Art. 717 c.p.p. – Audizione della persona sottoposta a una misura coercitiva
In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)
1. Quando è stata applicata una misura coercitiva a norma degli artt. 714, 715 e 716, il presidente della Corte di Appello, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura ovvero dalla convalida prevista dall’art. 716, provvede all’identificazione della persona e ne raccoglie l’eventuale consenso all’estradizione facendone menzione nel verbale (202 att.).
2. Al fine di provvedere agli adempimenti previsti dal comma 1, il presidente della Corte di Appello invita l’interessato a nominare un difensore di fiducia designando, in difetto di tale nomina, un difensore di ufficio a norma dell’art. 97 comma 3. Il difensore deve essere avvisato, almeno ventiquattro ore prima, della data fissata per i predetti adempimenti e ha diritto di assistervi.
In sintesi
Il presidente della Corte d'Appello deve identificare la persona e raccogliere il suo consenso all'estradizione entro cinque giorni dall'arresto o dalla convalida.
Ratio
L'art. 717 disciplina un momento cruciale della procedura estradizionale: il contatto diretto tra la persona ricercata e la magistratura italiana. Prima che la Corte di Appello si pronuncia sulla fondatezza della domanda, il presidente della Corte raccoglie l'identificazione della persona (verificando che sia effettivamente colei per la quale la domanda è presentata) e il suo eventuale consenso all'estradizione. Se la persona consente spontaneamente, la procedura può abbreviarsi significativamente; se nega il consenso, la procedura ordinaria prosegue. È un meccanismo di garanzia della persona e di celerità processuale simultaneamente.
Analisi
L'articolo contiene due commi. Il comma 1 stabilisce che il presidente della Corte di Appello, una volta applicata una misura coercitiva secondo gli artt. 714, 715 o 716, al più presto e comunque entro cinque giorni dall'esecuzione della misura ovvero dalla convalida (art. 716), provvede a: (a) identificazione della persona; (b) raccolta del consenso all'estradizione, con menzione nel verbale secondo l'art. 202 c.p.p. (disposizioni sulla raccolta del consenso).
Il comma 2 descrive le garanzie procedurali: il presidente invita l'interessato a nominare un difensore di fiducia; in difetto di tale nomina, designa un difensore di ufficio secondo l'art. 97 comma 3. Il difensore deve essere avvisato almeno ventiquattro ore prima della data fissata per i predetti adempimenti (identificazione e raccolta del consenso) e ha diritto di assistervi. La presenza del difensore durante questi adempimenti è inderogabile.
Quando si applica
Tizio, cittadino ecuadoriano ricercato per traffico di droga, è arrestato dalla polizia in Italia (art. 716). Entro 96 ore, il presidente della Corte di Appello di Napoli convalida l'arresto e dispone custodia cautelare. Entro cinque giorni dal fermo originario, il presidente convoca Tizio presso gli uffici della Corte per identificarlo e raccogliere il suo consenso. L'Ufficio della Corte comunica a Tizio (in lingua a lui comprensibile) di nominare un avvocato. Tizio non ha denaro; il presidente designa d'ufficio un avvocato del turno. L'avvocato è avvisato almeno 24 ore prima dell'audizione. Nel giorno stabilito, Tizio, il presidente, e l'avvocato si incontrano. Il presidente verifica che Tizio è effettivamente la persona ricercata dall'Ecuador, poi lo interroga: "Consenti all'estradizione verso l'Ecuador?" Se Tizio consente, il verbale lo attesta; se nega, il procedimento ordinario della Corte d'Appello prosegue.
Un secondo caso: Caio, dirigente pubblico turco, è messo a disposizione della Corte di Appello di Palermo per estradizione verso la Turchia per peculato. Entro cinque giorni dalla convalida (art. 716), il presidente di Palermo lo convoca per identificarlo. Caio, che ha risorse economiche, nomina un suo legale di fiducia. La Corte comunica al legale almeno 24 ore prima della data. Nell'audizione, il presidente riceve dalle mani di Caio una dichiarazione scritta: Caio acconsente all'estradizione, preferendo accelerare il processo in Turchia piuttosto che dilazionare la procedura italiana. Il verbale è redatto, firmato da Caio e dal suo legale, e sottoscritto dal presidente.
Connessioni
L'articolo rinvia all'art. 202 c.p.p. (raccolta del consenso), all'art. 97 comma 3 (nomina del difensore di ufficio), agli artt. 714, 715, 716 (applicazione delle misure coercitive). Collegati sono l'art. 710 (estensione dell'estradizione) e l'art. 718 (revoca e sostituzione delle misure). Nel diritto internazionale, il principio della raccolta del consenso è standard nelle procedure di cooperazione penale (Mandato di arresto europeo).
Domande frequenti
Dopo essere stato arrestato per estradizione, quando mi fanno l'identificazione?
Secondo l'art. 717, il presidente della Corte d'Appello deve farvi l'identificazione entro cinque giorni dall'arresto o dalla convalida dell'arresto. Questa è una garanzia per verificare che siate effettivamente la persona ricercata.
Se non do il consenso all'estradizione, la Corte comunque mi estrada?
Il mancato consenso non blocca l'estradizione. La Corte di Appello continua la valutazione della domanda secondo le norme ordinarie. Il vostro consenso (o dissenso) è un dato nel fascicolo, ma non vincolante per il giudice.
Posso avere un avvocato durante questa audizione per l'identificazione e il consenso?
Sì, obbligatoriamente. Secondo l'art. 717 comma 2, potete nominare un vostro avvocato di fiducia o ve ne designerà uno d'ufficio. L'avvocato deve essere avvisato almeno 24 ore prima e ha diritto di assistervi.
Se do il consenso all'estradizione, posso poi cambiare idea?
Teoricamente, il consenso è irrevocabile una volta raccolto nel verbale. Tuttavia, se insorgono circostanze nuove (es. rischi di tortura o violazione di diritti umani nel Paese richiedente), potete impugnare la sentenza della Corte di Appello.
Se non parlo italiano, come mi spiegano i miei diritti?
La Corte è tenuta a fornire un interprete. Secondo l'art. 717, l'audizione deve avvenire in modo che comprendiate chiaramente i vostri diritti e le implicazioni del consenso (o dissenso) all'estradizione.