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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il Voucher 3I (Investire In Innovazione) finanzia la brevettazione di invenzioni industriali per start-up innovative e microimprese, con voucher da 1.000, 3.000 o 4.000 euro (più IVA) a seconda del servizio. La misura è titolarità del MIMIT/UIBM, è attuata da Invitalia, le domande sono aperte dal 10 dicembre 2024 e la misura è prevista fino al 31 dicembre 2027 (salvo esaurimento anticipato delle risorse). Si presenta domanda esclusivamente online sul sito di Invitalia, a sportello e fino a esaurimento dei fondi.

A chi serve e perché il brevetto è un asset

Il Voucher 3I si rivolge a due categorie ben definite: le start-up innovative e le microimprese, in entrambi i casi iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese. Sono le realtà che più spesso hanno un’idea tecnica di valore ma poca liquidità da dedicare alle spese di tutela.

Per queste imprese il brevetto non è un costo burocratico, ma un asset vero e proprio. Un brevetto concesso dà un diritto di esclusiva sull’invenzione, scoraggia le imitazioni, rende l’azienda più credibile davanti a investitori e clienti e può essere valorizzato in bilancio, ceduto o concesso in licenza. Per una start-up in cerca di capitali, avere depositato (o concesso) un titolo di proprietà industriale è spesso un segnale che pesa nelle trattative.

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Il problema tipico è la fase iniziale: capire se l’invenzione è davvero brevettabile e poi scrivere bene la domanda. Sono attività tecniche che richiedono professionisti specializzati. Il Voucher 3I serve proprio a coprire questi servizi, abbassando la barriera d’ingresso alla brevettazione.

I tre voucher e i rispettivi importi

La misura prevede tre voucher distinti, attivabili in base al tipo di servizio di cui l’impresa ha bisogno. Gli importi sono indicati al netto dell’IVA e operano in regime de minimis.

Voucher Importo Cosa copre
Ricerca e verifica 1.000 euro + IVA Ricerca di anteriorità e verifica di brevettabilità dell’invenzione
Deposito nazionale 3.000 euro + IVA Stesura e deposito della domanda di brevetto presso l’UIBM
Estensione all’estero 4.000 euro + IVA Deposito all’estero di una domanda che rivendica la priorità di un precedente brevetto nazionale

La logica segue il percorso naturale di un brevetto. Prima si verifica che l’idea sia nuova e brevettabile (voucher da 1.000 euro). Poi si redige e si deposita la domanda di brevetto in Italia, presso l’UIBM – l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (voucher da 3.000 euro). Infine, chi vuole proteggersi anche fuori dai confini nazionali può estendere all’estero una domanda che rivendica la priorità di un brevetto già depositato in Italia (voucher da 4.000 euro).

Chi paghi con il voucher: solo consulenti e avvocati abilitati

Questo è un punto da leggere con attenzione, perché determina come si può spendere il contributo. Le spese ammissibili riguardano esclusivamente l’acquisto di servizi di consulenza specialistica per la brevettazione di invenzioni industriali, e tali servizi devono essere resi solo da:

Non rientrano quindi, ai fini del voucher, i servizi resi da soggetti non iscritti agli ordini professionali indicati. Perché conta? Perché se l’impresa affida la consulenza a un fornitore che non rispetta questo requisito, la spesa rischia di non essere riconosciuta. Prima di firmare un incarico conviene quindi verificare che il professionista sia regolarmente iscritto all’ordine dei consulenti in proprietà industriale oppure all’ordine degli avvocati.

Il vincolo, oltre a essere una regola formale, ha un senso pratico: la qualità della ricerca di anteriorità e della stesura della domanda incide direttamente sulle probabilità che il brevetto venga concesso e regga a eventuali contestazioni.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sul sito di Invitalia, soggetto attuatore della misura per conto del MIMIT/UIBM. La procedura è a sportello: le domande vengono esaminate secondo l’ordine di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

  1. Verificare di rientrare tra i beneficiari (start-up innovativa o microimpresa iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese).
  2. Individuare il voucher o i voucher coerenti con il proprio fabbisogno (ricerca, deposito nazionale, estensione estera).
  3. Accedere alla piattaforma online di Invitalia e compilare la domanda con i dati richiesti.
  4. Affidare i servizi a un consulente in proprietà industriale o a un avvocato iscritto all’ordine.

Avvertenza sui fondi. La dotazione registrata sul portale Incentivi è di 9.000.000 di euro. Trattandosi di una misura a sportello, le risorse possono esaurirsi prima della scadenza naturale prevista (31 dicembre 2027). Per questo motivo, chi è interessato deve verificare la capienza residua PRIMA di avviare le spese, direttamente sul sito di Invitalia: la disponibilità effettiva può cambiare nel tempo e non è garantita fino alla scadenza.

Cumulabilità e tempistiche

Il Voucher 3I opera in regime de minimis. Questo significa che concorre a formare il plafond complessivo di aiuti de minimis che la singola impresa può ricevere in un dato arco temporale: prima di sommare il voucher ad altri incentivi, è prudente verificare di non superare i limiti previsti dalla disciplina de minimis, che vanno controllati nella versione aggiornata e applicabile alla propria situazione.

Sul piano delle tempistiche, le domande sono aperte dal 10 dicembre 2024 e la misura è prevista fino al 31 dicembre 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La procedura a sportello premia la tempestività: presentare la domanda quando i fondi sono ancora capienti aumenta la probabilità di accedere al contributo.

Domande frequenti

Posso chiedere più di un voucher?

I tre voucher coprono fasi diverse del percorso di brevettazione (ricerca e verifica, deposito nazionale, estensione estera). L’impresa attiva il voucher coerente con il servizio di cui ha bisogno. Per le condizioni specifiche di accesso a più voucher e per i relativi requisiti conviene consultare la documentazione ufficiale pubblicata da Invitalia.

L’IVA è coperta dal contributo?

No. Gli importi del voucher (1.000, 3.000 e 4.000 euro) sono indicati al netto dell’IVA. L’IVA resta quindi a carico dell’impresa secondo le regole ordinarie.

Posso pagare un consulente non iscritto all’ordine?

Ai fini del voucher, le spese ammissibili riguardano esclusivamente i servizi resi da consulenti in proprietà industriale e avvocati iscritti agli ordini. Servizi resi da soggetti diversi rischiano di non essere riconosciuti: prima di conferire l’incarico è bene verificare l’iscrizione del professionista.

Cosa succede se i fondi finiscono?

La misura è a sportello e opera fino a esaurimento delle risorse (dotazione di 9.000.000 di euro registrata sul portale Incentivi). Se i fondi si esauriscono, lo sportello può chiudersi prima del 31 dicembre 2027. Per questo è essenziale verificare la capienza residua sul sito di Invitalia prima di programmare le spese.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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