Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 1079 c.c. – Accertamento della servitù e altri provvedimenti di tutela

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Il titolare della servitù può farne riconoscere in giudizio l’esistenza contro chi ne contesta l’esercizio e può far cessare gli eventuali impedimenti e turbative. Può anche chiedere la rimessione delle cose in pristino, oltre il risarcimento dei danni.

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In sintesi

  • Il titolare della servitù può agire in giudizio per far riconoscere l'esistenza del proprio diritto contro chi ne contesta l'esercizio: si tratta dell'actio confessoria servitutis.
  • L'azione consente anche di far cessare impedimenti e turbative al libero esercizio della servitù.
  • Il titolare può chiedere la rimessione in pristino dello stato dei luoghi e il risarcimento del danno subito.
  • L'art. 1079 c.c. è la norma cardine della tutela giurisdizionale dei diritti di servitù.

Commento all'art. 1079 c.c., Azione confessoria di servitù

L'articolo 1079 del Codice Civile disciplina la principale azione a tutela delle servitù prediali: l'actio confessoria servitutis, che ha radici nel diritto romano e costituisce il corrispondente dell'azione negatoria prevista per la proprietà (art. 949 c.c.).

L'azione confessoria ha natura reale e può essere esercitata dal titolare della servitù, siano essi proprietario del fondo dominante, usufruttuario o altro titolare di diritto reale sul fondo stesso, nei confronti di chiunque contesti il diritto o ne impedisca l'esercizio.

La norma prevede tre distinti rimedi cumulabili: l'accertamento dell'esistenza della servitù, la cessazione degli impedimenti e delle turbative, la rimessione in pristino e il risarcimento del danno. Questi rimedi rispecchiano la struttura classica della tutela dei diritti reali: azione dichiarativa, azione inibitoria e azione risarcitoria.

L'onere della prova grava sull'attore, il quale deve dimostrare l'esistenza del titolo costitutivo della servitù (atto negoziale, usucapione, destinazione del padre di famiglia, provvedimento dell'autorità) o, in mancanza di titolo scritto, il possesso continuato ultraventennale idoneo a fondare l'usucapione della servitù (art. 1158 c.c.).

La distinzione tra contestazione e turbativa è rilevante: la contestazione nega in radice l'esistenza del diritto, mentre la turbativa ne ostacola l'esercizio pur non negandolo esplicitamente. In entrambi i casi l'art. 1079 c.c. offre tutela.

Norma correlata: art. 949 c.c. (azione negatoria), art. 1158 c.c. (usucapione delle servitù), artt. 1063-1099 c.c. (disciplina generale delle servitù), art. 2934 c.c. (prescrizione estintiva).

Casi pratici

Caso 1: l'azione confessoria

Caio contesta a Tizio l'esistenza di una servitù di passaggio. Tizio agisce con l'azione confessoria (art. 1079 c.c.) per farne riconoscere in giudizio l'esistenza, far cessare gli impedimenti, ottenere la rimessione in pristino e il risarcimento.

Caso 2: l'onere della prova

Tizio deve provare il titolo costitutivo della servitù (atto, usucapione, destinazione del padre di famiglia) o, in mancanza, il possesso ultraventennale idoneo all'usucapione (art. 1158 c.c.).

Domande frequenti

A cosa serve l'azione confessoria di servitù?

A far riconoscere in giudizio l'esistenza della servitù contro chi ne contesta l'esercizio, far cessare impedimenti e turbative, ottenere rimessione in pristino e risarcimento (art. 1079 c.c.).

Chi può proporla?

Il titolare della servitù: proprietario del fondo dominante, usufruttuario o altro titolare di diritto reale sul fondo.

Quali rimedi offre?

Tre rimedi cumulabili: accertamento del diritto, cessazione di impedimenti/turbative, rimessione in pristino con risarcimento del danno.

Su chi grava l'onere della prova?

Sull'attore, che deve dimostrare il titolo costitutivo o, in mancanza, il possesso continuato idoneo all'usucapione (art. 1158 c.c.).

Che differenza c'è tra contestazione e turbativa?

La contestazione nega in radice l'esistenza del diritto; la turbativa ne ostacola l'esercizio senza negarlo; l'azione confessoria copre entrambe.

Ultimo aggiornamento redazionale: 15 giugno 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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