di pattuizione il preavviso si computa fino all'ultimo giorno del mese in corso al momento della comunicazione. Questo facilita la liquidazione delle provvigioni, che spesso si calcolano su base mensile.

Conseguenze del mancato preavviso

Il recesso senza preavviso o con preavviso inferiore al minimo non è nullo ma genera l'obbligo di corrispondere una indennità sostitutiva pari alle provvigioni maturande nel periodo di mancato preavviso, secondo i principi generali del contratto (art. 1749 c.c. e giurisprudenza consolidata).

Domande frequenti

Cosa succede se il contratto di agenzia a termine scade ma le parti continuano a lavorare?

Si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato, con piena applicazione delle tutele previste per questa tipologia, inclusi i termini minimi di preavviso.

Quali sono i termini minimi di preavviso per il recesso dal contratto di agenzia a tempo indeterminato?

La legge prevede: 1 mese per il 1° anno, 2 mesi per il 2°, 3 per il 3°, 4 per il 4°, 5 per il 5°, 6 mesi dal 6° anno in poi. Gli AEC di settore possono stabilire termini diversi, ma non inferiori a questi minimi a danno dell'agente.

Il preponente può accordarsi con l'agente per un preavviso molto breve?

Le parti possono concordare preavvisi superiori al minimo legale. Tuttavia, il preponente non può mai osservare un termine inferiore a quello concordato per l'agente, per evitare asimmetrie a suo vantaggio.

Quando scade il periodo di preavviso?

Salvo diverso accordo, la scadenza coincide con l'ultimo giorno del mese di calendario in cui cade il termine di preavviso. Le parti possono pattuire una scadenza diversa (es. fine trimestre).

Cosa si rischia se si recede senza rispettare il preavviso minimo?

La parte che recede senza preavviso o con preavviso insufficiente è tenuta a corrispondere un'indennità sostitutiva, commisurata alle provvigioni che sarebbero maturate nel periodo di preavviso non rispettato.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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