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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 677 c.p.p. – Competenza per territorio

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La competenza a conoscere le materie attribuite alla magistratura di sorveglianza appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che hanno giurisdizione sull’istituto di prevenzione o di pena in cui si trova l’interessato all’atto della richiesta, della proposta o dell’inizio di ufficio del procedimento.

2. Quando l’interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l’interessato ha la residenza o il domicilio. Se la competenza non può essere determinata secondo il criterio sopra indicato, essa appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna, di proscioglimento o di non luogo a procedere (425), e, nel caso di più sentenze di condanna o di proscioglimento al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile (648) per ultima.

In sintesi

  • La competenza territoriale appartiene al giudice di sorveglianza dove si trova l'istituto di pena o prevenzione in cui è detenuto l'interessato
  • Se non detenuto, la competenza è del giudice della residenza o domicilio dell'interessato
  • Se competenza non determinabile, spetta al giudice della sentenza di condanna divenuta irrevocabile
  • In caso di più sentenze, competenza del giudice dove fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile per ultima

Competenza territoriale del tribunale e magistrato di sorveglianza, basata sulla residenza, domicilio o sede della struttura detentiva.

Ratio

L'articolo 677 disciplina la competenza territoriale della magistratura di sorveglianza, che è decentralizzata su tutto il territorio nazionale presso tribunali e magistrati ordinari. Il criterio principale è quello della territorialità: il giudice competente è quello fisicamente più vicino al luogo di esecuzione (struttura detentiva) o al luogo di residenza dell'interessato se libero. Questo permette una più efficace vigilanza sulla esecuzione e una continuità amministrativa della rieducazione del condannato.

La ratio è anche quella di evitare controversie jurisdizionali frequenti, stabilendo criteri predeterminati e gerarchici di assegnazione della competenza.

Analisi

L'articolo si articola in due commi. Il primo comma stabilisce che la competenza su materie di sorveglianza appartiene al tribunale o magistrato di sorveglianza che hanno giurisdizione sull'istituto (carcere, casa circondariale, OPG - oggi strutture psichiatriche giudiziarie, etc.) dove l'interessato si trova al momento della richiesta, proposta o inizio della procedura d'ufficio.

Il secondo comma prevede il regime per quando l'interessato non è detenuto: competenza appartiene al tribunale o magistrato del luogo della residenza o domicilio. Se neppure questo è determinabile, spetta al giudice della sentenza di condanna, di proscioglimento o di non luogo a procedere. In caso di più sentenze, è competente il giudice della sentenza che è divenuta irrevocabile per ultima.

La gerarchia è dunque: 1) luogo della struttura detentiva; 2) residenza/domicilio se non detenuto; 3) luogo della sentenza; 4) se più sentenze, quella divenuta irrevocabile per ultima.

Quando si applica

Applicazione concreta: un detenuto presenta richiesta di beneficio di liberazione condizionale mentre è in carcere a Milano, ma ha domicilio a Roma. Competenza del giudice di sorveglianza di Milano, dove si trova la struttura. Se il detenuto viene trasferito da Milano a Roma, se emerge una richiesta di beneficio mentre è in transito o dopo il trasferimento, cambia la competenza territoriale al giudice di sorveglianza di Roma.

Caso pratico: imputato assolto con non luogo a procedere per prescrizione risiede a Napoli, ma la sentenza è stata pronunciata da tribunale di Torino. Tranne situazioni di misure di sicurezza urgenti, la competenza per decidere su eventuali contestazioni successivamente è del giudice di sorveglianza di Napoli (sede della residenza).

Connessioni

L'articolo 677 rimanda all'art. 665 c.p.p. (competenza generale del giudice dell'esecuzione), art. 425 c.p.p. (sentenze di proscioglimento e non luogo a procedere), art. 648 c.p.p. (sentenza divenuta irrevocabile), e agli articoli che disciplinano i singoli istituti di sorveglianza (liberazione condizionale, affidamento in prova, misure di sicurezza, etc.).

Coordina inoltre con le norme sulla giurisdizione ordinaria nei codici di rito, in particolare i criteri generali di competenza territoriale.

Domande frequenti

Se cambio domicilio durante l'esecuzione della pena, cambia la competenza territoriale del giudice di sorveglianza?

Dipende se sei detenuto o meno. Se sei ancora in carcere, la competenza rimane quella dell'istituto dove sei detenuto. Se sei stato liberato e sei sottoposto a controlli di sorveglianza o a misure alternative, la competenza può trasferirsi al giudice della nuova residenza o domicilio. È opportuno comunicare il cambio di domicilio al giudice di sorveglianza competente per evitare ritardi nelle procedure.

Come faccio a sapere quale giudice di sorveglianza è competente per la mia situazione?

Puoi verificarlo contattando l'ufficio del giudice di sorveglianza della provincia dove sei detenuto (se detenuto) o dove risiedi (se libero). Il tuo difensore può verificare la competenza basandosi sul fascicolo processuale e sulle indicazioni nel dispositivo della sentenza di condanna.

Se vengo trasferito da una struttura detentiva a un'altra, devo ripresentare le mie richieste di benefici al nuovo giudice di sorveglianza?

No, è il procedimento che segue la struttura dove sei trasferito. Se una richiesta di beneficio era già stata presentata e stava procedendo, continua davanti al nuovo giudice di sorveglianza (quello della nuova struttura). Non devi ripresentare la richiesta, ma il fascicolo deve essere trasferito nel nuovo ambito territoriale.

Se ho una sentenza di condanna nulla, quale giudice di sorveglianza è competente per le questioni di competenza?

La sentenza nulla non produce effetti esecutivi finché la nullità non è dichiarata. Fino a quel momento, rimane competente il giudice ordinario che ha emesso la sentenza, non il giudice di sorveglianza. Una volta dichiarata la nullità, la competenza può tornare al giudice ordinario per la riesame del merito.

In quale provincia devo cercare il giudice di sorveglianza se sono stato condannato in una provincia ma sono detenuto in un'altra?

Devi cercare il giudice di sorveglianza della provincia dove sei detenuto, non dove sei stato condannato. Questo è il criterio prioritario dell'art. 677 comma 1. Solo se non sei detenuto, la competenza torna alla provincia dove risiedi o al luogo della sentenza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.