Testo dell'articoloVigente
Chi apre oggi un articolo del TUIR su Normattiva trova in testa la scritta «PROVVEDIMENTO ABROGATO DAL D.LGS. 19 GIUGNO 2026, N. 117». È l’avviso che fa pensare a un errore, o a una norma da non citare più. Non è né l’una né l’altra cosa: il TUIR è in vigore e si applica a tutto il 2026. L’avviso è corretto ma dice metà della storia.
Che cosa dice davvero l’avviso
L’abrogazione del TUIR è stata disposta dal D.Lgs. 117/2026, pubblicato a giugno 2026. Ma l’efficacia di quel decreto è differita: l’art. 377 stabilisce che «le disposizioni del presente testo unico si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2027». Lo stesso vale per l’IVA: l’art. 171 del D.Lgs. 10/2026 usa identica formula.
Normattiva registra l’abrogazione nel momento in cui è disposta, non nel momento in cui produce effetto. Il banner in testa all’articolo non contiene l’indicazione della decorrenza: quella sta nell’ultimo articolo del decreto abrogante, che nessuno va a leggere quando cerca l’art. 54 del TUIR.
Le conseguenze pratiche, in ordine di importanza
- Il periodo d’imposta 2026 si liquida sul TUIR. La dichiarazione dei redditi che si presenterà nel 2027 riguarda il 2026: la norma applicabile è quella vigente in quel periodo, cioè il TUIR.
- Le citazioni negli atti restano valide. Un parere, un contratto o un ricorso che oggi cita «l’art. 109 del TUIR» cita la norma giusta. Non va riscritto.
- Gli accertamenti sugli anni precedenti continuano a fondarsi sul TUIR. L’abrogazione non retroagisce: i periodi d’imposta fino al 2026 restano governati dalle norme vigenti allora, e questo vale per tutta la durata dei termini di accertamento.
- Dal 2027 cambia il riferimento, non necessariamente la regola. Molte disposizioni sono trasfuse nel nuovo testo unico senza modifiche sostanziali: cambia il numero dell’articolo da citare.
- La tavola di concordanza completa, articolo per articolo: Testi unici 2027: la concordanza tra TUIR, D.P.R. 633 e i nuovi codici.
Perché l’equivoco è così facile
Ci sono tre ragioni, e si sommano.
La prima è la posizione dell’avviso: sta dove normalmente si legge la rubrica dell’articolo, quindi è la prima cosa che l’occhio incontra. Su alcune versioni della pagina l’avviso prende letteralmente il posto della rubrica, e l’articolo sembra privo di titolo.
La seconda è che l’avviso compare su ogni articolo, anche su quelli che nessuno si aspetterebbe di vedere abrogati — l’art. 1 sui presupposti dell’imposta, l’art. 165 sul credito per le imposte estere. La ripetizione dà l’impressione di uno smantellamento in corso.
La terza è che la data del decreto abrogante è nel passato (19 giugno 2026): un lettore veloce legge una data trascorsa e conclude che l’effetto sia già prodotto.
Come verificarlo in trenta secondi
Quando si incontra un banner di abrogazione su una norma che si sta per applicare, la verifica è sempre la stessa: aprire il decreto abrogante e leggerne l’ultimo articolo. È lì che il legislatore colloca la decorrenza. Se c’è una data futura, l’abrogazione è disposta ma non ancora efficace; se non c’è, si applicano le regole ordinarie sull’entrata in vigore.
Nel caso dei due testi unici della delega fiscale la risposta è la stessa per entrambi: 1° gennaio 2027.
Errori frequenti
- Riscrivere gli atti in corso sostituendo i numeri del TUIR con quelli del nuovo testo unico: per il 2026 sarebbe la citazione sbagliata.
- Considerare superate le circolari e le risoluzioni che interpretano gli articoli del TUIR. Restano il riferimento per i periodi d’imposta fino al 2026, e in gran parte anche dopo, dove il testo è trasfuso senza modifiche.
- Dare per certo il contrario, cioè che dal 2027 non cambi nulla. Il numero dell’articolo cambia quasi sempre sul lato IVA, e ogni riferimento normativo automatico — software, modelli, clausole contrattuali — va aggiornato.
Domande frequenti
Perché Normattiva scrive che il TUIR è abrogato?
Perché l'abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 117/2026, pubblicato nel giugno 2026. La banca dati registra l'abrogazione quando è disposta; l'avviso in testa all'articolo non indica che l'efficacia è differita al 1° gennaio 2027.
Posso ancora citare gli articoli del TUIR negli atti?
Sì, e per il 2026 è la citazione corretta. Pareri, contratti e ricorsi che richiamano articoli del TUIR non vanno riscritti: la norma è vigente e applicabile fino al 31 dicembre 2026.
Dove si legge la data di decorrenza?
Nell'ultimo articolo del decreto abrogante. Per il testo unico delle imposte sui redditi è l'art. 377 del D.Lgs. 117/2026, per l'IVA l'art. 171 del D.Lgs. 10/2026: entrambi indicano il 1° gennaio 2027.
Gli accertamenti sugli anni passati cambiano?
No. L'abrogazione non retroagisce: i periodi d'imposta fino al 2026 restano governati dalle norme vigenti allora, per tutta la durata dei termini di accertamento.
Le circolari sul TUIR sono superate?
No. Restano il riferimento interpretativo per i periodi fino al 2026 e, in larga parte, anche dopo: molte disposizioni sono trasfuse nel nuovo testo unico senza modifiche sostanziali.