Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 107 c.p. Condanna per vari reati con una sola sentenza
In vigore dal 1° luglio 1931
Le disposizioni relative alla dichiarazione di abitualità o di professionalità nel reato si applicano anche se, per i vari reati, è pronunciata condanna con una sola sentenza.
Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
L'art. 107 c.p. consente la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato anche quando più reati sono giudicati con un'unica sentenza.
Ratio
La disposizione risolve un potenziale vuoto tecnico: senza l'art. 107 c.p., la riunione di più procedimenti in un unico giudizio avrebbe potuto precludere al giudice la possibilità di dichiarare l'abitualità o la professionalità nel reato, poiché tali istituti presuppongono una pluralità di condanne. La norma equipara la condanna unica cumulativa a una serie di condanne distinte, preservando la coerenza del sistema.
Analisi
Gli artt. 102–106 c.p. disciplinano le qualità soggettive del reo: abitualità presunta (art. 102), abitualità ritenuta dal giudice (art. 103), professionalità nel reato (art. 105) e tendenza a delinquere (art. 108). Ciascuna di queste categorie richiede che il soggetto abbia riportato più condanne. L'art. 107 c.p. chiarisce che, ai fini del computo, i reati giudicati con un'unica sentenza sono computati come se fossero stati oggetto di condanne successive: il giudice può pertanto procedere alla dichiarazione nella medesima sentenza cumulativa. La valutazione rimane discrezionale nelle ipotesi di abitualità facoltativa (art. 103) e di professionalità (art. 105), mentre è obbligatoria nei casi previsti dall'art. 102 c.p.
Quando si applica
La norma trova applicazione ogni volta che, nell'ambito di un unico processo, l'imputato è condannato per più reati che, considerati nel loro insieme, integrino i presupposti numerici e oggettivi richiesti dagli artt. 102–106 c.p. per la dichiarazione di abitualità o professionalità. È irrilevante che i reati siano stati commessi in tempi diversi o che il processo sia iniziato come procedimento riunito.
Connessioni
L'art. 107 c.p. va letto in coordinamento con gli artt. 102–106 c.p. (abitualità, professionalità, tendenza a delinquere), con l'art. 108 c.p. (tendenza a delinquere), con gli artt. 203–212 c.p. sulle misure di sicurezza personali applicabili ai soggetti dichiarati abituali o professionali, e con le norme del codice di procedura penale sulla riunione dei procedimenti (artt. 17–19 c.p.p.).
Domande frequenti
Cos'è la dichiarazione di abitualità nel reato?
È un giudizio con cui il tribunale qualifica il condannato come delinquente abituale quando ricorrono i presupposti numerici e oggettivi previsti dagli artt. 102–103 c.p. Comporta l'applicazione di misure di sicurezza personali, come la libertà vigilata, oltre alla pena ordinaria.
Qual è la differenza tra l'art. 107 c.p. e l'art. 107 c.p.p.?
Sono norme completamente distinte: l'art. 107 del codice penale riguarda la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato in caso di condanna cumulativa; l'art. 107 del codice di procedura penale disciplina invece la ricusazione del giudice. I due articoli appartengono a corpi normativi diversi e non hanno alcuna connessione.
Una sola condanna può far scattare la dichiarazione di abitualità?
In linea di principio no: gli artt. 102 e 103 c.p. richiedono almeno due condanne precedenti per delitti non colposi. L'art. 107 c.p. consente tuttavia di considerare più reati giudicati con un'unica sentenza come se fossero stati oggetto di condanne distinte, rendendo possibile la dichiarazione anche in quel contesto.
La dichiarazione di abitualità è automatica o discrezionale?
Dipende dal tipo: l'abitualità presunta ex art. 102 c.p. è obbligatoria al verificarsi dei presupposti di legge; l'abitualità ritenuta dal giudice ex art. 103 c.p. e la professionalità nel reato ex art. 105 c.p. sono invece facoltative e rimesse alla valutazione discrezionale del giudice.
Quali conseguenze pratiche ha la dichiarazione di professionalità nel reato?
La dichiarazione di professionalità nel reato ex art. 105 c.p. comporta l'applicazione obbligatoria della misura di sicurezza della casa di lavoro (art. 216 c.p.), da eseguire dopo l'espiazione della pena detentiva. Incide inoltre sulla valutazione della pericolosità sociale del soggetto in sede di eventuali misure di prevenzione.
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Le informazioni in questa pagina hanno valore informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza legale. Per la tua situazione specifica consulta un avvocato.