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Comma 342 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Fondi Coperture Finanziarie
In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.
Testo coordinato
. In aggiunta a quanto previsto dal comma 340, è autorizzata la spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2026 finalizzata alla realizzazione, da parte del Ministero della salute, di apposite campagne di comunicazione istituzionale sulla prevenzione. Ai relativi oneri si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale di cui all’ e articolo 1, commi 34 , indicate all’34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 articolo 1, comma 275, della legge 30 dicembre 2024, .n. 207
Norme modificate da questi commi
- Art. 32 Costituzione (comma 342): le campagne istituzionali attuano la dimensione preventiva del diritto alla salute
- Art. 117 Costituzione (comma 342): le campagne nazionali si coordinano con la competenza concorrente regionale in materia sanitaria
- Art. 21 Costituzione (comma 342): le campagne istituzionali sono soggette ai limiti della comunicazione pubblica e della libertà di informazione
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Oggetto e contenuto
Il comma 342 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) autorizza, in aggiunta a quanto previsto dal precedente comma 340, una spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2026 finalizzata alla realizzazione, da parte del Ministero della salute, di apposite campagne di comunicazione istituzionale sulla prevenzione. La norma chiude il pacchetto dei finanziamenti specifici alla prevenzione contenuti nei commi 340-342 della stessa legge.
Le campagne di comunicazione istituzionale
Le campagne di comunicazione del Ministero della salute sulla prevenzione costituiscono uno strumento storico di policy pubblica per modificare i comportamenti collettivi: alimentazione, attività fisica, tabagismo, alcol, dipendenze patologiche, vaccinazioni, screening oncologici, donazione di sangue e organi, sicurezza stradale. La cornice generale è tracciata dalla legge 7 giugno 2000, n. 150 (Disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni), che impone procedure trasparenti e canali di acquisto regolati per la pubblicità istituzionale.
Il vincolo di copertura
Il comma 342 prevede che gli oneri siano coperti mediante utilizzo delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale di cui all'art. 1, commi 34 e 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come indicate all'art. 1, comma 275, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025). La copertura attinge quindi al medesimo bacino di risorse vincolate ai progetti obiettivo, già richiamato anche dal comma 338. L'effetto netto sul bilancio dello Stato è quindi pari a zero: si tratta di un'allocazione interna alle risorse sanitarie già stanziate.
Cornice normativa di settore
Le campagne di prevenzione attuano i compiti del Ministero della salute previsti dal d.P.R. 28 marzo 2003, n. 129 (regolamento di organizzazione del Ministero) e dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, legge 23 dicembre 1978, n. 833 (in particolare gli articoli 1 e 2 sulla promozione e tutela della salute). Si raccordano con il Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2020-2025 e con i successivi piani che saranno adottati con accordo Stato-Regioni. Sul piano della contrattualistica pubblica, l'affidamento delle campagne è soggetto al Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36).
I LEA e la promozione della salute
Il d.P.C.M. 12 gennaio 2017 sui nuovi LEA include espressamente, all'area A «Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro», le attività di promozione della salute e prevenzione delle malattie. Le campagne nazionali coordinano l'azione delle Regioni e delle ASL su questo livello, garantendo uniformità dei messaggi e massa critica della comunicazione (in particolare su televisione e digitale).
Profilo costituzionale
Il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione include la dimensione preventiva e di promozione dei corretti stili di vita. Le campagne ministeriali sono uno strumento attuativo, di portata extra-prestazionale, di tale diritto. La Corte costituzionale ha più volte ribadito (sent. n. 282/2002, sent. n. 169/2017) che le politiche di prevenzione costituiscono parte integrante dei livelli essenziali.
Rilievo per il sistema
Pur trattandosi di una spesa modesta in valore assoluto, l'effetto moltiplicatore delle campagne di comunicazione è consolidato in letteratura: ogni euro investito in prevenzione genera risparmi pluriennali in cure sanitarie. Il valore strategico della disposizione risiede più nella continuità istituzionale e nella stabilizzazione del finanziamento dal 2026 in avanti che nell'importo assoluto. La modesta entità (1 mln/anno) suggerisce inoltre che le campagne saranno realizzate in compartecipazione con altri soggetti pubblici (RAI servizio pubblico, Regioni, ISS) o con sponsorizzazioni di soggetti privati nei limiti consentiti dalla legge 150/2000.
Domande frequenti
Cosa sono le campagne di comunicazione istituzionale sulla prevenzione?
Sono campagne pubbliche realizzate dal Ministero della salute, in attuazione della legge 7 giugno 2000, n. 150 e del Piano nazionale della prevenzione, finalizzate a sensibilizzare la popolazione su comportamenti che incidono sulla salute: alimentazione corretta, attività fisica, tabagismo, consumo di alcol, vaccinazioni, screening oncologici, donazione di sangue e organi, sicurezza stradale, salute mentale, dipendenze. Sono veicolate su televisione, radio, stampa, digitale e social, spesso con il coinvolgimento del servizio pubblico radiotelevisivo. L'affidamento delle campagne segue le procedure del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023).
Perché lo stanziamento è di soli 1 milione di euro l'anno?
Il comma 342 si aggiunge ad altri stanziamenti già presenti nella Legge di Bilancio 2026 (in particolare al comma 340 cui fa esplicito riferimento) e si integra con le risorse complessive della Direzione generale della comunicazione del Ministero della salute. Trattandosi di una norma additiva e non integralmente sostitutiva delle voci di bilancio già presenti, il volume aggiuntivo di 1 mln/anno garantisce un margine di flessibilità per realizzare almeno una campagna nazionale annua di rilievo o una serie di micro-campagne tematiche. Si può ipotizzare il ricorso a co-finanziamenti con servizio pubblico RAI o accordi con Regioni e ISS.
Da dove provengono le risorse?
La copertura è specificata espressamente dal comma 342: utilizzo delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale di cui all'art. 1, commi 34 e 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come indicate all'art. 1, comma 275, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025). Si tratta quindi di una riallocazione interna al fondo sanitario nazionale: l'effetto netto sul bilancio dello Stato è pari a zero. L'equilibrio del fondo è garantito dal coordinamento con il comma 333 sull'incremento generale e con il comma 338 sui progetti obiettivo.
Le Regioni partecipano alla definizione delle campagne?
Sì, anche se in modo indiretto. Le linee guida delle campagne sono definite a livello nazionale dal Ministero della salute in coordinamento con l'Istituto superiore di sanità (ISS), ma il loro raccordo con le strategie regionali avviene in sede di Conferenza Stato-Regioni e nel quadro del Piano nazionale della prevenzione, che per definizione è adottato d'intesa con le Regioni. Le Regioni mantengono inoltre una capacità di declinazione territoriale autonoma con risorse proprie. L'art. 117, comma 3, della Costituzione attribuisce la tutela della salute alla legislazione concorrente, lasciando alle Regioni gli aspetti organizzativo-attuativi entro i principi fondamentali statali.
Quali campagne potrebbero essere finanziate nel 2026?
Il comma non identifica campagne specifiche: la scelta è rimessa alla programmazione del Ministero della salute e dovrà essere coerente con il Piano nazionale della prevenzione. Le aree storicamente prioritarie includono: contrasto al tabagismo e al consumo nocivo di alcol, promozione dell'attività fisica, alimentazione sana (con possibile collegamento alla nuova etichettatura alimentare europea), vaccinazioni (in particolare anti-HPV, anti-influenzale, anti-pneumococcica), screening oncologici (mammella, cervice uterina, colon-retto), salute mentale, contrasto alle dipendenze comportamentali. La pianificazione operativa è di norma annunciata in conferenza stampa istituzionale all'inizio di ogni anno.