Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 346 c.p. Millantato credito

Articolo abrogato dalla l. 9 gennaio 2019, n. 3

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Illecita promessa di mediazione presso pubblici ufficiali mediante millantamento
  • Ricezione di denaro o altra utilità come corrispettivo della mediazione
  • Due livelli di pena in base alla gravità (millantamento puro o promessa di corruzione)
  • Reato di pericolo, non richiede effettivo esercizio di influenza
Indice dei contenuti

Millantato credito presso un pubblico ufficiale: promessa di mediazione falsa per ottenere denaro o utilità, reclusione 1-5 anni.

Ratio

L«art. 346 cp tutela l«integrità della funzione pubblica contro la corruzione mediata da soggetti privati che, falsamente, dichiarano di possedere influenza presso la pubblica amministrazione. Il fondamento è la prevenzione dell«inquinamento della volontà amministrativa mediante promesse fittizie di mediazione.

A differenza del vero concussionario (art. 317 cp) che è il pubblico ufficiale stesso, il millantatore agisce esteriormente all«apparato statale, rappresentandosi falsamente come intermediario credibile.

Analisi

Il primo comma punisce chi «millanta credito» presso un pubblico ufficiale o impiegato che presta servizio pubblico, e riceve/fa dare/fa promettere denaro o utilità «come prezzo della propria mediazione». Il millantamento è il nucleo: credenziali false, rapporti inesistenti, capacità influenza inventate.

Il secondo comma aggrava la pena se il colpevole pretende denaro «col pretesto di dover comprare il favore» del pubblico ufficiale o «doverlo remunerare». Questa variante evidenzia esplicitamente la corruzione proposta, non solo mediazione generica. Pene: 1-5 anni (primo comma), 2-6 anni (secondo comma), oltre a multa.

Quando si applica

Casistica: soggetto afferma falsamente di conoscere un magistrato e promette «una parola» per velocizzare processo; privato offre servizi presso Agenzia delle Entrate in cambio di atto di tolleranza fiscale; consulente promette accesso privilegiato a appalti pubblici millantando connessioni con assessore. In tutti i casi, la falsità della mediazione è essenziale.

Non ricade qui: publicista o avvocato che realmente assiste un cliente verso la PA (lecito); consulente incaricato ufficialmente dalla PA; mediazione vera presso privati che trattano con la PA (arricchimento illecito, ma altro delitto).

Connessioni

Artt. 317 cp (estorsione pubblica ufficiale), 319 cp (corruzione propria), 346-bis cp (traffico influenze illecite, più moderno e esteso). Legge 309/1990 art. 73 (droga) contiene clausola analoga per millantamento. CPP art. 378 prevede confisca del denaro ricevuto. Richiami costituzionali: artt. 3, 97 Cost. su imparzialità della pubblica amministrazione.

Giurisprudenza Cassazione (Sez. III) ha chiarito che il millantamento non richiede risultato concreto: il reato si consuma con la semplice promessa-ricezione, a titolo di pericolo.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, noto come «uomo di contatti», promette a Caio (proprietario di piccolo negozio) di risolvere una vertenza tributaria presso l«Agenzia delle Entrate. Dichiara falsamente di avere amicizia con il funzionario competente. Caio versa 5.000 euro. Tizio non agisce affatto. Reato consumato: millantamento con ricezione di denaro come prezzo di mediazione. Reclusione 1-5 anni.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, agente immobiliare, dice a Mevio che per 8.000 euro «compra il favore» del sindaco al fine di approvazione immediata di permesso di costruzione. Nessun contatto vero con il sindaco. Mevio paga. Il secondo comma aggrava la pena perché il pretesto era esplicito: «comprare il favore». Sempronio rischia 2-6 anni reclusione più multa. La gravità sta nella corruzione esplicita promessa.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra millantato credito e traffico di influenze (art. 346-bis)?

Il millantato credito (art. 346) comporta falsa dichiarazione di influenza presso il pubblico ufficiale; il traffico di influenze (art. 346-bis) sfrutta relazioni reali o supposte. Art. 346 è più antico e generale; art. 346-bis è stato aggiunto nel 2012 per colpire anche chi «vanta» influenze vere ma illecite.

Se prometto di accelerare una pratica burocratica e prendo soldi, ma poi non faccio nulla, che crimine è?

Se millanti credito presso il pubblico ufficiale specifico, è art. 346 cp. Se invece usi relazioni reali (conosci davvero il funzionario, ma in modo improprio), potrebbe essere art. 346-bis cp. L«elemento cruciale è se la relazione esiste.

Un avvocato che chiede onorario per assistere un cliente presso la PA è responsabile?

No, è lecito. L«avvocato opera con competenze riconosciute e mandato esplicito. Art. 346 colpisce chi falsamente promette mediazione privata, non la rappresentanza legale professionale.

Cosa succede al denaro ricevuto indebitamente?

Il CPP (art. 578) dispone confisca obbligatoria del denaro, dei beni e dei proventi derivati dal reato. Inoltre, la restituzione al danneggiato rientra nei risarcimenti civili.

Se scoppia uno scandalo di millantato credito, quale ufficio investigativo interviene?

Procura della Repubblica (settore crimini contro PA), Guardia di Finanza (se profili tributari), Carabinieri (investigazioni generali). Hanno potestà di sequestro preventivo dei capitali illeciti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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