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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 596 c.p.p. – Giudice competente

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Sull’appello proposto contro le sentenze pronunciate dal tribunale, decide la Corte di Appello.

2. Sull’appello proposto contro le sentenze della Corte di Assise decide la Corte di Assise di Appello.

3. Salvo quanto previsto dall’art. 428 sull’appello contro le sentenze pronunciate dal giudice per le indagini preliminari, decidono, rispettivamente, la Corte di Appello e la Corte di Assise di Appello, a seconda che si tratti di reato di competenza del tribunale o della Corte di Assise.

In sintesi

  • Appello contro sentenze del tribunale: decide la Corte di Appello
  • Appello contro sentenze della Corte di Assise: decide la Corte di Assise di Appello
  • Eccezione: appello contro GIP segue l'art. 428 per la competenza
  • La competenza dipende dal reato (tribunale o Assise)

L'articolo 596 stabilisce quale giudice decide sull'appello: Corte di Appello per il tribunale, Corte di Assise per reati gravi.

Ratio

La norma fissa il principio cardine della giurisdizione di appello nel rito penale: il grado di secondo grado è attribuito al giudice che si trova un livello più in alto rispetto a quello di primo grado. Questo assicura una verifica della sentenza da parte di un organo superiore, garantendo il diritto di difesa e il controllo sulla legittimità della decisione.

Analisi

L'articolo si articola in tre commi. Il primo comma stabilisce la regola generale: contro le sentenze del tribunale ricorre la Corte di Appello. Il secondo comma dispone che contro le sentenze della Corte di Assise decide la Corte di Assise di Appello, mantenendo la specialità del giudizio collegiale per reati gravi. Il terzo comma crea un collegamento con l'art. 428, disciplinando l'appello contro le sentenze del giudice per le indagini preliminari, quale eccezione alla regola.

Quando si applica

La norma opera ogni volta che una parte intenda proporre appello contro una sentenza di primo grado nel rito penale ordinario. Se la sentenza è stata emessa dal tribunale monocratico o collegiale, la competenza appartiene alla Corte di Appello territorialmente competente. Se è stata emessa da una Corte di Assise, la competenza passa alla Corte di Assise di Appello. Concretamente, un imputato condannato in primo grado dal tribunale ha sei mesi di tempo per appellarsi alla Corte di Appello, mentre il PM ha un termine analogo.

Connessioni

L'articolo 596 si connette strettamente all'art. 428 c.p.p. (appello contro sentenze del GIP), all'art. 565 e ss. (regole sulla proposizione dell'appello) e all'art. 597 (cognizione del giudice di appello). È inoltre correlato al sistema di competenza stabilito nel Libro I, Titolo I c.p.p. e alla struttura generale della giurisdizione penale.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Corte di Appello e Corte di Assise di Appello?

La Corte di Appello decide sugli appelli contro le sentenze pronunciate dal tribunale, mentre la Corte di Assise di Appello conosce degli appelli contro le sentenze della Corte di Assise (competente per delitti gravi come omicidio, terrorismo, reati contro la personalità dello Stato).

Se il mio processo si è svolto in primo grado davanti al tribunale monocratico, dove presento appello?

Presenti appello alla Corte di Appello territorialmente competente. Ad esempio, se sei stato condannato dal tribunale di Milano, ricorrerai alla Corte di Appello di Milano entro sei mesi dalla sentenza.

Chi può presentare appello: solo l'imputato o anche il PM?

Possono presentare appello sia l'imputato che il pubblico ministero, nonché la parte civile. Ciascuno ha sei mesi dalla comunicazione della sentenza per ricorrere davanti al giudice di secondo grado competente.

Se il giudice di primo grado è il GIP, quale tribunale ha competenza in appello?

L'articolo 428 prevede un regime speciale per l'appello contro le sentenze del GIP. In linea di massima, la competenza rimane alla Corte di Appello, ma con modalità e limiti specifici stabiliti da quella norma.

Quanto tempo ho a disposizione per fare appello da quando la sentenza mi è comunicata?

Il termine è di sei mesi dalla comunicazione della sentenza per l'imputato e dalla pronuncia per il PM. La decorrenza è regolata dall'art. 568 c.p.p. e interruzioni/sospensioni sono previste solo in casi particolari.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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