Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

Concordato preventivo biennale 2026-2027: conviene aderire?

La risposta breve: il Concordato Preventivo Biennale (CPB) conviene soprattutto a chi ha un punteggio ISA alto, una situazione fiscale già in regola e si aspetta che i prossimi due anni vadano meglio (o almeno non peggio) di quanto dichiarato finora. In questi casi accetti un reddito concordato con l’Agenzia delle Entrate, e tutto ciò che guadagni in più resta fuori dalla tassazione ordinaria su quel reddito concordato. Al contrario, se temi un calo di fatturato o di marginalità, il rischio è di pagare imposte su un reddito che non incasserai davvero.

Il CPB 2026-2027 è ora operativo e riguarda i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e al 31 dicembre 2027. È riservato ai soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) e scelgono volontariamente di aderire. Il termine per aderire è differito al 31 ottobre 2026 e, cadendo di sabato, slitta automaticamente al 2 novembre 2026. Di seguito trovi una guida pratica per capire se fa al caso tuo.

Cos’è il CPB in poche righe

Il concordato preventivo biennale è un patto tra te e il Fisco: l’Agenzia delle Entrate ti propone un reddito (e un valore della produzione ai fini IRAP) su cui pagare le imposte per due anni. Se accetti, paghi su quei valori concordati a prescindere da quanto effettivamente guadagnerai, salvo specifiche cause di cessazione. In cambio ottieni certezza del prelievo e una serie di tutele sugli accertamenti. La proposta non la fai tu: la calcola l’Agenzia sulla base dei tuoi dati.

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Chi può e chi NON può aderire

Possono aderire i contribuenti, imprenditori e professionisti, che applicano gli ISA e che rispettano i requisiti di accesso previsti dalla normativa (D.Lgs. 13/2024, modificato da ultimo dal D.Lgs. 81/2025 e dal D.Lgs. 148/2026).

Sono esclusi, in particolare:

Chi ha già aderito in passato. Chi ha aderito per il biennio 2024-2025 può rinnovare per il 2026-2027. Chi ha aderito per il 2025-2026 è ancora dentro il suo biennio: potrà rinnovare per il 2027-2028 (circolare 8/E del 6 ottobre 2026, par. 1.12). Dal biennio 2026-2027 chi aderisce senza averne i requisiti non «decade»: la sua adesione è priva di effetti fin dall’inizio. Il dettaglio dei casi è nella guida concordato preventivo biennale: cause di esclusione, cessazione e decadenza.

Come si calcola la proposta (e perché gradualità e tetti contano)

La proposta è elaborata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati ISA, delle dichiarazioni pregresse e delle banche dati. La metodologia è stata approvata dal DM 11 maggio 2026 e utilizza: i dati dichiarati nel 2025, gli indicatori ISA, i risultati economici degli ultimi tre anni, il confronto con i valori medi di settore e le proiezioni macroeconomiche del PIL.

La gradualità al 50%

Una novità importante riguarda l’eventuale aumento di reddito proposto per il 2026 rispetto a quanto dichiarato nel 2025: questo incremento viene considerato solo al 50% (art. 7 del DM 11 maggio 2026). La stessa modulazione vale anche ai fini IRAP. In pratica l’aumento richiesto è più graduale.

I tetti all’aumento: dal 10% al 35% secondo il punteggio ISA

La proposta non può superare il reddito dichiarato per il 2025 (rettificato secondo gli artt. 15 e 16 del D.Lgs. 13/2024) oltre una certa percentuale, che dipende dal punteggio ISA del 2025 (art. 9, comma 3-bis). Il DL 38/2026, convertito dalla L. 88/2026, ha aggiunto le due fasce più basse; prima il tetto esisteva solo da 8 in su.

Concordato 2026-2027: aumento massimo della proposta rispetto al reddito 2025
Punteggio ISA 2025 Aumento massimo della proposta
10 10%
da 9 a meno di 10 15%
da 8 a meno di 9 25%
da 6 a meno di 8 30%
da 1 a meno di 6 35%

Il tetto non si applica se, così limitata, la proposta risulterebbe più bassa dei valori di riferimento del settore individuati dalla metodologia (comma 3-ter). Le stesse percentuali valgono per il valore della produzione ai fini IRAP.

Esempio puramente illustrativo

I numeri che seguono sono un’ipotesi inventata a scopo didattico e non rappresentano un dato ufficiale né un calcolo reale dell’Agenzia. Ipotizziamo un professionista con reddito dichiarato 2025 di 40.000 euro e punteggio ISA pari a 7. Ipotizziamo che il modello di calcolo individui un reddito di riferimento di 50.000 euro. L’incremento ipotetico sarebbe di 10.000 euro: con la gradualità al 50% rileverebbe per metà, cioè 5.000 euro, portando il concordato ipotetico a circa 45.000 euro. Inoltre, avendo ISA pari a 7, l’incremento non potrebbe comunque superare il 30%. Ripetiamo: numeri tondi inventati, utili solo a capire il meccanismo.

Vantaggi e rischi

Vantaggi

Rischi

Quanto si paga sul reddito in più: l’imposta sostitutiva del 10, 12 o 15%

La parte di reddito d’impresa o di lavoro autonomo concordato che supera il reddito dichiarato per il 2025 (rettificato) può essere tassata con un’imposta sostitutiva di IRPEF o IRES e addizionali, invece che con le aliquote ordinarie (art. 20-bis del D.Lgs. 13/2024). Per chi rinnova, il confronto si fa con il reddito effettivo del 2025.

Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato
Punteggio ISA 2025 Aliquota
8 o più 10%
da 6 a meno di 8 12%
meno di 6 15%

Le aliquote agevolate valgono fino a 85.000 euro di eccedenza; sulla parte che supera 85.000 euro l’imposta sostitutiva si paga al 43% per chi è soggetto a IRPEF e al 24% per chi è soggetto a IRES (comma 1-bis, che rinvia alle aliquote dell’art. 11 e dell’art. 77 del TUIR). Si versa entro il termine del saldo delle imposte dell’anno in cui si produce l’eccedenza.

Acconti 2026: la maggiorazione per chi aderisce la prima volta

Chi aderisce per la prima volta e calcola gli acconti 2026 con il metodo storico deve aggiungere una maggiorazione del 10% della differenza, se positiva, tra reddito concordato e reddito 2025, e del 3% della differenza sul valore della produzione IRAP; si versa con la seconda o unica rata di acconto (art. 20). Chi usa il metodo previsionale calcola la seconda rata sul reddito concordato. Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 non paga maggiorazioni (art. 20, comma 3-bis, introdotto dal D.Lgs. 148/2026).

Chi rinnova dopo il 2024-2025: i vantaggi in più

Il D.Lgs. 148/2026 ha previsto benefici aggiuntivi per chi rinnova l’adesione per il 2026-2027 (circolare 8/E del 2026, par. 1.12):

Se il reddito cala: quando il concordato cessa

Il calo del fatturato, da solo, non scioglie dal concordato: le imposte restano dovute sul reddito concordato. Il concordato cessa dall’anno in cui il reddito o il valore della produzione effettivi scendono di oltre il 30% sotto quelli concordati solo se il calo dipende da una delle circostanze eccezionali indicate dal decreto ministeriale (art. 19, comma 2, del D.Lgs. 13/2024; art. 4 del DM 11 maggio 2026):

Il concordato cessa inoltre, senza sanzioni, se cambi attività passando a un ISA diverso, se chiudi l’attività, se passi al forfettario o se dichiari ricavi oltre 7.746.853 euro (il limite ISA aumentato del 50%). La decadenza, che fa saltare entrambi gli anni, scatta invece per violazioni gravi: le ipotesi sono spiegate nella guida cause di esclusione, cessazione e decadenza dal concordato preventivo biennale.

La scadenza del 2 novembre 2026 e i passi operativi

Il termine per aderire al CPB 2026-2027 è differito al 31 ottobre 2026; poiché cade di sabato, slitta automaticamente al 2 novembre 2026. La data è fissata dall’art. 7-bis, comma 3, del DL 38/2026 e la circolare 8/E del 2026 conferma lo slittamento al 2 novembre. Per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare il termine è l’ultimo giorno del decimo mese dopo la chiusura del periodo.

L’adesione si comunica con il «Modello CPB 2026/2027», in due modi alternativi: insieme al modello ISA allegato alla dichiarazione REDDITI 2026, oppure in modo autonomo con il solo frontespizio di REDDITI 2026, compilando la casella «Comunicazione CPB» con il codice 1. Entro lo stesso termine si può revocare un’adesione già inviata (codice 2, o codice 3 se la revoca viaggia con la dichiarazione) o inviarne una nuova che sostituisce la precedente.

  1. Verifica di rientrare tra i soggetti ISA e di non essere escluso.
  2. Calcola la proposta con il software «Il tuo ISA 2026 CPB» dell’Agenzia, inserendo i dati ISA del 2025 e quelli specifici del concordato.
  3. Valuta la convenienza alla luce delle tue previsioni sui due anni.
  4. Se decidi di aderire, trasmetti il modello CPB entro il 2 novembre 2026, con la dichiarazione o in modo autonomo.

Fonti

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Posso aderire se sono in regime forfettario?

No. Il concordato è riservato a chi applica gli ISA: i forfettari ne sono esclusi, e la sperimentazione a loro dedicata valeva solo per il 2024. È escluso anche chi aderisce al forfettario nel primo anno del biennio (2026); chi ci passa nel 2027 vede cessare il concordato da quell'anno.

Se il fatturato crolla, devo comunque pagare sul reddito concordato?

Di regola sì. Il concordato cessa solo se il reddito effettivo scende di oltre il 30% sotto quello concordato a causa di una delle circostanze eccezionali del DM 11 maggio 2026 (calamità con stato di emergenza, danni ai locali, liquidazione, affitto dell'unica azienda, sospensione dell'attività, effetti della crisi in Medio Oriente con prezzi in aumento oltre il 5%). Un calo per ragioni di mercato non basta.

Chi calcola la proposta e su quali dati?

La calcola l'Agenzia delle Entrate sulla base dei dati ISA, delle dichiarazioni pregresse e delle banche dati, secondo la metodologia approvata dal DM 11 maggio 2026.

Entro quando devo decidere?

Entro il 31 ottobre 2026, che cadendo di sabato slitta al 2 novembre 2026, trasmettendo il modello CPB con la dichiarazione REDDITI 2026 o in modo autonomo. Entro la stessa data si può revocare l'adesione già inviata.

Ho aderito per il 2024-2025: posso rinnovare per il 2026-2027?

Sì, se hai mantenuto i requisiti e non sono sorte cause di esclusione. Chi rinnova non paga la maggiorazione degli acconti, ha soglie più alte per l'esonero dal visto di conformità (100.000 euro IVA, 70.000 euro imposte dirette e IRAP), può rateizzare saldo e acconti senza interessi e può regolarizzare le annualità 2020-2023 con un'imposta sostitutiva.

Ho aderito per il 2025-2026: devo fare qualcosa entro il 2 novembre?

No: il tuo biennio è ancora in corso e copre anche il 2026. Potrai valutare il rinnovo per il biennio 2027-2028.

Quanto si paga sul reddito concordato più alto di quello del 2025?

Sulla differenza si può applicare un'imposta sostitutiva del 10% con ISA da 8 in su, del 12% con ISA da 6 a meno di 8 e del 15% con ISA sotto 6, fino a 85.000 euro di eccedenza. Oltre quella cifra si applica il 43% per i soggetti IRPEF e il 24% per i soggetti IRES.

Si può aderire per un solo anno?

No: la proposta riguarda insieme il 2026 e il 2027. Il concordato può interrompersi prima solo per le cause di cessazione (ad esempio chiusura o cambio di attività con un ISA diverso) o di decadenza previste dalla legge.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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