Art. 625-bis c.p.p. – Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto
In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)
1. È ammessa, a favore del condannato, la richiesta per la correzione dell’errore materiale o di fatto contenuto nei provvedimenti pronunciati dalla corte di cassazione.
2. La richiesta è proposta dal procuratore generale o dal condannato, con ricorso presentato alla corte di cassazione entro centottanta giorni dal deposito del provvedimento. La presentazione del ricorso non sospende gli effetti del provvedimento, ma, nei casi di eccezionale gravità, la corte provvede, con ordinanza, alla sospensione.
3. L’errore materiale di cui al comma 1 può essere rilevato dalla corte di cassazione, d’ufficio, in ogni momento.
4. Quando la richiesta è proposta fuori dell’ipotesi prevista al comma 1 o, quando essa riguardi la correzione di un errore di fatto, fuori del termine previsto al comma 2, ovvero risulta manifestamente infondata, la corte, anche d’ufficio, ne dichiara con ordinanza l’inammissibilità; altrimenti procede in camera di consiglio, a norma dell’articolo 127 e, se accoglie la richiesta, adotta i provvedimenti necessari per correggere l’errore.
In sintesi
Ricorso straordinario alla Cassazione per correggere errori materiali o di fatto nei provvedimenti cassatori, entro 180 giorni dal deposito del provvedimento.
Ratio
L'articolo 625-bis fornisce un rimedio straordinario per correggere difetti che inficiano la sentenza cassatoria pur dopo la sua irrevocabilità. La ratio consiste nel distinguere tra 'errore materiale' (svista redazionale, errore aritmetico, contraddizione tra motivazione e dispositivo) e 'errore di fatto' (falsa rappresentazione di circostanze processuali o documentali già provate). Entrambi richiedono correzione per garantire la certezza giuridica della decisione suprema.
Analisi
Il comma 1 definisce il presupposto: errore materiale o di fatto in provvedimenti cassatori divenuti irrevocabili. Il comma 2 stabilisce i termini (180 giorni dal deposito) e i legittimati (procuratore generale e condannato). Il comma 3 consente alla Corte di rilevare d'ufficio gli errori materiali in ogni tempo, anche dopo i 180 giorni. Il comma 4 disciplina la procedura: se il ricorso è fuori termine, inammissibile o manifestamente infondato, la Corte dichiara l'inammissibilità con ordinanza; altrimenti procede in camera di consiglio secondo l'articolo 127 e adotta i provvedimenti necessari.
Quando si applica
La norma si applica esclusivamente ai provvedimenti della Corte di Cassazione. Esempio: Tizio ottiene una sentenza cassatoria che annulla la condanna in appello per vizio di forma. Nel dispositivo, tuttavia, la Cassazione per errore materiale dichiara 'condannato' anziché 'assolto'. Tizio ricorre entro 180 giorni per la correzione dell'errore. La Corte, in camera di consiglio, accerta l'errore e rettifica il dispositivo, dichiarando 'assolto'. Un secondo esempio riguarda errore di fatto: la Cassazione riferisce una dichiarazione testimoniale che in realtà non è mai stata resa in giudizio; la correzione diviene necessaria per l'integrità logica della motivazione.
Connessioni
L'articolo 625-bis si collega all'articolo 127 c.p.p. (procedure in camera di consiglio), all'articolo 619 c.p.p. (rettificazione di errori formali nelle sentenze ordinarie), e agli articoli 623-624-bis per il sistema di revisione cassatoria. La norma riflette il principio di corretta amministrazione della giustizia e la necessità di eliminare contraddizioni evidenti nel pronunciamento supremo. Non è equiparabile alla revisione straordinaria di cui all'articolo 629.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra errore materiale e errore di fatto nel ricorso di cui all'articolo 625-bis?
L'errore materiale è una svista redazionale o meccanica (es. un nome scritto male, un numero sbagliato). L'errore di fatto è una falsa rappresentazione di circostanze processuali o di fatto già accertate (es. attribuire una dichiarazione a un testimone che non l'ha mai resa).
Posso ricorrere per correzione se ritengo che la Cassazione ha commesso un errore di diritto?
No. L'articolo 625-bis riguarda solo errori materiali o di fatto, non errori di diritto. Gli errori di diritto sarebbero contestabili tramite un nuovo ricorso, ma il doppio ricorso non è generalmente ammesso.
Qual è il termine per presentare il ricorso di correzione?
Entro 180 giorni dal deposito del provvedimento cassatorio presso la cancelleria della Corte. Se il termine scade, il ricorso è inammissibile, salvo che si tratti di errore materiale rilevabile d'ufficio.
Se l'errore è manifesto, la Corte lo corregge d'ufficio senza mio ricorso?
Solo per gli errori materiali la Corte può rilevarli d'ufficio in qualsiasi momento (comma 3). Per gli errori di fatto, è necessario presentare formale ricorso entro i termini previsti.
Il ricorso di correzione sospende gli effetti del provvedimento cassatorio?
No, il ricorso non sospende automaticamente gli effetti. Tuttavia, nei casi di 'eccezionale gravità', la Corte può con ordinanza disporre la sospensione temporanea in attesa della decisione.
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