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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1052 c.c. Passaggio coattivo a favore di fondo non intercluso

In vigore

intercluso Le disposizioni dell’articolo precedente si possono applicare anche se il proprietario del fondo ha un accesso alla via pubblica, ma questo è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo e non può essere ampliato. Il passaggio può essere concesso dall’autorità giudiziaria solo quando questa riconosce che la domanda risponde alle esigenze dell’agricoltura o dell’industria. (1)

In sintesi

  • Estende il passaggio coattivo anche al proprietario di fondo non intercluso ma con accesso inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo, non ampliabile.
  • Il passaggio può essere concesso dall'autorità giudiziaria solo se la domanda risponde a esigenze dell'agricoltura o dell'industria.
  • Norma di chiusura del sistema del passaggio coattivo: il presupposto è meno stringente dell'interclusione assoluta, ma il filtro giudiziale è più rigoroso.

Ratio e differenza rispetto all'art. 1051 c.c.

L'art. 1052 c.c. disciplina il caso del fondo non intercluso in senso stretto ma con accesso inadatto o insufficiente. A differenza dell'art. 1051 c.c., che tutela chi è completamente privo di sbocco, questa norma interviene in una situazione di interclusione relativa: il proprietario ha un accesso alla via pubblica, ma questo è inidoneo o troppo ridotto per le esigenze produttive del fondo.

Presupposti specifici

Devono ricorrere due condizioni: (a) l'accesso esistente è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo; (b) non è ampliabile. L'inadeguatezza va misurata rispetto all'uso normale del fondo: un sentiero pedonale è inadatto per un'azienda agricola che richiede il transito di mezzi pesanti; un accesso ampliabile non legittima il ricorso alla norma.

Filtro giudiziario e finalità produttive

Il passaggio ex art. 1052 c.c. non è un diritto automatico: il giudice lo concede solo se la domanda risponde a esigenze dell'agricoltura o dell'industria. Questo filtro più rigoroso rispetto all'art. 1051 c.c. riflette il carattere eccezionale della compressione del diritto di proprietà quando il fondo richiedente ha comunque un accesso, seppure inadeguato. Usi meramente residenziali o di comodo non sono sufficienti.

Coordinamento con la normativa urbanistica

In ambito urbano, la valutazione dell'inadeguatezza dell'accesso si intreccia con le prescrizioni degli strumenti urbanistici (larghezza minima degli accessi, distanze, ecc.). Il giudice può avvalersi di una consulenza tecnica per valutare la conformità e l'inadeguatezza dell'accesso esistente.

Indennità e disciplina applicabile

Per tutto quanto non espressamente disciplinato, si applicano le disposizioni dell'art. 1051 c.c. (tracciato, esenzioni, indennità). Il passaggio deve essere stabilito nel punto di minore danno per il fondo servente e il richiedente deve corrispondere un'indennità adeguata.

Domande frequenti

Quando si applica l'art. 1052 c.c. anziché l'art. 1051 c.c. per il passaggio coattivo?

L'art. 1051 c.c. si applica al fondo completamente privo di sbocco sulla via pubblica (interclusione assoluta). L'art. 1052 c.c. riguarda invece il fondo che ha un accesso, ma questo è inadatto o insufficiente ai bisogni produttivi e non può essere ampliato (interclusione relativa).

Il passaggio coattivo ex art. 1052 c.c. può essere concesso per un uso puramente residenziale?

No. L'art. 1052, secondo comma, c.c. dispone che il giudice possa concedere il passaggio solo se la domanda risponde a esigenze dell'agricoltura o dell'industria. Bisogni meramente residenziali o di comodo non sono sufficienti a giustificare la compressione della proprietà altrui.

Cosa significa che l'accesso esistente è «inadatto» ai sensi dell'art. 1052 c.c.?

Significa che l'accesso, pur esistendo, non consente l'uso normale del fondo in relazione alla sua destinazione produttiva: es. un sentiero pedonale per un fondo agricolo che richiede il transito di trattori. L'inadeguatezza va valutata in concreto, tenendo conto delle effettive esigenze produttive.

Chi decide se la domanda di passaggio ex art. 1052 c.c. risponde a esigenze agricole o industriali?

Il giudice, con valutazione discrezionale effettuata caso per caso. Può avvalersi di un consulente tecnico d'ufficio per accertare la natura e le effettive esigenze produttive del fondo richiedente, nonché l'inadeguatezza dell'accesso esistente.

L'art. 1052 c.c. si applica anche in ambito urbano o solo a fondi agricoli?

La norma si applica anche in ambito urbano per fondi a destinazione industriale o artigianale con accesso inadeguato ai mezzi di trasporto. In zona urbana, la valutazione dell'inadeguatezza si coordina con le prescrizioni urbanistiche locali sulla larghezza e conformazione degli accessi.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.