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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1435 c.c. Caratteri della violenza

In vigore

La violenza deve essere di tal natura da far impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre sé o i suoi beni a un male ingiusto e notevole. Si ha riguardo, in questa materia, all’età, al sesso e alla condizione delle persone.

In sintesi

  • La violenza deve essere tale da impressionare una persona sensata e farle temere un male ingiusto e notevole.
  • Il giudizio è relativo: si tiene conto di età, sesso e condizione personale della vittima.
  • Il male minacciato può riguardare la persona o i beni del contraente.
  • La violenza morale (vis compulsiva) rileva come vizio del consenso; quella fisica (vis absoluta) esclude il contratto.
  • Il criterio della "persona sensata" funge da parametro oggettivo-relativo per valutare la gravità della minaccia.

Commento all'art. 1435 c.c., Caratteri della violenza

Il vizio della violenza nel contratto

L'art. 1435 c.c. disciplina i requisiti che la violenza morale deve possedere per costituire vizio del consenso e fondare l'annullamento del contratto. La norma introduce un doppio parametro di valutazione: uno oggettivo-relativo, incentrato sulla "persona sensata", e uno soggettivo, che impone di considerare le caratteristiche concrete della vittima (età, sesso, condizione).

La violenza morale come vis compulsiva

La dottrina distingue tradizionalmente tra vis absoluta, che annulla fisicamente la volontà e determina la nullità o l'inesistenza del contratto, e vis compulsiva, che coarta ma non elimina la volontà: il contraente preferisce contrarre pur di evitare il male minacciato. È quest'ultima la violenza disciplinata dall'art. 1435 e dai successivi articoli 1436-1438 c.c.

Perché la violenza vizii il consenso occorrono tre requisiti cumulativi: (a) la minaccia deve essere idonea a impressionare una persona sensata, secondo un giudizio standardizzato ma flessibile; (b) il male temuto deve essere ingiusto, ossia non dovuto né tollerato dall'ordinamento; (c) il male deve essere notevole, cioè di entità significativa, sproporzionata rispetto alla controprestazione estorta.

Il parametro della "persona sensata"

Il riferimento alla persona sensata non implica un giudizio astratto e uniforme: il secondo comma dell'art. 1435 impone di calibrarlo sulle caratteristiche del soggetto concreto. Un anziano, una persona in condizioni di vulnerabilità o un minore possono subire l'impressione di un male che sarebbe irrilevante per un adulto in piena capacità. Si tratta quindi di un criterio oggettivo-relativo, simile a quello usato in altri settori del diritto dei contratti per valutare la buona fede e la diligenza.

Male ingiusto e notevole

L'ingiustizia del male esclude dalla fattispecie le minacce di esercitare un diritto legittimo (v. art. 1438 c.c.), che possono integrare violenza solo se dirette a conseguire vantaggi ingiusti. La notevolezza richiede una valutazione di proporzionalità: non ogni piccolo danno minacciato giustifica l'annullamento. Il giudice deve apprezzare sia il valore del bene minacciato sia il contesto socio-economico in cui la minaccia è stata esercitata.

Rapporti con le altre norme sui vizi del consenso

L'art. 1435 va letto in combinato con gli artt. 1434 (violenza come causa di annullamento), 1436 (violenza verso terzi), 1437 (timore riverenziale) e 1438 (minaccia di far valere un diritto). Per i rimedi, il contratto annullabile per violenza è impugnabile entro cinque anni (art. 1442 c.c.) e può essere confermato dalla parte legittimata (art. 1444 c.c.).

Domande frequenti

Qual è la differenza tra violenza fisica e violenza morale nel contratto?

La violenza fisica (vis absoluta) sopprime totalmente la volontà del contraente e comporta la nullità o l'inesistenza del contratto. La violenza morale (vis compulsiva) coarta la volontà senza eliminarla: il contraente sceglie di stipulare per evitare un male ingiusto. Solo la violenza morale rientra nell'art. 1435 c.c. come vizio del consenso che rende il contratto annullabile.

Cosa si intende per 'persona sensata' ai fini dell'art. 1435 c.c.?

È un parametro oggettivo-relativo: si chiede se una persona di normale equilibrio psichico, nelle medesime condizioni di età, sesso e contesto socio-economico della vittima, avrebbe subito l'impressione della minaccia. Non è quindi un giudizio puramente astratto, ma tiene conto delle caratteristiche concrete del soggetto minacciato.

Il male minacciato deve riguardare necessariamente la persona del contraente?

No. Può riguardare anche i beni del contraente, e, in base all'art. 1436 c.c., la persona o i beni del coniuge, di un ascendente o di un discendente. Per terzi diversi da questi, l'annullamento è rimesso alla valutazione discrezionale del giudice.

Cosa significa che il male deve essere 'notevole'?

Significa che il danno minacciato deve avere un'entità significativa in relazione al contratto stipulato e alle circostanze concrete. Minacce di danni futili o irrisori non integrano il requisito. Il giudice valuta la proporzione tra il male temuto e il sacrificio imposto al contraente.

Entro quanto tempo si può chiedere l'annullamento per violenza?

L'azione di annullamento si prescrive in cinque anni dal giorno in cui è cessata la violenza (art. 1442, comma 2, c.c.). La parte legittimata può anche convalidare il contratto una volta cessata la violenza (art. 1444 c.c.), sanando il vizio.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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