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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 572 c.p.p. – Richiesta della parte civile o della persona offesa

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La parte civile (74 s.), la persona offesa, anche se non costituita parte civile (90), e gli enti e le associazioni intervenuti a norma degli art. 93 e 94, possono presentare richiesta motivata al pubblico ministero di proporre impugnazione a ogni effetto penale.

2. Il pubblico ministero, quando non propone impugnazione, provvede con decreto motivato da notificare al richiedente.

In sintesi

  • La parte civile, la persona offesa e gli enti collaterali possono presentare richiesta motivata al pm di proporre impugnazione.
  • La richiesta può riguardare qualunque aspetto penale della sentenza.
  • Se il pm rifiuta, deve notificare un decreto motivato al richiedente entro termini legali.
  • Il rifiuto del pm non impedisce comunque all'imputato o ad altri di impugnare autonomamente.
  • Questa procedura garantisce una verifica della decisione del pm di primo grado.

Consente alla parte civile e alla persona offesa di richiedere al pubblico ministero di impugnare, anche quando questi non intenda farlo.

Ratio

L'articolo 572 crea un meccanismo di controllo sul pubblico ministero: qualora il pm di primo grado non intenda impugnare (acquiesca), la parte civile e la persona offesa possono richiedere esplicitamente un riesame della sentenza. Questo principio riflette l'idea che il pm non è solo organo della giustizia, ma anche rappresentante della comunità e dei diritti delle vittime. Se il pm sbaglia, la vittima non rimane senza voce.

La norma distingue tra il diritto d'impugnazione autonomo (che la parte civile non ha direttamente) e il diritto di richiedere l'impugnazione del pm, dando al pm una chance di riconsiderare, ma vincolando il rifiuto a motivazione scritta.

Analisi

Il comma 1 identifica i soggetti legittimati: parte civile (74 c.p.p. ss.), persona offesa anche non costituita parte civile (90), enti e associazioni intervenuti (93-94). Possono presentare richiesta motivata di impugnazione a ogni effetto penale. Il comma 2 stabilisce l'obbligo del pm: se non propone impugnazione, deve emettere decreto motivato da notificare al richiedente. Questo decreto è essenziale: contiene le ragioni del rifiuto. La mancanza di decreto motivato è irregolarità sostanziale e consente il ricorso.

Quando si applica

Si applica quando la vittima di un reato ritiene che il giudice abbia male applicato la legge penale o pronunciato una sentenza troppo mite. Tizio è stato derubato da Caio, ma il giudice assolve Caio per insufficienza di prove. Tizio, parte civile, ritiene il giudice sbagliato. Tizio presenta richiesta motivata al pm di appellare o ricorrere in cassazione. Il pm deve allora decidere: impugna oppure notifica un decreto motivato a Tizio spiegando perché non impugna. Se il pm rifiuta perché il capo d'accusa è prescritto, deve dirlo esplicitamente.

Connessioni

L'art. 572 rimanda all'art. 570 (impugnazione del pm), art. 74 ss. (parte civile), art. 90 (persona offesa), art. 93-94 (enti collaterali), art. 576 (impugnazione della parte civile per i soli interessi civili). La richiesta non è automatica: deve essere motivata e tempestiva. Il rifiuto del pm non è sindacabile (il pm ha ampio potere discrezionale nell'impugnazione), ma deve essere dichiarato.

Domande frequenti

Se il pm rifiuta di impugnare dopo la mia richiesta, posso impugnare io?

Dipende da chi sei. Se sei parte civile, non hai il diritto diretto di impugnare la sentenza penale; puoi solo impugnare i capi relativi alla responsabilità civile. Se sei persona offesa costituita parte civile, il diritto d'impugnazione della sentenza penale spetta solo al pm. Ma il tuo diritto di richiedere l'impugnazione (art. 572) rimane, e il pm deve motivare il rifiuto.

La mia richiesta deve essere motivata? Cosa succede se non lo è?

Sì, deve essere motivata (art. 572 comma 1). Una richiesta generica e non motivata potrebbe essere ignorata. Devi spiegare perché ritieni la sentenza sbagliata nel diritto o nei fatti, in modo da indurre il pm a riconsiderare.

Quanto tempo ha il pm per rispondere alla mia richiesta?

L'art. 572 non specifica un termine, ma il pm deve rispondere 'quando non propone impugnazione' (comma 2). In pratica, il pm ha il tempo ordinario per decidere su appello o cassazione. Se non risponde entro i termini di impugnazione, il silenzio può essere considerato rifiuto implicito.

Chi sono i soggetti che possono fare richiesta?

La parte civile, la persona offesa anche non costituita parte civile, e gli enti e associazioni intervenuti a norma degli artt. 93 e 94 c.p.p. (associazioni di categoria, sindacati, ecc.). Tutti costoro hanno il diritto di chiedere impugnazione al pm.

Il decreto motivato del pm è un atto processuale impugnabile?

Il decreto motivato del pm è un atto amministrativo, non una sentenza. Non è direttamente impugnabile davanti a un giudice. Tuttavia, se il pm non motiva il rifiuto, la mancanza di motivazione può costituire irregolarità processuale e fondare un ricorso per cassazione sulla sentenza stessa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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