Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Malattia e infortunio

In sintesi

Dal 2010 il certificato di malattia è telematico: il medico lo invia direttamente all’INPS tramite il SAC. Il lavoratore riceve il numero di protocollo e lo comunica al datore. Non è più necessario consegnare il cartaceo, salvo casi eccezionali.

Riferimento normativo

D.Lgs. 151/2015 (art. 21); D.M. 26 febbraio 2010

Tabella riepilogativa

Flusso del certificato telematico di malattia
Chi fa cosa Azione
Medico curante/guardia medica Compila e invia il certificato al SAC INPS via internet
INPS Assegna il numero di protocollo e mette a disposizione il documento
Lavoratore Comunica il numero di protocollo al datore di lavoro
Datore di lavoro Consulta autonomamente il certificato tramite i servizi INPS

Il sistema SAC e il protocollo

Il medico – di base, continuità assistenziale (guardia medica) o specialista abilitato – trasmette il certificato al Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) dell’INPS in tempo reale. Il sistema genera un numero di protocollo univoco che il medico comunica al paziente. Questo codice è l’unico adempimento richiesto al lavoratore: trasmetterlo al datore di lavoro, preferibilmente per iscritto, entro i termini previsti dal CCNL.

Come il lavoratore può consultare il proprio certificato

Il lavoratore può visualizzare e scaricare l’attestato di malattia (la parte non riservata del certificato) accedendo ai servizi online INPS con SPID, CIE o CNS. L’attestato indica i giorni di prognosi senza rivelare la diagnosi, che rimane riservata e consultabile solo dal medico di controllo. In caso di malfunzionamento del sistema il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio.

Cosa fare se il medico non può trasmettere

In caso di impedimento tecnico (guasto al sistema, mancanza di connessione) il medico rilascia un certificato cartaceo che il lavoratore consegna o invia al datore e all’INPS. Superato il blocco, il medico è tenuto a trasmettere retroattivamente il certificato telematico. Il datore non può rifiutare il certificato cartaceo in questi casi eccezionali.

Casi pratici

Tizio – certificato emesso dal medico di base

Tizio va dal medico di base che compila il certificato online. Tizio riceve il numero di protocollo via SMS o direttamente in ambulatorio e lo comunica al datore via email: il suo obbligo è assolto.

Caia – guardia medica nel weekend

Caia si ammala sabato sera e va dalla guardia medica. Anche la guardia medica è abilitata alla trasmissione telematica; Caia ottiene il protocollo e lo comunica al responsabile HR entro il primo giorno lavorativo successivo.

Sempronio – sistema INPS in down

Il SAC è irraggiungibile: il medico rilascia un certificato cartaceo. Sempronio lo consegna al datore. Appena il sistema torna disponibile, il medico invia il telematico e il flusso si normalizza.

Domande frequenti

Devo portare il certificato cartaceo al datore?

No. Dal 2010 il certificato è telematico. Devi comunicare solo il numero di protocollo; il datore recupera autonomamente l’attestato tramite i servizi INPS.

Cosa comunicare al datore quando si è malati?

Il numero di protocollo del certificato telematico, possibilmente per iscritto (email, SMS o altro canale tracciabile), entro i termini stabiliti dal CCNL.

Il datore può conoscere la mia diagnosi?

No. L’attestato accessibile al datore indica solo i giorni di prognosi; la diagnosi è riservata e può essere consultata solo dal medico di controllo INPS.

Posso consultare il mio certificato online?

Sì. Accedendo ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare e scaricare il tuo attestato di malattia.

Cosa succede se il medico non riesce a trasmettere il certificato?

Il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio valido a tutti gli effetti. Appena il sistema è ripristinato, provvede a trasmettere il telematico.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Dal 2010 il certificato di malattia e telematico: il medico lo trasmette direttamente all'INPS tramite il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC).
  • Il lavoratore non consegna piu il cartaceo: comunica al datore solo il numero di protocollo, preferibilmente per iscritto.
  • Il datore consulta autonomamente l'attestato di malattia tramite i servizi INPS, senza accedere alla diagnosi.
  • Il lavoratore puo visualizzare e scaricare il proprio attestato con SPID, CIE o CNS.
  • L'attestato indica solo i giorni di prognosi; la diagnosi resta riservata al medico di controllo.
  • In caso di malfunzionamento del sistema il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio valido a ogni effetto.
Indice dei contenuti

La gestione della malattia parte da un adempimento semplice ma spesso frainteso: il certificato medico. Dal 2010 la procedura e telematica e ha alleggerito gli oneri del lavoratore, ma ha anche cambiato chi fa cosa. Capire il flusso evita errori che possono tradursi in contestazioni sull'assenza.

Il quadro normativo

La trasmissione telematica del certificato si fonda sulla normativa che ha digitalizzato il rapporto tra medico, INPS e datore di lavoro (in particolare il D.Lgs. 151/2015 e i decreti attuativi che hanno disciplinato l'invio online). L'obiettivo e duplice: ridurre gli adempimenti del lavoratore e rendere immediata la disponibilita dell'attestazione per l'INPS e per il datore.

Il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC)

Il medico - di base, di continuita assistenziale (guardia medica) o specialista abilitato - compila il certificato e lo invia in tempo reale al SAC dell'INPS. Il sistema genera un numero di protocollo univoco, che il medico comunica al paziente. Questo codice e l'elemento centrale dell'intera procedura: identifica il certificato e ne consente la consultazione da parte di tutti i soggetti legittimati.

L'unico obbligo del lavoratore

Con il sistema telematico il lavoratore non deve piu consegnare il cartaceo al datore: il suo unico adempimento e comunicare il numero di protocollo, preferibilmente per iscritto e tramite un canale tracciabile (email o messaggio), entro i termini stabiliti dal CCNL. La comunicazione tracciabile e una tutela: prova che il lavoratore ha assolto il proprio obbligo informativo.

Il datore consulta, non riceve

Il datore non riceve il certificato dal lavoratore ma lo consulta autonomamente attraverso i servizi telematici INPS. Accede pero alla sola parte non riservata - l'attestato - che riporta i giorni di prognosi senza rivelare la diagnosi. La diagnosi resta coperta da riservatezza ed e conoscibile solo dal medico di controllo, a tutela della dignita e della riservatezza del lavoratore.

La consultazione da parte del lavoratore

Il lavoratore puo a sua volta visualizzare e scaricare il proprio attestato accedendo ai servizi online INPS con SPID, CIE o CNS. E un modo per avere conferma dell'avvenuta trasmissione e per disporre del documento in caso di necessita.

Cosa fare se la trasmissione non riesce

In caso di impedimento tecnico - guasto del sistema, assenza di connessione - il medico rilascia un certificato cartaceo provvisorio, valido a tutti gli effetti, che il lavoratore consegna o invia al datore e all'INPS. Superato il blocco, il medico provvede a trasmettere il telematico anche in via retroattiva. Il datore non puo rifiutare il certificato cartaceo in queste ipotesi eccezionali.

Indicazioni pratiche

Per evitare problemi conviene annotare subito il numero di protocollo, comunicarlo al datore per iscritto entro il termine del CCNL, conservare la prova dell'invio e, nelle situazioni eccezionali con certificato cartaceo, custodirne copia. In caso di contestazioni sull'assenza, la comunicazione tempestiva e tracciabile del protocollo e la difesa piu efficace.

Domande frequenti

Devo portare il certificato cartaceo al datore?

No. Dal 2010 il certificato e telematico: devi comunicare solo il numero di protocollo; il datore recupera autonomamente l'attestato tramite i servizi INPS.

Cosa devo comunicare al datore quando sono malato?

Il numero di protocollo del certificato telematico, preferibilmente per iscritto e con canale tracciabile, entro i termini stabiliti dal CCNL.

Il datore puo conoscere la mia diagnosi?

No. L'attestato accessibile al datore indica solo i giorni di prognosi; la diagnosi e riservata e consultabile solo dal medico di controllo.

Posso consultare il mio certificato online?

Si. Accedendo ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS puoi visualizzare e scaricare il tuo attestato di malattia.

Cosa succede se il medico non riesce a trasmettere?

Rilascia un certificato cartaceo provvisorio, valido a ogni effetto; appena il sistema e ripristinato provvede a trasmettere il telematico, anche in via retroattiva.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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