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Art. 2699 c.c. Atto pubblico
In vigore dal 19/04/1942
L’atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Il ruolo dell'atto pubblico nel sistema delle prove documentali
L'articolo 2699 del Codice Civile apre la disciplina dell'atto pubblico, prima delle forme della prova documentale per affidabilita' e per ampiezza degli effetti probatori. Il documento e' definito attraverso tre elementi essenziali, ciascuno dei quali concorre a garantirne l'autorevolezza: la redazione da parte di un pubblico ufficiale, l'osservanza delle formalita' prescritte dalla legge, la competenza del pubblico ufficiale a conferire pubblica fede nel luogo di formazione.
Il pubblico ufficiale e la pubblica fede
La figura paradigmatica e' quella del notaio, professionista al quale l'ordinamento riconosce la funzione di documentazione qualificata. Esistono pero' altri pubblici ufficiali autorizzati ad attribuire pubblica fede a determinati atti: ufficiali di stato civile per gli atti di nascita, morte, matrimonio; segretari comunali e diplomatici per specifici documenti; cancellieri giudiziari per i verbali; ufficiali giudiziari per i propri atti. Il tratto comune e' che la legge attribuisce loro la potesta' di attestare, con valore di pubblica fede, la provenienza dell'atto e quanto in esso e' constatato.
Le “richieste formalita'”
Il riferimento alle formalita' prescritte richiama tutte le regole tecniche che disciplinano la redazione dell'atto: per l'atto notarile, ad esempio, sono dettate dalla legge notarile (R.D. 89/1913) e comprendono la presenza personale delle parti, l'eventuale presenza di testimoni, la lettura dell'atto, la sottoscrizione, l'indicazione di luogo e data, la verifica dell'identita' dei comparenti. L'inosservanza di tali formalita' puo' degradare l'atto pubblico ad atto privo di tale qualifica, con perdita della relativa efficacia probatoria qualificata.
Il limite della competenza territoriale
L'inciso “nel luogo dove l'atto e' formato” non e' un dettaglio: la pubblica fede e' connessa alla competenza territoriale del pubblico ufficiale. Il notaio puo' rogare atti solo all'interno della propria sede di competenza (oggi il distretto notarile e i collegamenti previsti dalla legge), il segretario comunale solo per il proprio comune, l'ufficiale di stato civile solo nell'ambito del proprio ufficio. Un atto formato fuori dai limiti di competenza territoriale del pubblico ufficiale puo' risultare nullo o degradato a scrittura privata.
Effetti probatori e prassi
L'art. 2700 c.c. precisa che l'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza dal pubblico ufficiale, delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti. E' il massimo livello di efficacia probatoria del nostro ordinamento. Tizio che intenda far valere il contratto stipulato da Caio in atto notarile lo fara' con la sicurezza che la prova della provenienza e del contenuto non potra' essere contestata se non con la specifica procedura della querela di falso, che richiede prova rigorosa.
Quando si impone la forma pubblica
La forma dell'atto pubblico e' richiesta dalla legge a pena di nullita' in numerose ipotesi: donazioni, contratti per costituire o modificare societa' di capitali, costituzione di fondi patrimoniali, convenzioni matrimoniali, atti unilaterali tra vivi a contenuto patrimoniale di particolare rilievo. In molti altri casi e' invece scelta volontaria delle parti, che possono preferire la maggiore certezza giuridica e probatoria offerta dall'atto pubblico rispetto alla scrittura privata.
Domande frequenti
Chi puo' redigere un atto pubblico?
Il notaio in via primaria, e gli altri pubblici ufficiali autorizzati dalla legge ad attribuire pubblica fede a determinati atti, ciascuno nei limiti delle proprie competenze e del proprio territorio.
Quali sono le formalita' richieste per la validita' dell'atto pubblico notarile?
Sono quelle previste dalla legge notarile: identificazione delle parti, eventuali testimoni nei casi prescritti, lettura dell'atto, sottoscrizione di parti e notaio, indicazione di luogo e data, conservazione nei registri notarili.
Cosa accade se il pubblico ufficiale opera fuori dalla propria competenza?
L'atto puo' essere nullo o, in alcune ipotesi, degradare a scrittura privata, perdendo l'efficacia probatoria privilegiata propria dell'atto pubblico.
L'atto pubblico fa sempre piena prova del suo contenuto?
Fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza e di quanto il pubblico ufficiale attesta come avvenuto in sua presenza. Sul contenuto delle dichiarazioni delle parti, l'atto pubblico prova che esse sono state rese, ma non che siano veritiere.
Quando la legge richiede obbligatoriamente l'atto pubblico?
Per donazioni, costituzione di societa' di capitali, convenzioni matrimoniali, fondi patrimoniali e altre fattispecie indicate dalla legge a pena di nullita'. In tutti gli altri casi la forma e' libera e l'atto pubblico e' una scelta delle parti.