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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 217 c.p.p. – Pluralità di ricognizioni

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Quando più persone sono chiamate ad eseguire la ricognizione della medesima persona o del medesimo oggetto, il giudice procede con atti separati, impedendo ogni comunicazione tra chi ha compiuto la ricognizione e coloro che devono ancora eseguirla.

2. Se una stessa persona deve eseguire la ricognizione di più persone o di più oggetti, il giudice provvede, per ogni atto, in modo che la persona o l’oggetto sottoposti a ricognizione siano collocati tra persone od oggetti diversi.

3. Si applicano le disposizioni degli articoli precedenti.

In sintesi

  • Le ricognizioni multiple della stessa persona o oggetto devono svolgersi con atti completamente separati
  • Ogni comunicazione tra chi ha già eseguito ricognizione e chi deve ancora eseguirla è vietata
  • Se una persona riconosce più persone o oggetti, ogni ricognizione è separata e con soggetti diversi
  • Scopo è evitare contaminazione di memoria e suggestioni tra ricognoscenti

Quando più persone eseguono ricognizioni della medesima persona o oggetto, gli atti sono separati e la comunicazione tra ricognoscenti è impedita. Separazione per oggetti multipli.

Ratio

L'articolo 217 affronta il rischio fondamentale di contaminazione di memoria quando più ricognoscenti devono identificare lo stesso soggetto o oggetto. Se il primo ricognoscente comunica il suo risultato al secondo, la memoria del secondo sarà influenzata (suggestione). La norma applica il principio di isolamento dei ricognoscenti per garantire che ogni identificazione sia frutto di memoria autonoma, non condizionata dal risultato altrui.

Analisi

Il comma 1 prescrive: quando più persone sono chiamate a ricognoscere la medesima persona o oggetto, il giudice procede con atti separati, impedendo comunicazioni tra chi ha già eseguito ricognizione e coloro che devono ancora eseguirla. Questo significa tempi diversi, luoghi diversi se necessario, assenza di dialogo. Il comma 2 specifica che se una stessa persona deve eseguire ricognizioni multiple (es., riconoscere tre autori di rapina differenti), ogni ricognizione è fatta con diversi comprimari (tre diversi grouppi di persone), garantendo che il riconoscimento di uno non influenzi i successivi. Il comma 3 rimanda alle norme precedenti per altri adempimenti.

Quando si applica

La norma è cruciale in procedimenti con più testimoni (es., multa rapina in banca, più persone presenti; omicidio in rissa, multiple testimoni). Il giudice deve coordinare tempi e luoghi delle ricognizioni affinché rimangono isolate. Applicazione rigorosa è essenziale per validità probatoria.

Connessioni

Collegato agli artt. 213 c.p.p. (presupposti), 214 c.p.p. (modalità), 215 c.p.p. (cose), 216 c.p.p. (voci/suoni), 392 c.p.p. (incidente probatorio), 181 c.p.p. (nullità), 111 Cost. (contraddittorio). Il principio di isolamento è confermato da ricerca scientifica sulla contaminazione di memoria.

Domande frequenti

Se due ricognoscenti parlano tra loro dopo le ricognizioni, è illegittimo?

La norma proibisce comunicazioni prima e durante le ricognizioni, non dopo. Tuttavia, se la comunicazione posteriore potrebbe influenzare una ricognizione ancora da farsi, il giudice deve vigilare.

Qual è l'intervallo minimo tra ricognizioni multiple della stessa persona?

La legge non specifica intervallo esatto, ma il principio è isolamento. Intervalli significativi (ore, giorni) sono opportuni per garantire autonomia di memoria.

Se più ricognoscenti vedono lo stesso gruppo di comprimari, la ricognizione è nulla?

L'uso degli stessi comprimari per ricognizioni successive non rende automaticamente nulla la ricognizione, ma espone a rischio di contaminazione se non ben gestito dal giudice.

Come procede il giudice se una ricognizione fallisce (ricognoscente non riconosce nessuno)?

Se il ricognoscente non riconosce nessuno, il giudice annota il mancato riconoscimento nel verbale. Questo fatto ha valore probatorio: il ricognoscente non è certo del riconoscimento.

Se un ricognoscente riconosce una persona sbagliata, quale ne sono le conseguenze?

L'errore di ricognizione rimane un fatto probatorio documentato nel processo. Il giudice lo valuta criticamente insieme a tutti gli altri elementi. Non è sanzione per il ricognoscente ma elemento di valutazione della prova.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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