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Art. 36 c.p.c. – Cause riconvenzionali
In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)
Il giudice competente per la causa principale conosce anche delle domande riconvenzionali che dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall’attore o da quello che già appartiene alla causa come mezzo di eccezione, purché non eccedano la sua competenza per materia o valore; altrimenti applica le disposizioni dei due articoli precedenti.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Le domande riconvenzionali rientrano nella competenza del giudice della causa principale se dipendono dal titolo dedotto o se non eccedono la sua competenza.
Ratio
L'articolo 36 rispecchia il principio dell'economia processuale e della concentrazione delle controversie correlate. Se il convenuto ha un credito scaturente dal medesimo rapporto dedotto in giudizio dall'attore, è logico che possa farlo valere nel medesimo processo anziché in un giudizio separato. Ciò evita sentenze potenzialmente contraddittorie e riduce i tempi complessivi di risoluzione delle controversie.
Analisi
La norma stabilisce che il giudice competente per la causa principale conosce anche delle domande riconvenzionali che: (a) dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall'attore, oppure (b) da titoli che già appartengono alla causa come mezzo di eccezione del convenuto. Il presupposto è che non eccedano la competenza del giudice per materia o valore. Se la domanda riconvenzionale eccede la competenza, il giudice applica le disposizioni degli articoli 34-35 per la rimessione al giudice superiore.
Quando si applica
Applicazione classica: Tizio cita Caio per il pagamento di 3.000 euro per fornitura di merce. Caio propone domanda riconvenzionale per il risarcimento di 2.500 euro per ritardo nella consegna della medesima merce. Poiché la riconvenzionale scaturisce dal medesimo titolo contrattuale (il contratto di fornitura), il giudice decide entrambe le domande nello stesso processo. Se Caio avesse reclamato 15.000 euro, il giudice avrebbe dovuto rimettere al giudice superiore secondo gli articoli precedenti.
Connessioni
Collegato agli articoli 34-35 (accertamenti incidentali e compensazione), 32-33 (cause di garanzia e cumulo soggettivo), 40 (connessione), 39 (litispendenza), 166-167 (atto di citazione e costituzione del convenuto), nonché alla struttura generale della domanda e della controreplica nel rito ordinario.
Domande frequenti
Cosa è una domanda riconvenzionale nel processo civile?
È una controreclamo proposto dal convenuto nei confronti dell'attore, iscritto nello stesso processo. Consente al convenuto di far valere un credito correlato alla causa principale senza promuovere un giudizio separato.
Qual è la differenza tra domanda riconvenzionale e eccezione di compensazione?
La domanda riconvenzionale è una domanda vera e propria proposta dal convenuto; l'eccezione di compensazione è una difesa che mira a estinguere il debito per compensazione. La riconvenzionale richiede che il credito dipenda dal medesimo titolo della causa principale.
Deve la domanda riconvenzionale dipendere dal medesimo titolo della domanda principale?
Sì, la domanda riconvenzionale deve dipendere dal titolo dedotto dall'attore o da titoli già appartenti alla causa come mezzo di eccezione, altrimenti il giudice non ha competenza su di essa.
Cosa accade se la domanda riconvenzionale eccede la competenza per valore?
Se la riconvenzionale eccede la competenza del giudice per materia o valore, il giudice applica le disposizioni degli articoli 34-35 e rimette le cause al giudice superiore, assegnando un termine per la riassunzione.
In che momento si può proporre una domanda riconvenzionale?
La domanda riconvenzionale deve essere proposta dal convenuto nella sua memoria di difesa o, comunque, entro il termine di comparsa del convenuto, secondo le modalità stabilite dal rito ordinario e dai riti speciali del codice di procedura civile.
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