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La guida
Il regime di franchigia per le piccole imprese è la novità IVA europea più recente, e oggi vive nel posto peggiore possibile: gli articoli da 70-terdecies a 70-duovicies del D.P.R. 633/1972. Dieci articoli appesi come coda a un articolo sulle importazioni, con suffissi ordinali che arrivano al ventiduesimo. Dal 1° gennaio 2027 diventano un titolo ordinato del testo unico dell’IVA: gli artt. 157-167 del D.Lgs. 10/2026.
In sintesi
- Il regime di franchigia consente alla piccola impresa di operare in esenzione IVA anche in altri Stati membri, e non solo nel proprio, entro le soglie previste.
- Oggi sta negli artt. 70-terdecies e seguenti del D.P.R. 633; dal 2027 negli artt. 157-167 del testo unico.
- La struttura nuova è simmetrica: prima il regime di chi è stabilito in Italia, poi quello di chi si avvale della franchigia negli altri Stati.
- Decorrenza: 1° gennaio 2027.
- La tavola di concordanza completa, articolo per articolo: Testi unici 2027: la concordanza tra TUIR, D.P.R. 633 e i nuovi codici.
La mappa del nuovo titolo
| Oggi (D.P.R. 633) | Dal 2027 | Materia |
|---|---|---|
| — | 157 | Regime nazionale di franchigia |
| art. 70-terdecies | 158 | Definizioni e disposizioni generali |
| art. 70-quaterdecies | 159 | Condizioni di ammissione |
| art. 70-quinquiesdecies | 160 | Decorrenza del regime di franchigia |
| art. 70-sexiesdecies | 161 | Adempimenti |
| art. 70-septiesdecies | 162 | Cessazione del regime di franchigia |
| art. 70-octiesdecies | 163 | Condizioni di ammissione |
| art. 70-noviesdecies | 164 | Suffisso EX |
| art. 70-vicies | 165 | Decorrenza |
| art. 70-unvicies | 166 | Adempimenti |
| art. 70-duovicies | 167 | Cessazione del regime di franchigia |
Le rubriche si ripetono a coppie — «Condizioni di ammissione» due volte, «Adempimenti» due volte, «Cessazione del regime di franchigia» due volte — e non è una sbadataggine: è la simmetria della materia, e va letta nel verso giusto.
- Artt. 159-162 — direzione in entrata. Riguardano il soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro che applica la franchigia in Italia: l’art. 159 pone come condizione un volume d’affari annuo nell’Unione non superiore a 100.000 euro nell’anno civile precedente.
- Artt. 163-167 — direzione in uscita. Riguardano il soggetto stabilito in Italia ammesso alla franchigia negli altri Stati membri che hanno adottato il regime. È qui che compare il numero di identificazione con il suffisso EX (art. 164).
Scambiare le due direzioni è facile e costa caro: le condizioni di accesso, gli adempimenti e le cause di cessazione non coincidono.
L’art. 157 non contiene una regola: contiene un rinvio
Il primo articolo del titolo, «Regime nazionale di franchigia», non disciplina nulla in proprio. Dice che le persone fisiche esercenti impresa, arti o professioni applicano, ai fini IVA, il regime previsto dalla parte II, titolo I, capo XXI del testo unico delle imposte sui redditi — cioè il regime forfettario, quello degli artt. 232-243 del D.Lgs. 117/2026.
È il punto in cui i due testi unici si agganciano l’uno all’altro: la franchigia nazionale IVA è il forfettario, e il codice dell’IVA lo dice rinviando al codice dei redditi. Chi dal 2027 dovrà motivare l’esonero IVA di un forfettario citerà l’art. 157 del testo unico IVA, che a sua volta rimanda al capo del testo unico dei redditi.
Il dettaglio che fa sbagliare le conversioni automatiche
Questo blocco è la trappola tecnica più insidiosa di tutta la riforma, e vale la pena spiegarla perché chiunque costruisca una tabella di concordanza ci inciampa.
I numeri d’articolo italiani si formano con suffissi ordinali latini: bis, ter, quater, e avanti fino a quaterdecies (quattordicesimo). Oltre il quattordicesimo la serie continua con forme che molti elenchi non prevedono: quinquiesdecies, sexiesdecies, septiesdecies, octiesdecies, noviesdecies, vicies, unvicies, duovicies. Un programma che riconosca i suffissi fino a quaterdecies e non oltre legge «70-quinquiesdecies» come «70», e attribuisce all’art. 70 — che parla di importazioni — dieci destinazioni che appartengono al regime di franchigia.
L’errore è silenzioso: produce una tabella dall’aspetto perfettamente plausibile. Il controllo che lo smaschera è confrontare la rubrica del nuovo articolo con la materia di quello vecchio: se l’articolo di partenza parla di dogana e quello di arrivo di franchigia per le piccole imprese, la mappatura è sbagliata, qualunque cosa dica il numero.
Perché lo spostamento migliora le cose
Una norma raggiungibile solo passando per l’art. 70 è una norma che si trova male. Il regime di franchigia transfrontaliero interessa la platea più ampia e meno assistita dei soggetti IVA — piccole imprese e professionisti che vendono in altri Stati membri — e proprio per loro è oggi collocato nel punto meno intuitivo del decreto. Dal 2027 ha un titolo proprio, con articoli brevi e rubriche che dicono che cosa contengono.
Errori frequenti
- Confondere l’art. 70 con i suoi «figli». L’art. 70 del D.P.R. 633 (importazioni) diventa l’art. 67; gli articoli 70-terdecies e seguenti stanno agli artt. 158-167, cento articoli più avanti.
- Confondere la franchigia con il forfettario. Sono due cose diverse: il forfettario è un regime di determinazione del reddito e dal 2027 sta nel testo unico delle imposte sui redditi (artt. 232-243); la franchigia è un regime IVA.
- Fidarsi di una tabella di concordanza senza verificare le rubriche. È il controllo che costa meno e trova più errori.
Domande frequenti
Dove sarà disciplinato il regime di franchigia dal 2027?
Negli artt. 157-167 del testo unico dell'IVA. Oggi la disciplina sta negli articoli da 70-terdecies a 70-duovicies del D.P.R. 633/1972.
Qual è la differenza fra gli artt. 159-162 e gli artt. 163-167?
La direzione. Gli artt. 159-162 riguardano il soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro che applica la franchigia in Italia; gli artt. 163-167 il soggetto stabilito in Italia ammesso alla franchigia negli altri Stati membri, con il numero identificativo seguito dal suffisso EX.
Che cosa dice l'art. 157?
Non contiene una disciplina propria: stabilisce che le persone fisiche esercenti impresa, arti o professioni applicano ai fini IVA il regime della parte II, titolo I, capo XXI del testo unico delle imposte sui redditi, cioè il regime forfettario degli artt. 232-243.
Perché le tabelle di concordanza sbagliano su questo blocco?
Perché i numeri d'articolo usano suffissi ordinali oltre il quattordicesimo — quinquiesdecies, sexiesdecies, octiesdecies, noviesdecies, vicies, unvicies, duovicies. Un programma che riconosce i suffissi solo fino a quaterdecies legge «70-quinquiesdecies» come «70» e attribuisce all'articolo sulle importazioni dieci destinazioni che non gli appartengono.
Come si smaschera un errore di questo tipo?
Confrontando la rubrica del nuovo articolo con la materia di quello vecchio: se l'articolo di partenza tratta le importazioni e quello di arrivo la franchigia per le piccole imprese, la mappatura è sbagliata qualunque cosa dica il numero.