← Torna a Codice Penale
Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 371-ter c.p. False dichiarazioni al difensore

In vigore dal 1° luglio 1931

Nelle ipotesi previste dall’articolo 391-bis, commi 1 e 2, del codice di procedura penale, chiunque, non essendosi avvalso della facoltà di cui alla lettera d) del comma 3 del medesimo articolo, rende dichiarazioni false è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Il procedimento penale resta sospeso fino a quando nel procedimento nel corso del quale sono state assunte le dichiarazioni sia stata pronunciata sentenza di primo grado ovvero il procedimento sia stato anteriormente definito con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere.

In sintesi

  • Reato: falsa dichiarazione resa al difensore durante le indagini difensive disciplinate dall'art. 391-bis CPC
  • Sanzione: reclusione fino a 4 anni (uguale a art. 371-bis per false informazioni al PM)
  • Si applica solo se il dichiarante non ha esercitato la facoltà di non rispondere (lettera d, comma 3, art. 391-bis)
  • Sospensione procedimentale: il procedimento rimane sospeso fino a sentenza di primo grado nel procedimento principale

Chi rende false dichiarazioni al difensore durante investigazione difensiva (art. 391-bis CPC) è punito con reclusione fino a 4 anni; procedimento rimane sospeso.

Ratio

L'articolo, aggiunto più recentemente (riforma 2003), estende la tutela della verità investigativa anche alla fase di investigazione difensiva. In precedenza, solo le false informazioni fornite al PM erano punite. Con l'art. 391-bis CPC, introdotto parallelamente, il difensore (avvocato dell'imputato, parte civile, o altri) acquisisce facoltà di investigazione diretta: può convocare persone, chiedere informazioni, etc. La parità tra PM e difensore nel compiere indagini richiede identica tutela della verità. Chiunque fornisca false dichiarazioni al difensore (quando non eserciti il diritto di non rispondere) integra reato medesimo all'art. 371-bis, cioè reclusione fino a 4 anni. La sospensione procedimentale parallelizza la protezione tra investigazione pubblica e investigazione difensiva.

Analisi

Il primo comma disciplina il reato: chiunque, «nelle ipotesi previste dall'articolo 391-bis, commi 1 e 2, del codice di procedura penale», rende «dichiarazioni false» è punito con reclusione fino a 4 anni. L'elemento cruciale è il rinvio all'art. 391-bis CPC, che regola l'investigazione difensiva: il difensore può acquisire informazioni dirette da persone (non terzi, ma potenziali testimoni). A differenza del PM, il difensore non ha potere coercitivo; la persona può rifiutarsi. Tuttavia, se accetta e fornisce informazioni, la falsità è reato. Il comma specifica: «non essendosi avvalso della facoltà di cui alla lettera d) del comma 3 del medesimo articolo», cioè il dichiarante non ha esercitato il diritto di non rispondere (facoltà che l'art. 391-bis comma 3 lettera d) esplicitamente riconosce). Se la persona aveva facoltà di non rispondere ma sceglie di mentire, è reato. Il secondo comma introduce sospensione procedimentale: il procedimento rimane «sospeso» fino a sentenza di primo grado nel procedimento principale (identico meccanismo dell'art. 371-bis comma 2).

Quando si applica

Caso 1: Tizio è imputato di frode. Il suo difensore, esercitando poteri di investigazione difensiva ex art. 391-bis CPC, contatta Caio (potenziale testimone) per chiedere informazioni sul contratto fraudolento. Caio accetta di parlare ma fornisce versione falsa della dinamica (falsamente favorevole a Tizio, per corruzione). Caio ha integrato l'art. 371-ter. Reclusione fino a 4 anni. Caso 2: Sempronio è testimone rilevante in un procedimento di violenza sessuale. L'avvocato della persona imputata lo contatta per investigazione difensiva. Sempronio, non volendo cooperare ma volendo aiutare l'imputato, mente sugli orari dell'evento. Se Sempronio aveva facoltà di non rispondere ma sceglie di rispondere falsamente, integra l'art. 371-ter.

Connessioni

L'art. 371-ter è gemello dell'art. 371-bis, ma riguarda la controparte (investigazione difensiva) anziché il PM. Entrambi hanno identica sanzione (reclusione fino a 4 anni) e meccanismo di sospensione procedimentale. L'art. 371-ter rinvia esplicitamente all'art. 391-bis CPC, che è la norma processuale che disciplina investigazione difensiva nel processo penale (non civile). La facoltà di non rispondere è specificata nell'art. 391-bis comma 3 lettera d) CPC: la persona ha diritto di rifiutarsi di rispondere, a differenza di fronte al PM (dove può rifiutarsi). Se rifiuta dinanzi al difensore, non è reato; se mente, è reato. Si collega indirettamente all'art. 372 c.p. (falsa testimonianza) che copre la deposizione formale in dibattimento, reato più grave (fino a 12 anni).

Domande frequenti

Se il difensore mi chiede informazioni, devo rispondere?

No, hai il diritto di non rispondere. Ma se scegli di rispondere, devi essere veritiero. Le false dichiarazioni sono reato (art. 371-ter). La facoltà di rifiuto è esplicita nell'art. 391-bis comma 3 lettera d) CPC.

Qual è la differenza tra art. 371-bis (false informazioni al PM) e art. 371-ter (false dichiarazioni al difensore)?

Sono identici nella struttura e nella sanzione (reclusione fino a 4 anni). La differenza è il destinatario: art. 371-bis riguarda il PM (investigazione pubblica); art. 371-ter riguarda il difensore (investigazione privata/difensiva).

Se mi rifiuto di rispondere al difensore, è reato?

No. L'art. 371-ter presuppone che tu non abbia esercitato il diritto di non rispondere. Se legittimamente rifiuti, non integri reato. Solo se accetti e menti, è reato.

Qual è la sanzione esatta?

Reclusione fino a 4 anni (non multa). Se mi retraggo, il procedimento rimane sospeso fino a sentenza di primo grado nel procedimento principale, con possibilità di riattivazione successiva.

Che cosa succede se il procedimento principale finisce prima della mia sentenza?

Se il procedimento principale si chiude con sentenza di primo grado (indipendentemente dall'esito), il procedimento sospeso contro di me riprende. A quel punto, procede normalmente verso la mia eventuale condanna.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.