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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 363 c.p.p. – Interrogatorio di persona imputata a un procedimento connesso

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell’art. 12 sono interrogate dal pubblico ministero sui fatti per cui si procede nelle forme previste dall’art. 210 commi 2, 3, 4 e 6.

2. La disposizione del comma 1 si applica anche alle persone imputate di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall’art. 371 comma 2 lett. 6).

In sintesi

  • Le persone imputate in procedimento connesso sono interrogate dal PM
  • Si applicano le forme previste dall'art. 210 commi 2, 3, 4 e 6
  • La norma vale anche per reati collegati secondo art. 371 comma 2 lett. f)

L'imputato in procedimento connesso è interrogato dal PM secondo le forme dell'art. 210 c.p.p.

Ratio

L'articolo 363 disciplina l'interrogatorio della persona imputata in un procedimento connesso, garantendo uniformità procedimentale. La connessione tra procedimenti (art. 12 c.p.p.) richiede un coordinamento delle indagini e delle modalità di assunzione della prova, affinché gli atti compiuti dal pubblico ministero mantengono coerenza gestionale. La norma assicura che l'imputato abbia le medesime garanzie difensive indipendentemente dal numero di procedimenti paralleli.

Analisi

Il primo comma stabilisce che le persone imputate in procedimento connesso sono interrogate dal PM sugli atti per cui si procede secondo le forme dell'art. 210 c.p.p. (commi 2, 3, 4, 6), il quale disciplina l'interrogatorio in generale con garanzie sulla comunicazione preventiva dei diritti, assistenza del difensore, registrazione. Il secondo comma estende l'applicazione anche ai reati collegati (non solo connessi), nei casi previsti dall'art. 371 comma 2 lett. f), che individua situazioni in cui procedimenti diversi presentano legami oggettivi tali da richiedere coordinamento investigativo.

Quando si applica

La norma si applica quando il PM intende interrogare una persona rispetto a fatti oggetto di un procedimento connesso. Esempio: Tizio è imputato di ricettazione (procedimento A) e di utilizzo di bene ricettato (procedimento B), i due reati sono connessi per il nesso materiale di fatto. Se il PM conduce un unico interrogatorio che tocchi entrambi i procedimenti, deve rispettare le garanzie dell'art. 363 per ogni imputazione. Analogamente, Caio indagato per traffico di sostanze stupefacenti presso il tribunale di Milano e contemporaneamente indagato per riciclaggio presso il tribunale di Roma (reati collegati per art. 371) deve avere uniformità nelle forme interrogatorie.

Connessioni

Art. 12 c.p.p. (connessione di procedimenti), art. 210 c.p.p. (interrogatorio), art. 371 c.p.p. (rapporti tra diversi uffici PM), art. 64-65 c.p.p. (diritti della persona sottoposta ad indagini), art. 375 c.p.p. (invito a comparire). La norma si coordina con le disposizioni sulla difesa tecnica obbligatoria e sul diritto di assistenza del difensore durante gli atti investigativi.

Domande frequenti

Se sono imputato in due procedimenti connessi, devo subire due interrogatori separati o uno solo?

Formalmente, il PM può condurre un unico interrogatorio che tocchi entrambi i procedimenti, purché rispetti le garanzie dell'art. 363 e dell'art. 210 c.p.p. per ogni imputazione. In pratica, i PM coordinano per svolgere un interrogatorio unico ma scindibile: cioè registrano le domande per ogni procedimento in modo distinto, così che l'atto possa essere depositato in entrambi i fascicoli.

Che differenza c'è tra procedimento 'connesso' e 'collegato' ai fini dell'art. 363?

La connessione è disciplinata dall'art. 12 c.p.p. e riguarda reati commessi nello stesso contesto factuale (es. frode e riciclaggio dello stesso denaro). Il collegamento (art. 371 comma 2) è più ampio e include anche reati commessi in occasione uno dell'altro o con fonte probatoria comune. L'art. 363 si applica a entrambi.

Se il PM indaga su procedimenti connessi presso due tribunali diversi, chi è competente a decidere sull'interrogatorio?

Ogni PM è competente per il suo procedimento, ma l'art. 371 comma 1 c.p.p. obbliga il coordinamento tra i diversi uffici. Solitamente il PM che muove il primo atto interrogatorio notifica all'altro PM e si coordinano. La scelta del luogo dell'interrogatorio e delle forme dipende dai principi di competenza territoriale e dalla pratica consolidata tra uffici.

Se il PM compie l'interrogatorio senza rispettare l'art. 363, qual è la conseguenza?

L'atto interrogatorio è colpito da nullità assoluta (art. 181 c.p.p.), il che significa che non è utilizzabile in processo e il PM è obbligato a ripetere l'interrogatorio in regola, se necessario. La dichiarazione di nullità può essere richiesta dall'imputato o dal difensore in qualunque momento.

Vale ancora l'art. 363 se uno dei procedimenti è stato archiviato?

No. Una volta archiviato un procedimento, il collegamento o la connessione vengono meno per quella parte. L'art. 363 si applica solo agli interrogatori riguardanti procedimenti ancora in corso o non definitivamente conclusi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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