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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 368 c.p.p. – Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Quando, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero ritiene che non si debba disporre il sequestro richiesto dall’interessato, trasmette la richiesta con il suo parere, al giudice per le indagini preliminari (328).

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In sintesi

  • L'interessato (parte civile o terzo proprietario) può richiedere il sequestro di un bene al PM
  • Se il PM ritiene infondata la richiesta, la trasmette con parere motivato al giudice per le indagini preliminari
  • La trasmissione al giudice avviene con il fascicolo e la valutazione della richiesta di sequestro
  • Il giudice decide se ordinare il sequestro o se la richiesta è inammissibile

Se il PM non dispone il sequestro richiesto dall'interessato, trasmette al giudice per le indagini preliminari il parere motivato.

Ratio

L'articolo 368 c.p.p. regola una situazione particolare: quando l'interessato richiede un sequestro che il PM non ritiene opportuno disporre. Il legislatore ha inteso garantire che anche la persona offesa dal reato o il terzo proprietario di un bene non possano essere esclusi dal controllo del giudice per le indagini preliminari. Se il PM rifiuta di effettuare il sequestro, la richiesta non rimane nel cassetto: viene sottoposta al giudice per un controllo. Ciò evita che il PM abbia un potere discrezionale assoluto sulla delimitazione del materiale investigativo e garantisce una forma di bilanciamento tra PM e giudice.

Analisi

L'articolo 368 comma 1 stabilisce che quando il PM, nel corso delle indagini preliminari, ritiene che non si debba disporre il sequestro richiesto dall'interessato, trasmette la richiesta con il suo parere (motivato) al giudice per le indagini preliminari (art. 328 c.p.p.). Non si specifica un termine esplicito di trasmissione, ma in pratica avviene in corso d'indagine quando la richiesta di sequestro è formulata. Il PM illustra nel parere i motivi per cui considera infondata la richiesta (es. il bene non è pertinente al reato, il bene è già stato rinvenuto in altra forma, il sequestro è eccessivamente invasivo). Il giudice, ricevuto il parere, valuta la questione in via di rito e decide: può ordinare il sequestro ritenendo la richiesta fondata, oppure respingere la richiesta se condivide il parere del PM.

Quando si applica

La norma si applica in situazioni concrete come la seguente: il PM sta indagando Tizio per furto in abitazione. La persona offesa (proprietaria della casa) nota che il PM non ha sequestrato la attrezzatura da scasso che Tizio aveva con sé, asserendo che non è rilevante. La proprietaria ritiene invece fondamentale che questa attrezzatura sia acquisita per provare la premeditazione del furto. La proprietaria (interessato) invia una richiesta formale al PM di sequestro dell'attrezzatura. Il PM riceve la richiesta, la valuta, e decide che l'attrezzatura non aggiunge elementi significativi perché altri elementi già acquisiti provano il furto. Il PM trasmette al giudice per le indagini preliminari la richiesta della proprietaria insieme al suo parere contrario. Il giudice decide in via preliminare se il sequestro è opportuno o meno, indipendentemente dalla volontà del PM.

Connessioni

Art. 328 c.p.p. (giudice per le indagini preliminari), art. 253 s. c.p.p. (sequestro), art. 327 c.p.p. (diritti della parte civile durante le indagini), art. 376 c.p.p. (richieste della parte civile in chiusura di indagini), art. 181 c.p.p. (nullità). La norma si coordina con i diritti della parte civile e il principio di parità tra accusa e difesa.

Domande frequenti

Chi è 'l'interessato' che può richiedere il sequestro al PM secondo l'art. 368?

L'art. 368 non lo specifica esplicitamente. In pratica, «interessato» è la persona offesa dal reato (che ha subito il danno direttamente) o il terzo proprietario di un bene il cui sequestro è ritenuto utile per l'accertamento del reato. Non è necessario essere costituito come parte civile; la richiesta può essere presentata anche informalmente.

Se il PM trasmette la mia richiesta di sequestro al giudice e il giudice ordina il sequestro, come viene comunque eseguito il sequestro?

Il giudice emette un decreto che ordina il sequestro. Il PM riceve il decreto e procede all'esecuzione del sequestro secondo le modalità dell'art. 253 s. c.p.p. (con avviso al proprietario, perquisizione se necessaria, registrazione nel verbale).

Qual è il termine per il PM di trasmettere la mia richiesta al giudice?

L'art. 368 non specifica un termine. In pratica, il PM trasmette la richiesta quando la riceve, durante il corso delle indagini preliminari. Se il PM ritarda eccessivamente (ad esempio, non la trasmette mai), il difensore o l'interessato può ricorrere successivamente al giudice lamentando questa omissione.

Se il giudice ordina il sequestro su mia richiesta, il PM è obbligato a eseguirlo?

Sì. Il decreto del giudice è vincolante per il PM. Il PM non può ricusarsi di eseguire il sequestro ordinato dal giudice; può invece ricorrere al giudice stesso se ritiene il decreto illegittimo, ma normalmente esegue il sequestro.

Posso ricorrere al giudice se il giudice stesso respinge la mia richiesta di sequestro?

Le decisioni del giudice per le indagini preliminari su questioni di sequestro sono poco impugnabili direttamente durante le indagini. Tuttavia, in fase di giudizio, puoi contestare al giudice di merito che il sequestro non sia stato fatto (se lo ritenevi importante) e valutare se questo influisce sulla completezza delle indagini per la tua posizione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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