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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 55 C.d.S. – Filoveicoli
Testo vigente – D.Lgs. 285/1992 (aggiornato da Normattiva)
1. I filoveicoli sono veicoli a motore elettrico non vincolati da rotaie e collegati a una linea aerea di contatto per l’alimentazione;
sono consentite la installazione a bordo di un motore ausiliario di trazione, non necessariamente elettrico, e l’alimentazione dei motori da una sorgente ausiliaria di energia elettrica.
2. I filoveicoli possono essere distinti, compatibilmente con le loro caratteristiche, nelle categorie previste dall’art. 54 per gli autoveicoli.
Vedi anche
→CdS art. 54 - Articolo 54 Codice della Strada: Autoveicoli→CdS art. 56 - Articolo 56 Codice della Strada: Rimorchi→T.U. Pubb. Impiego art. 1 - Art. 1 TUPI - Finalità ed ambito di applicazione→T.U. Immigrazione art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 286/1998 - Ambito di applicazione→D.Lgs. 36/2023 art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 36/2023 - Principio del risultato→Articolo 53 Codice della Strada: Motoveicoli→Articolo 57 Codice della Strada: Macchine agricole→Articolo 52 Codice della Strada: Ciclomotori→Articolo 58 Codice della Strada: Macchine operatrici→Art. 51 Codice della Strada: Slitte→Articolo 59 Codice della Strada: Veicoli con caratteristiche atipiche→Articolo 50 Codice della Strada: Velocipedi
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 55 C.d.S. definisce i filoveicoli come veicoli elettrici non su rotaie, alimentati da linea aerea, con possibilità di motore ausiliario.
Ratio
L'articolo 55 del Codice della Strada disciplina i filoveicoli, ossia veicoli a motore elettrico non vincolati a rotaie e alimentati mediante una linea aerea di contatto. La norma riconosce come categoria autonoma i filoveicoli, storicamente diffusi in ambito urbano per il trasporto pubblico (filobus), e ammette la possibilità di installazione di motori ausiliari non elettrici e alimentazione da fonti ausiliarie di energia. Questa disposizione consente l'adattamento della tecnologia filoveicolare a contesti moderni, dove la dipendenza esclusiva dalla linea aerea potrebbe risultare impraticabile.
Analisi
Il comma 1 stabilisce la definizione di filoveicolo: un veicolo a motore elettrico, non vincolato da rotaie, collegato a una linea aerea di contatto per l'alimentazione. Questa definizione esclude i tram (vincolati da rotaie) e sottolinea la natura non terrestre della propulsione primaria. La norma consente inoltre l'installazione a bordo di un motore ausiliario di trazione non necessariamente elettrico (ad esempio, motore a combustione interna), consentendo al filoveicolo di proseguire anche in assenza di linea aerea di contatto, e l'alimentazione da una sorgente ausiliaria di energia elettrica (ad esempio, batteria). Questa flessibilità è fondamentale per le operazioni urbane moderne, dove i filoveicoli devono talvolta abbandonare il percorso aereo per accedere a terminali di carica o depositi. Il comma 2 stabilisce che i filoveicoli possono essere classificati nelle medesime categorie previste per gli autoveicoli (art. 54), consentendo di applicare a filoveicoli classificazioni quali «autobus», «autocarro», «autovettura», ecc. Questa equiparazione normativi consente l'applicazione harmonica di prescrizioni tecniche.
Quando si applica
Questa norma si applica nella disciplina del trasporto pubblico urbano con filoveicoli, nonché in contesti dove si utilizzi tecnologia filoveicolare. Una società di trasporto pubblico che intenda acquisire filoveicoli per una linea urbana deve verificare la conformità dei mezzi alle prescrizioni dell'articolo 55 e successivi. Un operatore che intenda modificare un filoveicolo aggiungendo un motore ausiliario deve assicurarsi che la modifica non alteri la classificazione merceologica del veicolo e che rimanga conforme alle prescrizioni di omologazione.
Connessioni
L'articolo 55 è complementare agli articoli 53 (motoveicoli) e 54 (autoveicoli), fornendo una categoria distinta per i filoveicoli. Mentre motoveicoli e autoveicoli sono alimentati da combustibili tradizionali o batterie, i filoveicoli dipendono primariamente dall'alimentazione aerea. L'articolo rimanda all'articolo 54 per la classificazione delle categorie, e implicitamente agli articoli 71 e 75 per le prescrizioni tecniche e l'omologazione. La norma si situa all'interno della disciplina complessiva dei veicoli a motore del Codice della Strada.
Prassi dell'Agenzia delle Entrate
Ministero Infrastrutture e Trasporti
Casi pratici
Caso 1: Tizio e l'incidente con il filobus fuori rete
Tizio, alla guida della propria autovettura, viene tamponato da un filobus della linea urbana che, avendo disinserito la rete aerea per aggirare un cantiere stradale, stava procedendo in modalità ausiliaria a batteria. Tizio sostiene che il mezzo, circolando senza il collegamento alla linea aerea, non fosse un filoveicolo ai sensi dell'art. 55 C.d.S. ma un comune autobus, con differenti criteri di responsabilità. La tesi è infondata: l'art. 55, comma 1, consente espressamente l'alimentazione da sorgente ausiliaria, sicché il veicolo mantiene la qualifica di filoveicolo indipendentemente dalla modalità di alimentazione in uso al momento del sinistro. La responsabilità del gestore resta quella del vettore-custode ex artt. 1681 e 2051 c.c.
Caso 2: Caio e la classificazione del filobus per omologazione
Caio è funzionario della Motorizzazione Civile chiamato a omologare un nuovo modello di filobus urbano a pianale ribassato con motore ausiliario diesel per percorrenze «off-wire» fino a 15 km. Deve stabilire in quale categoria dell'art. 54 C.d.S. ricada il veicolo ai fini dell'immatricolazione. In applicazione dell'art. 55, comma 2, Caio verifica la compatibilità delle caratteristiche tecniche (capacità oltre 9 posti, uso pubblico di linea) con la categoria «autobus» di cui all'art. 54, comma 1, lett. b), e procede all'omologazione in tale categoria, applicando le norme tecniche previste dal D.M. 18 luglio 1997 per gli autobus adibiti a servizio di linea.
Caso 3: Sempronio e la responsabilità per caduta del pantografo
Sempronio, pedone, viene colpito da un pantografo distaccatosi da un filobus in transito e cade riportando lesioni. Il gestore del servizio eccepisce che il pantografo è parte dell'infrastruttura e non del veicolo, invocando la disciplina delle strade (art. 14 C.d.S.) anziché quella dei veicoli. Il giudice, richiamando la definizione di filoveicolo ex art. 55, comma 1, che individua il collegamento alla linea aerea come elemento essenziale e costitutivo del mezzo, qualifica il pantografo come componente funzionale del filoveicolo, con conseguente applicazione della presunzione di responsabilità del custode-gestore ex art. 2051 c.c. e liquidazione del danno in favore di Sempronio.
Domande frequenti
Che cosa prevede l'articolo 55 del Codice della Strada?
L'art. 55 C.d.S. definisce i filoveicoli come veicoli a motore elettrico non vincolati a rotaie, collegati a una linea aerea di contatto per l'alimentazione. La norma consente anche l'uso di un motore ausiliario (anche non elettrico) e di sorgenti ausiliarie di energia elettrica, e prevede che i filoveicoli possano essere classificati nelle stesse categorie degli autoveicoli ex art. 54, compatibilmente con le loro caratteristiche tecniche.
Qual è la differenza tra filoveicoli e tram secondo il codice della strada?
La differenza fondamentale, sancita dall'art. 55 C.d.S., è che i filoveicoli (filobus) non sono vincolati da rotaie: circolano su strada come normali autobus, pur ricevendo l'energia da una linea aerea. I tram, invece, scorrono su rotaie e sono disciplinati separatamente dall'art. 53 C.d.S. come veicoli a trazione elettrica su rotaia.
Come si classificano i filoveicoli rispetto agli art. 53, 54 e 55 del Codice della Strada?
Gli artt. 53-55 C.d.S. formano il sistema di classificazione dei veicoli stradali: l'art. 53 elenca le macro-categorie (veicoli a trazione animale, velocipedi, autoveicoli, ecc.); l'art. 54 classifica gli autoveicoli in sottocategorie (autovetture, autobus, autocarri, ecc.); l'art. 55 individua i filoveicoli come categoria autonoma, ma rinvia all'art. 54 per la classificazione di dettaglio in quanto compatibile.
Cosa prevede il regolamento di esecuzione del Codice della Strada per i filoveicoli (art. 55)?
Il regolamento di esecuzione del C.d.S. (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) non dedica una norma specifica ai filoveicoli, ma le disposizioni relative agli autobus (artt. 217 e ss. del Reg.) si applicano per analogia in forza del rinvio contenuto nell'art. 55, comma 2, C.d.S. Ulteriori prescrizioni tecniche sono contenute nei decreti ministeriali di omologazione emanati dal MIT.
Un filobus che circola senza la linea aerea (modalità batteria) è ancora un filoveicolo ai sensi dell'art. 55 C.d.S.?
Sì. L'art. 55, comma 1, C.d.S. prevede espressamente la possibilità di alimentare i motori da una sorgente ausiliaria di energia elettrica (es. batterie) e di installare un motore ausiliario di trazione. La qualificazione giuridica del veicolo come filoveicolo non dipende dalla modalità di alimentazione in uso in un dato momento, ma dalle caratteristiche strutturali del mezzo.
Fonti consultate: 1 fonte verificate