In sintesi
- Aliquota del credito: 10% della base di calcolo delle spese di design e ideazione estetica, al netto di sovvenzioni ricevute sulle stesse spese.
- Limite massimo per singola impresa: 2 milioni di euro annui (ragguagliati in caso di esercizio inferiore o superiore a dodici mesi).
- Limite complessivo di spesa pubblica: 60 milioni di euro per l’anno 2026.
- Utilizzo: in un’unica quota annuale, ferme le condizioni del comma 204 della L. 160/2019.
- Comunicazione obbligatoria: l’impresa deve trasmettere telematicamente al MIMIT l’ammontare delle spese e il credito maturato, con modalità da definire con decreto direttoriale MIMIT non ancora pubblicato.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 925 della L. 199/2025 inserisce il comma 203-quater nell’art. 1 della L. 160/2019, riconoscendo alle imprese, per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025, un credito d’imposta del 10% sulle spese di design e ideazione estetica (già previste dal comma 202), al netto di sovvenzioni ricevute, nel limite massimo annuale di 2 milioni per impresa e nel limite complessivo di spesa di 60 milioni per il 2026. Il credito è utilizzabile in un’unica quota annuale.
Approfondimento normativo completo: Comma 925 LB 2026: credito R&S design e ideazione estetica al 10%.
Il credito d'imposta design al 10%: inquadramento e spese ammissibili
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), comma 925, potenzia il credito d’imposta per le attività di ricerca, sviluppo e innovazione già disciplinate dalla L. 160/2019, introducendo una misura specifica per il design e l’ideazione estetica. Per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 (nella generalità dei casi, l’esercizio 2026), le imprese potranno beneficiare di un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili, calcolato al netto delle sovvenzioni o contributi già ricevuti sulle stesse spese.
Le spese ammissibili sono quelle già individuate dal comma 202 dell’art. 1 della L. 160/2019, che riguarda le attività di design e ideazione estetica finalizzate alla innovazione dei prodotti dell’impresa. Il limite massimo del credito per singola impresa è fissato in 2 milioni di euro annui, ragguagliati in proporzione alla durata dell’esercizio. Il plafond complessivo dell’intera misura è di 60 milioni di euro per il 2026. Il credito è fruibile in un’unica quota annuale. Attenzione: la norma è in attesa di decreto direttoriale del MIMIT che definirà modalità e termini di trasmissione della comunicazione delle spese e del credito maturato; è attesa anche una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate per il codice tributo dedicato.
Sul piano fiscale, il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRES (art. 88 TUIR) e non rileva ai fini IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/97). I costi di design sono deducibili secondo il principio di competenza (art. 109 TUIR) e la base ammissibile è assunta al netto dell’IVA detratta sulle consulenze di design (art. 19 TUIVA). Restano ferme le condizioni di cui al comma 204 della L. 160/2019 (documentazione, certificazione delle spese).
Checklist: l'impresa può accedere al bonus design 2026?
- Le spese di design e ideazione estetica sono riconducibili alle attività previste dal comma 202 dell’art. 1, L. 160/2019.
- La base di calcolo è determinata al netto di sovvenzioni o contributi già ricevuti sulle stesse spese ammissibili.
- Il credito richiesto non supera il limite di 2 milioni di euro per il periodo d’imposta (ragguagliato se l’esercizio ha durata diversa da dodici mesi).
- Si monitora la pubblicazione del decreto direttoriale MIMIT per conoscere modalità e termini della comunicazione obbligatoria.
- La documentazione delle spese soddisfa le condizioni del comma 204 della L. 160/2019 (certificazione contabile, relazione tecnica).
Tizio Moda S.r.l.: azienda tessile con spese di design per collezione 2026
Scenario. Tizio Moda S.r.l. è un’impresa tessile il cui esercizio coincide con l’anno solare. Nel 2026 sostiene spese di ideazione estetica e design per la propria collezione (attività rientranti nel comma 202 L. 160/2019) per un importo ipotetico di 400.000 euro, senza aver ricevuto sovvenzioni su queste spese.
Come si legge in pratica. La base di calcolo è pari a 400.000 euro (nessuna sovvenzione da sottrarre). Il credito d’imposta spettante è del 10%, pari quindi a 40.000 euro ipotetici. Il tetto massimo per singola impresa è di 2 milioni: il credito calcolato è ampiamente al di sotto. Tuttavia, prima di procedere alla compensazione, Tizio Moda S.r.l. deve attendere il decreto direttoriale MIMIT per conoscere le modalità di trasmissione della comunicazione e il codice tributo istituito dall’AdE. Il credito sarà utilizzabile in un’unica quota annuale.
Punti chiave per Tizio Moda S.r.l.
- Base di calcolo: 400.000 euro (nessuna sovvenzione da sottrarre).
- Credito ipotetico al 10%: 40.000 euro, ben al di sotto del tetto di 2 milioni.
- Attendere il decreto MIMIT per le modalità della comunicazione obbligatoria.
- Il credito è fruibile in un’unica quota annuale tramite compensazione F24.
- Il credito non aumenta la base imponibile IRES né la base IRAP.
Caia Design Studio S.r.l.: studio di design con sovvenzione regionale
Scenario. Caia Design Studio S.r.l. svolge attività di ideazione estetica per conto di imprese terze e nel 2026 sostiene spese ammissibili per 600.000 euro. Tuttavia, ha già ricevuto un contributo regionale a fondo perduto di 80.000 euro specificamente dedicato alle stesse spese di design.
Come si legge in pratica. La norma prevede che la base di calcolo sia assunta al netto delle sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili. Pertanto, la base di calcolo per Caia Design Studio è di 600.000 – 80.000 = 520.000 euro. Il credito ipotetico al 10% sarebbe di 52.000 euro. Anche in questo caso, il limite di 2 milioni per impresa non è avvicinato. L’impresa deve documentare con precisione la correlazione tra il contributo regionale e le specifiche spese ammissibili.
Punti chiave per Caia Design Studio S.r.l.
- Base di calcolo netta: 600.000 – 80.000 (sovvenzione regionale) = 520.000 euro.
- Credito ipotetico al 10%: 52.000 euro.
- Documentare la correlazione puntuale tra il contributo regionale e le spese ammissibili.
- Attendere decreto MIMIT per le modalità di trasmissione della comunicazione.
- Il credito è in unica quota annuale; codice tributo F24 sarà istituito da AdE.
Sempronio Industrie S.p.A.: grande impresa con spese di design vicine al tetto
Scenario. Sempronio Industrie S.p.A. è una grande impresa del settore degli elettrodomestici. Nel 2026 sostiene spese di design e ideazione estetica per nuove linee di prodotto pari a 25 milioni di euro, senza sovvenzioni correlate.
Come si legge in pratica. La base di calcolo è di 25 milioni di euro, ma il credito per singola impresa è limitato a un massimo di 2 milioni di euro (10% di un investimento massimo ammissibile di 20 milioni). Per Sempronio Industrie S.p.A. il credito spettante sarà quindi pari al tetto massimo di 2 milioni ipotetici, indipendentemente dall’ammontare effettivo delle spese sostenute oltre tale soglia. Occorre inoltre tenere conto che il plafond complessivo della misura è di 60 milioni: se le domande superano tale importo, il decreto MIMIT potrà prevedere meccanismi di ripartizione proporzionale.
Punti chiave per Sempronio Industrie S.p.A.
- Il credito è limitato a 2 milioni per impresa: non importa che le spese siano molto superiori.
- Il plafond complessivo di 60 milioni potrebbe generare ripartizione proporzionale se le richieste lo superano.
- La comunicazione obbligatoria al MIMIT deve indicare l’ammontare delle spese sostenute e il credito maturato.
- Il credito non concorre al reddito IRES (art. 88 TUIR) e non rileva ai fini IRAP.
- Attendere il decreto direttoriale MIMIT per modalità e termini della comunicazione.
Quando conviene una verifica
Il bonus design richiede una corretta classificazione delle spese ai sensi del comma 202 L. 160/2019 e la predisposizione della documentazione richiesta dal comma 204. Un esperto può guidarti nella qualificazione delle attività e nella comunicazione al MIMIT. Consulta un esperto in crediti d'imposta R&S.
Norme e fonti collegate
- Comma 925 LB 2026: credito R&S design e ideazione estetica al 10% (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Quali spese rientrano nel bonus design 2026?
Il comma 925 riconosce il credito sulle attività di design e ideazione estetica previste dal comma 202 dell’art. 1 della L. 160/2019. Si tratta delle spese per le attività finalizzate alla concezione e realizzazione dei campionari, prototipi, modelli e disegni relativi ai prodotti dell’impresa. La base ammissibile è calcolata al netto di sovvenzioni o contributi già ricevuti sulle stesse spese. Le condizioni documentali del comma 204 (relazione tecnica, certificazione contabile) restano applicabili.
Il bonus design al 10% è cumulabile con altri incentivi R&S?
Il comma 925 non prevede espressamente un divieto di cumulo con altri crediti R&S, ma la base di calcolo deve essere assunta al netto di qualsiasi sovvenzione o contributo ricevuto sulle stesse spese ammissibili. Ciò significa che se una spesa è già agevolata con un altro strumento (ad esempio un contributo a fondo perduto), quell’importo deve essere sottratto dalla base. Un consulente fiscale può aiutare a ottimizzare la suddivisione tra le diverse agevolazioni.
Come e quando va inviata la comunicazione al MIMIT?
Il comma 925 prevede che l’impresa trasmetta telematicamente al MIMIT una comunicazione riguardante l’ammontare delle spese sostenute e il credito maturato. Le modalità e i termini sono rinviati a un decreto direttoriale del MIMIT non ancora pubblicato. La norma è in attesa di tale decreto; la pagina normativa di riferimento sarà aggiornata alla pubblicazione. Fino ad allora, le imprese devono predisporre la documentazione delle spese per essere pronte all’invio.
Il credito design è fruibile in più anni o in un'unica soluzione?
Il comma 925 prevede espressamente che il credito sia utilizzabile in un’unica quota annuale, a differenza di altri crediti R&S che prevedono fruizione in tre quote annuali. Restano ferme le altre condizioni del comma 204 della L. 160/2019. Il credito è compensabile tramite modello F24 con il codice tributo che sarà istituito dall’Agenzia delle Entrate con apposita risoluzione successiva al decreto direttoriale MIMIT.
Il limite di 2 milioni si applica per impresa o per gruppo?
La norma fissa il limite massimo annuale di 2 milioni di euro per impresa, ragguagliato in proporzione alla durata dell’esercizio qualora il periodo d’imposta abbia durata inferiore o superiore a dodici mesi. La norma non contiene disposizioni specifiche sul consolidamento del limite a livello di gruppo. In assenza di indicazioni contrarie nel decreto direttoriale MIMIT, il limite sembra applicarsi a ciascun soggetto beneficiario autonomo. Un approfondimento specifico potrà essere fornito dal decreto o da chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.