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Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1081 c.c. Modulo d’acqua

In vigore

Nelle servitù in cui è convenuta ed espressa una costante quantità di acqua, la quantità deve esprimersi in relazione al modulo. Il modulo è l’unità di misura dell’acqua corrente. Esso è un corpo d’acqua che scorre nella costante quantità di cento litri al minuto secondo e si divide in decimi, centesimi e millesimi.

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In sintesi

  • Nelle servitù in cui è pattuita una quantità costante di acqua, questa deve essere espressa in moduli.
  • Il modulo è l'unità di misura dell'acqua corrente: corrisponde a 100 litri al minuto secondo.
  • Il modulo si suddivide in decimi, centesimi e millesimi per consentire la determinazione di quantità minori.
  • La norma garantisce certezza nella misurazione dell'acqua oggetto di servitù, evitando contestazioni tra le parti.

Commento all'art. 1081 c.c. — Modulo d'acqua

L'articolo 1081 del Codice Civile introduce una definizione legale di carattere tecnico-metrologico che svolge una funzione essenziale nella disciplina delle servitù di derivazione d'acqua: fissa l'unità di misura convenzionale — il modulo — per la quantificazione dell'acqua oggetto del diritto.

Il modulo è definito come un corpo d'acqua che scorre nella costante quantità di 100 litri al minuto secondo. Si tratta di una portata volumetrica: non misura la quantità totale di acqua prelevata in un certo periodo, bensì il flusso istantaneo. La scelta di questa unità rispecchia la tradizione idraulica italiana, che risale alle misurazioni delle acque dei canali padani in epoca medievale e moderna.

La norma è cogente nel senso che, quando le parti abbiano pattuito una quantità costante di acqua nella servitù, questa deve essere espressa in moduli. Se il titolo costitutivo usa unità diverse (es. ore, ettolitri, misure locali storiche), può sorgere una questione interpretativa da risolvere convertendo tali misure nel modulo legale.

La suddivisione in decimi, centesimi e millesimi consente di esprimere frazioni del modulo con precisione, utile per le servitù che riguardano quantità minori rispetto all'unità base. Un millesimo di modulo corrisponde pertanto a 0,1 litri al minuto secondo.

Il modulo acqua non va confuso con le misure storiche locali (ad es. oncia, rubbio, biolca) che venivano utilizzate nei titoli più antichi. In tali casi, l'art. 1082 c.c. prevede il ricorso all'autorità giudiziaria per la determinazione della forma della bocca derivatrice, in mancanza di titolo o possesso.

Norma correlata: art. 1080 c.c. (presa d'acqua continua), art. 1082 c.c. (forma della bocca e dell'edificio derivatore), art. 1079 c.c. (azione confessoria per la tutela del diritto).

Domande frequenti

Cos'è il modulo d'acqua definito dall'art. 1081 c.c.?

È l'unità di misura legale dell'acqua corrente: rappresenta un flusso costante di 100 litri al minuto secondo. Viene utilizzato per quantificare la portata d'acqua oggetto di una servitù di derivazione quando le parti abbiano pattuito una quantità costante.

Perché il Codice Civile introduce un'unità di misura specifica per l'acqua nelle servitù?

Per garantire certezza e uniformità nella determinazione della quantità d'acqua oggetto del diritto, evitando le ambiguità derivanti dall'uso di misure locali storiche o unità non standardizzate, che erano frequenti nei vecchi titoli di servitù.

In quante parti si divide il modulo d'acqua?

Il modulo si divide in decimi, centesimi e millesimi. Un millesimo di modulo corrisponde a 0,1 litri al minuto secondo, consentendo di esprimere con precisione anche portate molto ridotte.

Se il titolo della servitù esprime la quantità d'acqua in misure storiche locali, come si determina la quantità attuale?

Occorre convertire le misure storiche nel modulo legale. In caso di controversia o assenza di titolo certo, si applica l'art. 1082 c.c., che demanda all'autorità giudiziaria la determinazione della forma della bocca e dell'edificio derivatore.

Il modulo d'acqua si applica solo alle servitù o anche ad altri rapporti sull'acqua?

L'art. 1081 c.c. è collocato nella sezione dedicata alle servitù di derivazione d'acqua e si applica primariamente a questi rapporti. Tuttavia, la definizione tecnica del modulo può essere richiamata analogicamente in altri contesti in cui occorra misurare portate di acqua corrente.

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A cura di
Redazione Legge in Chiaro
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