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Per le nuove assunzioni del 2026 l’INPS mette a disposizione del datore di lavoro privato tre distinti esoneri contributivi: il Bonus Giovani, il Bonus Donne e il Bonus ZES. Si tratta in tutti i casi di un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (restano esclusi i premi INAIL), riconosciuto per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative con tre circolari del 14 maggio 2026 e ha aperto le domande l’11 giugno 2026, tramite il Portale delle Agevolazioni (l’ex DiResCo). La finestra è quindi aperta.
Questa guida spiega in modo concreto a chi spetta ciascun bonus, quanto vale, qual è la maggiorazione prevista per il Mezzogiorno e come si presenta la domanda.
I tre bonus a confronto
La tabella che segue riassume i punti essenziali dei tre esoneri. Tutti prevedono un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (esclusi i premi INAIL) e una durata massima di 24 mesi.
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| Bonus | Destinatario | Requisiti principali | Tetto mensile | Tetto ZES (Mezzogiorno) | Durata massima |
|---|---|---|---|---|---|
| Giovani | Giovani under 35 | Mai occupati a tempo indeterminato | Fino a 500 euro/mese | Fino a 650 euro/mese | 24 mesi |
| Donne | Donne svantaggiate | Prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (12 mesi in aree/categorie ammesse dalla normativa UE) | Fino a 650 euro/mese | Fino a 800 euro/mese | 24 mesi |
| ZES | Over 35 disoccupati | Datori con massimo 10 dipendenti; over 35 disoccupati da almeno 24 mesi; sede nelle regioni del Mezzogiorno | Fino a 650 euro/mese | Fino a 650 euro/mese | 24 mesi |
Gli importi sono indicati secondo le istruzioni INPS 2026: si consiglia di verificarli sulla circolare di riferimento prima di impostare i conti in busta paga.
Bonus Giovani (under 35)
Il Bonus Giovani riconosce l’esonero contributivo del 100% per l’assunzione a tempo indeterminato di un giovane con meno di 35 anni. Il requisito chiave riguarda il lavoratore: deve trattarsi di un giovane mai occupato a tempo indeterminato in precedenza. Sono quindi tipicamente coinvolti i primi inserimenti stabili, anche per chi in passato ha avuto solo rapporti a termine.
La durata massima dell’agevolazione è di 24 mesi. Il tetto dell’esonero è fino a 500 euro al mese per lavoratore, elevato a 650 euro al mese quando l’assunzione riguarda una sede situata nelle regioni ZES del Mezzogiorno. In pratica, il datore non versa i contributi previdenziali a proprio carico (sempre fatta eccezione per i premi INAIL) entro il limite mensile indicato.
Bonus Donne
Il Bonus Donne è rivolto alle donne svantaggiate assunte nel 2026. La normativa considera svantaggiate, in particolare, le donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se rientrano in determinate aree o categorie ammesse dalla normativa dell’Unione europea.
Anche qui l’esonero può arrivare fino a 24 mesi. Il tetto mensile è più alto rispetto al Bonus Giovani: fino a 650 euro al mese, elevato a 800 euro al mese per le assunzioni nelle regioni ZES del Mezzogiorno. È il bonus con il tetto più generoso tra i tre, ma con requisiti soggettivi precisi sulla condizione di svantaggio da documentare.
Bonus ZES (over 35 al Sud, datori fino a 10 dipendenti)
Il Bonus ZES è il più selettivo dei tre, perché pone limiti sia sul datore sia sul lavoratore. È rivolto esclusivamente a datori di lavoro privati con massimo 10 dipendenti. Il lavoratore assunto deve essere un over 35 disoccupato da almeno 24 mesi, e l’assunzione deve riguardare le regioni del Mezzogiorno.
Il tetto dell’esonero è di 650 euro al mese, per una durata massima di 24 mesi. È pensato per favorire l’occupazione stabile nelle piccole imprese del Sud, intercettando proprio chi è rimasto a lungo fuori dal mercato del lavoro.
La maggiorazione per il Mezzogiorno
Un elemento ricorrente nei tre bonus è il trattamento di favore per le regioni ZES del Mezzogiorno. Per il Bonus Giovani il tetto sale da 500 a 650 euro al mese; per il Bonus Donne sale da 650 a 800 euro al mese. Il Bonus ZES, per sua natura, opera già solo nelle aree del Mezzogiorno con tetto a 650 euro.
La logica è chiara: l’incentivo è più consistente dove l’obiettivo è sostenere l’occupazione nelle aree con maggiori difficoltà. Per il datore questo significa che, a parità di assunzione, la sede di lavoro incide direttamente sull’importo massimo recuperabile.
Come si presenta la domanda
Le domande si presentano online, tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS (l’ex DiResCo). Le istruzioni operative sono contenute nelle tre circolari INPS del 14 maggio 2026 e la presentazione è possibile dall’11 giugno 2026.
Prima di inviare la domanda è importante verificare le condizioni generali che accompagnano questi esoneri:
- Tempo indeterminato: l’agevolazione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel periodo dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
- Regolarità contributiva: come per la generalità degli incentivi, occorre essere in regola con gli obblighi contributivi (verifica DURC) e con le altre condizioni previste dalla normativa sul lavoro.
- Incremento occupazionale: dove richiesto dalla disciplina del singolo bonus, l’assunzione deve tradursi in un effettivo aumento dell’occupazione.
- Limiti e cumulo: gli importi degli esoneri non vanno sommati oltre i tetti previsti; vanno rispettate le regole sul cumulo con altri incentivi, anche in relazione ai massimali europei sugli aiuti di Stato.
Trattandosi di importi e requisiti che incidono direttamente sulla busta paga e sulla legittimità dell’esonero, conviene leggere la circolare INPS pertinente al proprio caso prima di impostare i conteggi.
Esempio illustrativo (ipotesi)
I numeri che seguono sono una semplice ipotesi a scopo esplicativo, con cifre tonde. Ipotizziamo l’assunzione a tempo indeterminato di un under 35 mai occupato a tempo indeterminato, con il Bonus Giovani, in una sede fuori dalle regioni ZES. Supponiamo che i contributi previdenziali a carico del datore ammontino a circa 450 euro al mese. Poiché l’esonero è del 100% entro un tetto di 500 euro al mese, in questa ipotesi il datore non verserebbe quei 450 euro mensili (sempre con esclusione dei premi INAIL, che restano dovuti). Su 24 mesi, il risparmio teorico massimo si avvicinerebbe a 10.800 euro. Se invece i contributi mensili superassero il tetto, l’esonero si fermerebbe comunque al limite mensile previsto. È un esempio: l’importo reale dipende dalla retribuzione, dall’aliquota effettiva e dalla sede.
Domande frequenti
Da quando si possono presentare le domande?
Dall’11 giugno 2026, tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS. Le istruzioni operative sono nelle tre circolari INPS del 14 maggio 2026 e la finestra è aperta.
L’esonero copre anche i premi INAIL?
No. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ma i premi INAIL restano esclusi e quindi dovuti.
Quali assunzioni rientrano nell’agevolazione?
Le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, in presenza dei requisiti soggettivi del singolo bonus (età, condizione di svantaggio, area geografica, dimensione dell’impresa per lo ZES).
I tetti aumentano davvero al Sud?
Sì, per le assunzioni nelle regioni ZES del Mezzogiorno il tetto mensile sale: per il Bonus Giovani da 500 a 650 euro, per il Bonus Donne da 650 a 800 euro. Il Bonus ZES opera già solo al Sud con tetto a 650 euro. Gli importi vanno comunque verificati sulla circolare INPS di riferimento.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.