Art. 259 c.p.p. – Custodia delle cose sequestrate
In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)
1. Le cose sequestrate sono affidate in custodia alla cancelleria o alla segreteria. Quando ciò non è possibile o non è opportuno, l’autorità giudiziaria dispone che la custodia avvenga in luogo diverso, determinandone il modo e nominando un altro custode, idoneo a norma dell’art. 120 (82 att.; 11 reg.).
2. All’atto della consegna, il custode è avvertito dell’obbligo di conservare e di presentare le cose a ogni richiesta dell’autorità giudiziaria nonché delle pene previste dalla legge penale per chi trasgredisce ai doveri della custodia (334, 335 c.p.). Al custode può essere imposta una cauzione. Dell’avvenuta consegna, dell’avvertimento dato e della cauzione imposta è fatta menzione nel verbale. La cauzione è ricevuta, con separato verbale, nella cancelleria o nella segreteria.
In sintesi
Le cose sequestrate sono affidate in custodia alla cancelleria o a un custode idoneo. Il custode è avvertito dell'obbligo di conservazione e delle pene per trasgressione dei doveri.
Ratio
L'articolo 259 disciplina il governo delle cose sequestrate dopo l'atto di sequestro, assicurandone la preservazione e la disponibilità per la prova. La designazione di un custode idoneo (che può essere un pubblico ufficiale, un tecnico specializzato, persino il proprietario in taluni casi) garantisce che l'elemento probatorio non si deteriori e rimanga accessibile.
Analisi
Il comma 1 affida generalmente la custodia alla cancelleria (luogo idoneo, sicuro, con archivio). Se ciò è impossibile (per esempio, sequestro di un'azienda agricola), il giudice nomina un custode esterno, definendone il luogo e i modi di custodia. Il comma 2 richiede un avvertimento formale al custode: è informato dell'obbligo di conservare e presentare le cose, e delle conseguenze penali (artt. 334-335 c.p., che puniscono il peculato e l'appropriazione indebita). Può essere imposta una cauzione per garantire l'adempimento. Del tutto si fa verbale.
Quando si applica
Ricorre in praticamente ogni sequestro. Esempi: sequestro di beni immobili (custode pubblico o privato nominato), automobili (deposito giudiziario autorizzato), merci (magazzino), somme di denaro (cassa giudiziaria), documenti (cancelleria).
Connessioni
Rimanda agli artt. 120 (ausiliario del giudice, custode idoneo), 334-335 (codice penale - reati del custode), 82-83 (norme di attuazione). Si coordina con gli artt. 260-261 (sigilli e loro rimozione) e 262-264 (restituzione).
Domande frequenti
Dove vengono custodite normalmente le cose sequestrate?
Presso la cancelleria o segreteria giudiziale. Se ciò non è possibile (beni immobili, voluminosi, aziende), il giudice nomina un custode esterno idoneo.
Chi sceglie il custode?
L'autorità giudiziaria sceglie una persona idonea: può essere un pubblico ufficiale, un tecnico specializzato, un professionista, o persino il proprietario in circostanze eccezionali.
Quali sono i doveri del custode?
Conservare le cose senza danneggiarle, presentarle ad ogni richiesta dell'autorità giudiziaria, evitare sottrazione o deterioramento, rispettare i sigilli.
Quali sono le conseguenze se il custode non adempie i doveri?
Il custode commette reati ai sensi degli artt. 334-335 del Codice Penale: peculato, appropriazione indebita, dilapidazione, con pene detentive e pecuniarie.
Che cosa è la cauzione del custode?
È una somma di denaro depositata dal custode, confiscata se viola i doveri. Garantisce l'adempimento e l'integrità della custodia.