La guida
Risposta breve
Sì, per il 2026 esiste una proroga ufficiale. Introdotta dal D.L. 22 maggio 2026, n. 89, oggi sta nell’art. 1-sexies del D.L. 30 aprile 2026, n. 63, inserito dalla legge di conversione 25 giugno 2026, n. 113, in vigore dal 28 giugno 2026; la stessa legge ha abrogato il D.L. 89/2026 facendone salvi gli effetti. La norma differisce al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione, i versamenti del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte in scadenza il 30 giugno per i soggetti ISA, per i contribuenti forfettari e per chi applica il regime di vantaggio. Chi non riesce a rispettare il 20 luglio può versare comunque entro il 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo, non più dello 0,40% come si tende a ricordare dagli anni precedenti. Questa guida spiega chi rientra davvero nella proroga, come si calcola la maggiorazione e come funziona la rateizzazione dopo la proroga.
Chi ha diritto alla proroga 2026
La proroga al 20 luglio non è automatica per tutti i contribuenti con partita IVA. Rientrano nel perimetro:
- i soggetti per cui sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), anche se non li applicano concretamente perché ricadono in una causa di esclusione (ad esempio primo anno di attività, periodo non normale, cause di esclusione previste dal decreto ISA), purché dichiarino ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro;
- i contribuenti in regime forfettario e i cosiddetti regimi di vantaggio (ex minimi);
- i soci, associati o collaboratori di società, associazioni e imprese in regime di trasparenza fiscale partecipate da soggetti che rispettano i requisiti sopra descritti: la proroga si estende quindi anche al reddito di partecipazione dichiarato dalla persona fisica.
Sono invece esclusi dalla proroga i contribuenti persone fisiche private (dipendenti, pensionati, percettori di redditi diversi senza partita IVA) e i soggetti che non rientrano nel perimetro ISA/forfettari: per loro resta la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, prorogabile al 30 luglio 2026 con la maggiorazione classica dello 0,40%. Ed è qui che nasce la confusione più diffusa quest’anno: le due maggiorazioni (0,40% e 0,80%) coesistono nello stesso periodo, ma si applicano a platee diverse.
Perché esiste questa proroga: la causa tecnica
Il differimento non nasce da una scelta politica di alleggerimento del carico fiscale, ma da un problema tecnico-operativo: il software dell’Agenzia delle Entrate per il calcolo degli ISA e per l’adesione al concordato preventivo biennale è stato reso disponibile soltanto il 13 maggio 2026, troppo tardi perché i professionisti potessero elaborare le dichiarazioni entro l’ordinaria scadenza del 30 giugno. La proroga, prevista prima dal D.L. 89/2026 e poi dall’art. 1-sexies del D.L. 63/2026, dà venti giorni in più ai soggetti interessati.
Le date esatte da tenere a mente
| Adempimento | Data | Maggiorazione |
|---|---|---|
| Versamento saldo 2025 + I acconto 2026, soggetti ISA/forfettari | 20 luglio 2026 | Nessuna |
| Stesso versamento, entro il 30° giorno successivo | 20 agosto 2026 | 0,80% |
| Versamento saldo/acconto, soggetti NON ISA (privati) | 30 giugno 2026 | Nessuna |
| Stesso versamento, entro il 30° giorno successivo | 30 luglio 2026 | 0,40% |
| Saldo IVA 2025 (dichiarazione annuale IVA) | 16 marzo 2026; se rinviato alla scadenza dei redditi, per i soggetti ISA 20 luglio 2026 | Quella prevista per il rinvio del saldo IVA; dopo il 20 luglio anche lo 0,80% |
| Secondo o unico acconto 2026 | 30 novembre 2026 (lunedì) | Non prorogato |
Il 20 luglio 2026 è un lunedì. Il trentesimo giorno successivo è il 19 agosto, ma i versamenti che scadono tra il 1° e il 20 agosto si possono fare entro il 20 agosto senza maggiorazione (art. 11 del D.Lgs. 33/2025, citato dalle istruzioni Redditi PF 2026): per questo la data finale è giovedì 20 agosto.
Sul saldo IVA: chi l’ha pagato entro il 16 marzo non è toccato dalla proroga. Chi invece l’ha rinviato alla scadenza delle imposte sui redditi rientra nella proroga, perché l’art. 1-sexies si riferisce espressamente ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP e dell’IVA dovuti entro il 30 giugno 2026.
Come si calcola la maggiorazione dello 0,80%: esempio numerico
Prendiamo il caso di una professionista in regime forfettario con i seguenti importi risultanti dal modello Redditi 2026:
- saldo imposta sostitutiva 2025: 3.000 euro;
- primo acconto 2026: 2.000 euro;
- totale dovuto: 5.000 euro.
Se versa entro il 20 luglio 2026, paga esattamente 5.000 euro, senza alcun costo aggiuntivo. Se invece decide di posticipare il versamento al 20 agosto 2026 (ultimo giorno utile della proroga con maggiorazione), il calcolo è:
5.000 euro x 0,80% = 40 euro di maggiorazione.
Totale da versare: 5.040 euro.
Per confronto, un contribuente NON ISA che rinvia lo stesso importo dal 30 giugno al 30 luglio con la maggiorazione ordinaria dello 0,40% pagherebbe invece 5.000 + 20 euro = 5.020 euro. La differenza (20 euro su questo importo, che cresce in proporzione al debito) è il prezzo della finestra più ampia concessa ai soggetti ISA nel 2026, con una maggiorazione raddoppiata rispetto al passato.
Rateizzazione dopo la proroga: come si combinano i due meccanismi
Chi non vuole o non può versare in un’unica soluzione può rateizzare, sia partendo dal 20 luglio (senza maggiorazione) sia dal 20 agosto (già con la maggiorazione dello 0,80% sull’intero importo rateizzato). Il meccanismo degli interessi da rateazione resta quello consolidato: nessun interesse sulla prima rata, poi 0,33% per ogni mese (o frazione di 30 giorni) di distanza dalla prima scadenza, da completare comunque entro il 16 dicembre 2026 (l’acconto di novembre non è mai rateizzabile e va versato per intero entro il 30 novembre). Le rate successive alla prima scadono il 16 di ogni mese per tutti, con o senza partita IVA: partendo dal 20 luglio le rate possibili sono al massimo 6, partendo dal 20 agosto al massimo 5.
Gli interessi sono del 4% annuo con il metodo commerciale (anno di 360 giorni), dal giorno dopo la scadenza della prima rata alla scadenza della seconda; dalla terza rata si aggiunge lo 0,33% forfettario per ogni mese. La rata di agosto si paga entro il 20, ma per gli interessi conta la scadenza teorica del 16 agosto: è lo stesso criterio dell’esempio delle istruzioni ufficiali (prima rata il 30 luglio, seconda il 20 agosto, interessi dello 0,18%, cioè 16 giorni). Applicato alla prima rata del 20 luglio dà la tabella seguente.
| Rata | Scadenza indicativa | Maggiorazione cumulata da rateazione |
|---|---|---|
| 1 | 20 luglio 2026 (lunedì) | Nessuna |
| 2 | 20 agosto 2026 (scadenza teorica 16 agosto) | 0,29% (26 giorni al 4% annuo) |
| 3 | 16 settembre 2026 (mercoledì) | 0,62% |
| 4 | 16 ottobre 2026 (venerdì) | 0,95% |
| 5 | 16 novembre 2026 (lunedì) | 1,28% |
| 6 | 16 dicembre 2026 (mercoledì) | 1,61% |
Gli interessi da rateazione si versano con un codice tributo proprio, non sommati all’imposta. Chi parte dal 20 agosto maggiora prima l’importo dello 0,80% e poi rateizza in 5 rate (20 agosto, 16 settembre, 16 ottobre, 16 novembre, 16 dicembre), con gli interessi calcolati con lo stesso metodo. Fonte per il metodo: istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 1, paragrafo «Rateazione».
Cosa copre la proroga (e cosa no)
Oltre a IRPEF, IRES e IRAP, la proroga al 20 luglio riguarda anche: la cedolare secca sulle locazioni, l’imposta sostitutiva forfettari, i contributi INPS di artigiani, commercianti e Gestione Separata, il diritto annuale alle Camere di Commercio, IVIE, IVAFE e l’imposta sulle cripto-attività, quando dovuti dagli stessi soggetti ISA/forfettari. Restano invece fuori dal perimetro della proroga i versamenti con scadenze autonome già passate (come il saldo IVA di marzo) e, come detto, tutti i contribuenti che non rientrano nella platea ISA/forfettari/trasparenza.
Errori comuni da evitare
- Applicare la proroga al 20 luglio (o al 20 agosto con lo 0,80%) anche se non si è soggetti ISA né forfettari: chi sbaglia platea rischia un versamento tardivo con sanzioni piene sull’importo ordinario del 30 giugno.
- Confondere la maggiorazione dello 0,80% del 2026 con lo storico 0,40%: usare la percentuale sbagliata porta a versare un F24 con importo insufficiente, che l’Agenzia delle Entrate considera comunque un versamento carente.
- Dimenticare che la proroga copre anche i contributi INPS artigiani/commercianti e la cedolare secca, non solo IRPEF/IRES: versare questi tributi separatamente con scadenze diverse genera confusione nei calcoli di rateazione.
- Rateizzare oltre il 16 dicembre 2026 o provare a rateizzare l’acconto di novembre, che per legge va sempre versato in unica soluzione.
Cosa fare se hai già sbagliato il versamento
Se il termine (20 luglio, oppure 20 agosto con maggiorazione) è già scaduto senza versamento, o se hai versato un importo insufficiente per aver applicato la percentuale di maggiorazione sbagliata, lo strumento è il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). In sintesi: più breve è il ritardo, minore è la sanzione da versare insieme all’imposta dovuta e agli interessi legali (fissati all’1,60% annuo dal 1° gennaio 2026), calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria. Il pagamento si effettua con un unico modello F24, indicando i codici tributo dell’imposta, degli interessi da ravvedimento e della sanzione ridotta. Prima di procedere conviene far ricalcolare l’importo esatto a un intermediario abilitato, perché la sanzione cambia in modo significativo a seconda che il ravvedimento avvenga entro 14, 30, 90 giorni o oltre l’anno dalla scadenza originaria.
Fonti
- D.L. 30 aprile 2026, n. 63, art. 1-sexies (Normattiva)
- Legge 25 giugno 2026, n. 113, di conversione, che abroga il D.L. 89/2026 (Normattiva)
- Istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 1: termini di versamento e rateazione
Domande frequenti
Chi rientra nella proroga dei versamenti ISA 2026?
Chi esercita un’attività per cui sono approvati gli ISA e dichiara ricavi o compensi entro il limite del decreto di approvazione, anche se ha una causa di esclusione dagli indici; i forfettari e chi è nel regime di vantaggio; i soci di società, associazioni e imprese degli articoli 5, 115 e 116 del TUIR che hanno questi requisiti (art. 1-sexies del D.L. 63/2026).
Entro quando si paga senza maggiorazione?
Entro lunedì 20 luglio 2026 per saldo 2025 e primo acconto 2026. Chi paga dopo può farlo entro giovedì 20 agosto 2026 maggiorando le somme dello 0,80%.
Come si calcola la maggiorazione dello 0,80%?
Si moltiplica l’importo dovuto per 0,80% e lo si aggiunge prima di pagare o di rateizzare: su 5.000 euro sono 40 euro, quindi si versano 5.040 euro entro il 20 agosto 2026.
La proroga al 20 luglio vale anche per i forfettari?
Sì. L’art. 1-sexies del D.L. 63/2026 la estende espressamente a chi applica il regime forfettario e al regime di vantaggio, anche se non compila gli ISA.
Il socio di una SRL rientra nella proroga?
La norma estende la proroga ai soci di società e imprese degli articoli 5, 115 e 116 del TUIR: società di persone e società di capitali che hanno optato per la trasparenza. Il socio di una SRL non trasparente non rientra per questa via; vi rientra se ha lui stesso un’attività soggetta agli ISA o è forfettario.
In quante rate si possono pagare le imposte dopo la proroga?
Partendo dal 20 luglio al massimo 6 rate (20 luglio, 20 agosto, poi il 16 di settembre, ottobre, novembre e dicembre); partendo dal 20 agosto al massimo 5. Gli interessi sono del 4% annuo: 0,29% sulla seconda rata e 0,33% in più per ogni mese successivo.
Il saldo IVA 2025 è prorogato al 20 luglio?
Solo se non è stato pagato entro il 16 marzo ed era stato rinviato alla scadenza delle imposte sui redditi: l’art. 1-sexies comprende i versamenti risultanti dalla dichiarazione IVA dovuti entro il 30 giugno 2026.
Un dipendente o un pensionato può usare la proroga?
No. Chi non ha un’attività soggetta agli ISA, non è forfettario e non partecipa a società con questi requisiti paga entro il 30 giugno 2026, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.
Per capire come si incastra questa proroga nel resto del calendario fiscale dell’anno, puoi consultare anche la guida agli acconti 2026 IRPEF e IRES, con il metodo storico e previsionale e il calendario completo delle scadenze 730/2026, utile per chi ha redditi misti (lavoro dipendente e partita IVA) e deve capire quale calendario applicare a quale reddito.