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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 281-ter c.p.c. – Poteri istruttori del giudice

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Il giudice può disporre d’ufficio la prova testimoniale formulandone i capitoli, quando le parti nella esposizione dei fatti si sono riferite a persone che appaiono in grado di conoscere la verità.

In sintesi

  • Potere d'ufficio del giudice di disporre prova testimoniale
  • Presupposto: le parti hanno riferito a persone che sembrano conoscere i fatti
  • Giudice formula autonomamente i capitoli della prova
  • Intenzione è di ricerca della verità materiale
  • Espressione del principio del giudice attivo nell'istruzione probatoria

Il giudice può disporre d'ufficio la prova testimoniale formulandone i capitoli quando le parti hanno menzionato persone in grado di conoscere i fatti.

Ratio

L'articolo 281-ter sancisce un potere importante del giudice monocratico in tema di istruzione probatoria. Il fondamento normativo risiede nell'esigenza di consentire al giudice di completare autonomamente l'istruzione quando le parti non abbiano richiesto l'assunzione di una prova testimoniale pur avendo citato persone che potrebbero fornire testimonianza rilevante. È espressione della concezione moderna che attribuisce al giudice un ruolo attivo nella ricerca della verità, non limitato a quello di arbitro tra le richieste istruttorie delle parti.

Analisi

Il testo prevede due elementi: primo, il giudice può disporre "d'ufficio" la prova testimoniale, cioè senza necessità di istanza di parte; secondo, questo potere è subordinato a un presupposto di fatto: "quando le parti nella esposizione dei fatti si sono riferite a persone che appaiono in grado di conoscere la verità". La formula "appaiono in grado di conoscere" non richiede certezza, ma solo un'apparenza ragionevole di competenza. Il giudice formula autonomamente i "capitoli" (le domande) della prova testimoniale, senza delegare questa scelta alle parti.

Quando si applica

La norma si applica quando: (a) le parti hanno narrato fatti della causa e hanno citato terze persone come conoscitori di quei fatti; (b) il giudice ritiene ragionevolmente che quelle persone possano fornire testimonianza rilevante; (c) nessuna delle parti ha chiesto l'assunzione della prova testimoniale. Esempio tipico: Tizio dichiara "Caio mi ha detto che..." riferendosi a una conversazione. Se Caio non è stato citato come teste dalle parti, il giudice può disporre che Caio sia sentito come testimone per verificare la veridicità di quanto sostenuto. È un meccanismo di completamento probatorio.

Connessioni

L'articolo si collega al principio generale dell'articolo 113 c.p.c. (poteri istruttori d'ufficio del giudice), specificato per il procedimento monocratico. Si ricollega all'articolo 210 c.p.c. (assunzione della prova testimoniale), alle regole sulla formulazione dei capitoli di prova (artt. 228-229), alla facoltà delle parti di offrire prove (articoli 184-185). Si connette anche ai principi costituzionali sulla ricerca della verità (articolo 24 Costituzione, diritto al contraddittorio).

Domande frequenti

Il giudice può disporre la prova testimoniale anche se nessuna parte la chiede?

Sì, se le parti hanno citato persone che appaiono in grado di conoscere fatti rilevanti per la causa. È un potere d'ufficio del giudice, che non richiede istanza di parte.

Il giudice che formula i capitoli di prova può essere parziale?

Teoricamente, il rischio esiste. Per questo il codice riconosce alle parti il diritto di contro-esaminare il testimone (articolo 245). Il giudice deve formulare capitoli chiari e neutrali, volti a verificare i fatti, non a propugnare una tesi processuale.

Se il giudice dispone prova testimoniale d'ufficio, le parti possono aggiungere loro capitoli?

Il codice non è esplicito. Tuttavia, il principio del contraddittorio (articolo 24 Costituzione) suggerisce che le parti debbano avere occasione di aggiungere domande integrative. È buona pratica del giudice invitare le parti a proporre capitoli supplementari.

Cosa succede se il giudice dispone una prova testimoniale che le parti non volevano?

Le parti non possono ricorrere immediata per questa decisione (ordinanza). Tuttavia, possono contestare in appello la sentenza finale, sostenendo che la prova era irrilevante o che il giudice ha violato il diritto al contraddittorio.

Il potere d'ufficio di cui all'articolo 281-ter si applica solo alla prova testimoniale?

L'articolo parla specificamente di prova testimoniale. Ma l'articolo 113 c.p.c. consente al giudice di disporre d'ufficio altre prove (ispezione giudiziale, consulenza tecnica). L'articolo 281-ter è una specificazione di questo principio più generale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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